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migration as mutation

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E’ da quando siamo tornati dall’esperienza lavorativa a Madrid che ci interroghiamo sul continuo migrare degli architetti italiani all’estero

Mi|gra|zió|ne s.f.
1 CO il migrare e il suo risultato
2a TS antrop., spostamento da un luogo a un altro di un popolo, di una nazione, di una tribù alla ricerca di migliori condizioni di vita
2b TS sociol., emigrazione, provvisoria o definitiva, da un luogo a un altro di una parte significativa della popolazione attiva, causato da ragioni economiche
3 TS zool., spostamento compiuto da alcune specie animali e determinato da vicende stagionali, necessità alimentari o riproduttive.
[def. dizionario De Mauro]

Partendo da questa definizione inauguriamo una rubrica dedicata ai giovani architetti italiani emigrati all’estero.
Fatto curioso è che nella classifica dei migliori studi italiani under 40, stilata dal sito newitalianblood, solo 3 studi su dieci risiedono in Italia.
Cosa manca al nostro pese perché l’architettura contemporanea possa svilupparsi? o al contrario cosa possiede l’Italia da non favorire adeguatamente l’architettura rispetto agli altri paesi europei?
Una serie di interviste saranno pubblicate prossimamente su questo blog.
e voi, avete qualche domanda da porre? conoscete degli studi da segnalarci?

Andrea Franceschi e Giacomo Beccari sono architetti laureati presso l’Università degli Studi di Ferrara
dopo una migrazione a Madrid sono tornati Bologna dove continuano ad osservare transumanze architettoniche.

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