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	<title>ecosistema urbano &#187; terremoto</title>
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	<description>sostenibilidad urbana creativa</description>
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		<title>Ecosistema Urbano a L&#039;Aquila</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 15:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 6 giugno Ecosistema Urbano (rappresentato da me Domenico Di Siena) ha partecipato al work in progress progettuale organizzato a L’Aquila dal collettivo99 che aveva per titolo: Riconversione oltre la Ricostruzione. All&#8217;evento hanno partecipato gli studi Metrogramma (rappresentato dall&#8217; architetto Andrea Boschetti) e IaN+ (rappresentato dagli architetti Carmelo Baglivo e Stefania Manna). L’incontro si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-4650" title="palazzo del cgoverno terremoto" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2009/06/img_2417-365x138.jpg" alt="palazzo del cgoverno terremoto" width="365" height="138" /><br />
Lo scorso 6 giugno <strong>Ecosistema Urbano</strong> (rappresentato da me <strong>Domenico Di Siena</strong>) ha partecipato al work in progress progettuale organizzato a L’Aquila dal <a href="http://www.collettivo99.org/" target="_blank">collettivo99</a> che aveva per titolo: Riconversione oltre la Ricostruzione.<br />
All&#8217;evento hanno partecipato gli studi <a href="http://www.metrogramma.com/" target="_blank">Metrogramma</a> (rappresentato dall&#8217; architetto <strong>Andrea Boschetti</strong>) e <a href="http://www.ianplus.it/" target="_blank">IaN+</a> (rappresentato dagli architetti <strong>Carmelo Baglivo</strong> e <strong>Stefania Manna</strong>).<span id="more-4641"></span><br />
L’incontro si è concluso con un dibattito aperto al quale hanno partecipato, tra gli altri, i portavoce dei comitati “Aquilanus”, “Un Manifesto per l’Aquila” , “Osservatorio Nord-Ovest” , “<a href="http://www.3e32.com/" target="_blank">3e32</a>” e alcuni antropologi.<br />
Presenti anche il Sindaco Cialente e la Presidente della Provincia Pezzopane, assente invece il Presidente della Regione Chiodi, in riunione a Roma con Gianni Letta.<br />
Nella mattinata, grazie al lavoro svoltodal collettivo99 e alla disponibilità dei vigili del fuoco, abbiamo avuto modo di visitare la zona rossa della città di L&#8217;Aquila (vedi foto), attualmente chiusa al pubblico. Si tratta praticamente della quasi totalità del centro storico. Devo dire che è difficile commentare quanto visto: sul posto la drammaticità anteriormente percepita grazie alle immagine trasmesse dai media prende la forma della &#8220;tragedia&#8221;.<br />
A L&#8217;Aquila una intera cittadinanza é stata spazzata via dal suo territorio. La struttura fisica alla base di ogni città é praticamente inesistente, e la popolazione é &#8220;rinchiusa&#8221; (permettetemi il termine) nei campi organizzati dalla protezione civile.<br />
L&#8217;evento organizzato dai giovani tecnici aquilani é ammirevole; dimostra la formazione di una nuova generazione di giovani che è ormai stanca di essere costantemente &#8220;tagliata fuori dai giochi. A tal proposito consiglio la visione della breve <a href="http://urbanohumano.tv/2009/06/10/laquila-ricostruita-dai-giovani/" target="_blank">intervista  all&#8217;architetto Andrea Boschetti</a> realizzata da Repubblica tv, che esprime stupendamente il concetto.</p>
<p>In definitiva un evento molto importante ed estremamente positivo. Mi permetto di &#8220;lanciare&#8221; qualche piccolo consiglio. Forse si é parlato troppo di ricostruzione fisica e poco di città, di cittadini e di cittadinanza. Ho riscontrato una forza giovane dirompente, tuttavia mi stupisce che no si stia usando nel modo migliore la rete. L&#8217; Italia intera guarda con attenzione a quello che sta succedendo a L&#8217;Aquila, tuttavia sono molte le cose che non si sanno. Sarebbe estremamente interessante se il collettivo99 e in generale i giovani aquilani scommettessero di più sull&#8217;uso di internet: per documentare e diffondere informazione, ma anche per catalizzare quella cittadinanza che per il momento é &#8220;rinchiusa&#8221;  nei campi di emergenza. Un buon obiettivo potrebbe essere utilizzare strategicamente l&#8217;attenzione dei media e di tutto il Paese per &#8220;contrattaccare&#8221; con strumenti di comunicazione innovativi (internet) capaci di far crescere idee e progetti sviluppati dal basso.</p>
<p>Noi da Madrid seguiremo con attenzione l&#8217;evolversi dei &#8220;lavori&#8221; e restiamo a disposizione per ogni futura iniziativa.<br />
Chiudo rinnovando i miei complimenti agli organizzatori.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-4640" title="l'aquila terremoto 1" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2009/06/img_2415-530x706.jpg" alt="l'aquila terremoto 1" width="530" height="706" /></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-4642" title="l'aquila terremoto 2" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2009/06/img_2413-530x706.jpg" alt="l'aquila terremoto 2" width="530" height="706" /></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-4643" title="l'aquila terremoto 3" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2009/06/img_2416-530x397.jpg" alt="l'aquila terremoto 3" width="530" height="397" /></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-4644" title="l'aquila terremoto 4" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2009/06/img_2414-530x397.jpg" alt="l'aquila terremoto 4" width="530" height="397" /></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-4645" title="l'aquila terremoto: la casa dello studente" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2009/06/img_2398-530x706.jpg" alt="l'aquila terremoto: la casa dello studente" width="530" height="706" /></p>
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		<title>Ecosistema Urbano partecipa al work in progress progettuale a L&#039;Aquila</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 09:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CONVERGENZE#01 – esperienze giovani [ecosistema urbano] parteciperá il prossimo 6 giugno &#8211; ore 15:00 presso sala convegni Strinella 88, via Pescara a L&#8217;Aquila al ciclo di incontri e dibattiti Convergenze promosso dal Collettivo99 nell’ambito del progetto “L’Aquila – riconversione oltre la ricostruzioone” che intende mettere a confronto esperienze provenienti da vari ambiti e discipline sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignnone size-medium wp-image-4570" title="locandina_collettivo99" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2009/06/locandina_collettivo99-365x197.jpg" alt="locandina_collettivo99" width="365" height="197" /><br />
<strong>CONVERGENZE#01  – esperienze giovani</strong></em><br />
[ecosistema urbano] parteciperá il prossimo 6 giugno &#8211; ore 15:00 presso sala convegni Strinella 88, via Pescara a L&#8217;Aquila al<br />
ciclo di  incontri e dibattiti <em>Convergenze</em> promosso dal <a href="http://www.collettivo99.org" target="_blank"><em>Collettivo99</em></a> nell’ambito del progetto “<strong>L’Aquila – riconversione oltre la  ricostruzioone</strong>” che intende mettere a confronto esperienze provenienti  da vari ambiti e discipline sul post-terremoto e sul futuro del territorio  aquilano attorno ad una base progettuale <em>in progress</em> sviluppata  da aquilani.<br />
L&#8217;obiettivo é far crescere e rendere artefici del proprio futuro e destino chi  la città dovrà e vorrà viverla mediante l’apertura al mondo.<span id="more-4568"></span></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-4574" title="locandina_6_giugno" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2009/06/locandina_collettivo_6_giugno-530x748.jpg" alt="locandina_6_giugno" width="530" height="748" /><br />
Alcune delle  parole-chiave finora sviluppate parlano di:<br />
	<strong>RICONVERSIONE</strong>: mutamento    delle logiche di funzionamento e consumo verso una città (centro storico    compreso) ad  impatto zero, tecnologicamente avanzata, sicura,    facilmente percorribile e tendente all’autosufficienza energetica ed elementare;<br />
	<strong>PROCESSO</strong>: programmazione    di tutte le fasi della ricostruzione garantendo qualità funzionali    ed urbane all’intero iter della ricostruzione, non pensando al traguardo    ma al percorso.<br />
	<strong>REVERSIBILITA</strong>’:    la flessibilità del processo è ottenibile anche mediante strutture    provvisorie di buone qualità formali e spaziali che sappiano armonizzarsi    con l’esistente, nella convinzione che la pratica del reversibile    faccia acquisire la consapevolezza che possa essere anche una valida    modalità edilizia oltre l’emergenza;<br />
	<strong>COSTELLAZIONE DI INNESTI</strong>: l’architettura può farsi interprete di una meditata strategia    dell’innesto (opere pubbliche come spore di condensazione) che sappia    risolvere problematiche di vario genere, alle varie scale, emanando    qualità urbane, innescando processi sociali ed economici, producendo    ed erogando energia nel riattivare parti di città finora marginali;<br />
	<strong>CITTA’-CAMPAGNA</strong>:    ritorno ad una simbiosi con la natura e con le pratiche di messa a reddito    della stessa mediante un gradiente di porosità che coinvolga finanche    il centro storico;</li>
<p>Sulle basi  di un programma già in parte imbastito di personalità alte della cultura  internazionale, piace aprire il ciclo con le esperienze di giovani studi  che già da anni trovano ascolto, convincendo, nel pensare spazi e territori  colti e sperimentali, oltre la semplice contemporaneità, nel futuro.<br />
E’ ciò di  cui il <em>Collettivo99</em> crede ci sia bisogno per L’Aquila, la cui  ricostruzione, pur preoccupandosi di fornire un rifugio confortevole  e sicuro per ogni suo abitante e senza dimenticare di garantire l’equilibrio  e la vivibilità di un “organismo” urbano in ogni sua fase, deve  saper guardare fin da subito e coraggiosamente a scenari convincenti  e lontani.<br />
<a href="http://www.collettivo99.org/" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">www.collettivo99.org</span></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><img class="alignnone size-large wp-image-4569" title="01-centro-def" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2009/06/01-centro-def-530x662.jpg" alt="01-centro-def" width="530" height="662" /></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><img class="alignnone size-large wp-image-4572" title="03-agro-def" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2009/06/03-agro-def-530x662.jpg" alt="03-agro-def" width="530" height="662" /></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><img class="alignnone size-large wp-image-4573" title="02-periferia-def" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2009/06/02-periferia-def-530x662.jpg" alt="02-periferia-def" width="530" height="662" /><br />
</span></p>
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		<title>Viviendas en Perú &#8211; María Eugenia Lacarra</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 10:02:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jaime</dc:creator>
				<category><![CDATA[arquitectura]]></category>
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		<description><![CDATA[Os presentamos hoy este estupendo proyecto de nuestra amiga, y antigua compañera de ecosistema urbano, Mariu. El proyecto es muy interesante, como podréis ver en la información que nos ha facilitado ella. Además, tenemos que dar la enhorabuena a Mariu, ya que ha sido premiado con el primer premio en la XVI Bienal Panamericana de [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2894" title="090202-viviendas_peru-cabecera" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/02/090202-viviendas_peru-cabecera.jpg" alt="090202-viviendas_peru-cabecera" width="365" height="239" /></p>
<p>Os presentamos hoy este estupendo proyecto de nuestra  amiga, y antigua compañera de ecosistema urbano, Mariu.</p>
<p>El proyecto es muy interesante, como podréis ver en la información que nos ha facilitado ella. Además, tenemos que dar la enhorabuena a Mariu, ya que ha sido premiado con el <a href="http://www.baq-cae.ec/baq-cae/images/stories/bienal2008premios/diapositiva48.jpg" target="_blank">primer premio</a> en la <a href="http://www.baq-cae.ec/baq-cae/index.php" target="_blank">XVI Bienal Panamericana de Arquitectura en la categoría de Hábitat Social.<span id="more-2892"></span></a></p>
<p>Es un proyecto de viviendas en Perú, para la reconstrucción de barrios destruidos tras el desastroso terremoto de Agosto de 2007, en el que 75.000 casas fueron destruidas y 90.000 afectadas.</p>
<p>El diseño de las viviendas busca mejorar las condiciones habitacionales de la población afectada (especialmente los sectores más marginales, y con menor acceso a ayudas), mediante una construcción sismorresistente, con tecnología alternativa y de bajo costo, con participación de los propios usuarios, como semilla de desarrollo sostenible y comunitario.</p>
<p>El sistema constructivo es una versión mejorada y modulada de la <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Quincha" target="_blank">quincha</a>, una forma de construcción tradicional sismorresistente y ligera mediante entramado de caña. Con este sistema se consigue economía, adaptabilidad y sencillez de construcción.</p>
<p>La distribución de las viviendas se ha basado en el estudio de los modos habitacionales de la región.</p>
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<p>Descarga:</p>
<p>A continuación os dejamos con la memoria, en la que está todo mucho mejor explicado:</p>
<p><em><strong>Apoyo a la auto-construcción de 16 viviendas en quincha mejorada modular para damnificados del terremoto del 15 de agosto del 2,007 en Ica, Perú.</strong></em></p>
<p><strong><em>María Eugenia Lacarra Córdova, arquitecta cooperante de la Ong inglesa <a href="http://www.progressio.org.uk/" target="_blank">Progressio </a></em></strong></p>
<p><strong><em>Contexto y descripción del proyecto. </em></strong></p>
<p><em>El 15 de agosto del 2007 se produjo un sismo que alcanzó una magnitud de 7.0 en la escala de Richter y su epicentro se registró en la costa central a 60 km de la ciudad de Pisco y 150 Km al suroeste de Lima, dejando los mayores estragos en el Departamento de Ica.  Este fue uno de los terremotos más violentos de los últimos años, dejando 550  víctimas mortales y más de 400,000 personas afectadas. El sismo afectó especialmente zonas carentes de una cultura de prevención, y de políticas de ordenamiento urbano. Ya concluida la emergencia, muchas familias todavía vivían en condiciones de suma precariedad, en viviendas temporales de estera y plástico, y expuestas a las inclemencias del frío nocturno y a las altas temperaturas del día.  Ante esta situación, se vió la necesidad de  llevar a cabo acciones para implementar una reconstrucción participativa, como una oportunidad de desarrollo equitativo. </em></p>
<p><em>Hay que tener en cuenta que a través de la historia, en el Perú, ha habido una falta de voluntad política para enfrentar los diferentes problemas del país, lo que  ha originado la acumulación de una fuerte deuda social hacia los más pobres.  Esto, sumado a una falta de visión que conjugue el crecimiento económico y la inclusión social, ha permitido que la desigualdad y la pobreza se profundicen sobretodo, en las zonas rurales y en los grupos más vulnerables.  En este contexto, ante los embates de la naturaleza, las respuestas son débiles y desorganizadas. </em></p>
<p><em>En este marco, Progressio decidió participar en el proceso de reconstrucción aportando a una cooperante profesional de la arquitectura, especialista en diseño, construcción y rehabilitación de viviendas, con tecnología adecuada para zonas sísmicas. Se elaboró un proyecto para la construcción de 16 viviendas en quincha mejorada modular, cuyo objetivo era la  construcción de viviendas prototipo con una técnica constructiva alternativa, sostenible con el medio ambiente, de bajo costo y fácilmente asimilable y replicable por la población. El diseño de la vivienda se basó en un estudio de la cultura y de la tradición habitacional de esta zona del sur peruano, buscando una propuesta de calidad que mejorase la calidad de vida de los más desfavorecidos. El trabajo coordinado de la cooperante, con el equipo técnico local, con los líderes de las zonas afectadas y con la población damnificada en general, hizo posible la realización de un proyecto con la participación de todos y todas. </em></p>
<p><em>Se desarrollaron tres modelos de vivienda tipo y dos de diseño especial, manteniendo siempre un esquema similar en la distribución de espacios. Esta variedad de prototipos propuestos, demuestra la versatilidad del sistema constructivo elegido, y aporta al proyecto un mayor interés desde el punto de vista de la adaptación al medio físico y a la cultura del lugar. Dentro de la línea de base del proyecto estaba la necesidad de dotar a las familias de una vivienda, y no de un módulo de un solo espacio. Esto significa que cada construcción debía disponer de las estancias suficientes y dimensiones adecuadas para proporcionar a sus moradores una habitabilidad básica y digna. Toda la familia beneficiaria ha trabajado en alguna de las fases constructivas según la mayor o menor complejidad técnica.  Las mujeres, actoras muy comprometidas, han participado activamente en todo el proceso junto a niños y niñas que han dado su apoyo dentro de un proceso de aprendizaje lúdico. Esta experiencia no sólo demuestra la participación e interés de las comunidades por desarrollarse mejorando sus condiciones de vida, sino que también rescata la gran capacidad y entereza que poseen para seguir adelante a pesar de las condiciones de vulnerabilidad y exclusión en las que viven. El proyecto no sólo ha contribuido a mejorar las condiciones de vida de algunas familias, sino que también ha dejado un referente de que existen diferentes maneras de construir capacitando. </em></p>
<p><strong><em>Sistema constructivo: quincha mejorada modular </em></strong></p>
<p><em>La quincha, como es denominado en Perú, o el bahareque, como es conocido en otros países de América Latina; es un sistema constructivo utilizado desde la época del Virreinato. Desde entonces, en las ciudades peruanas, sobre todo en Lima, al igual que en Colombia y Centroamérica, se han construido numerosas viviendas cuya primera planta es de adobe y la segunda de quincha. Dichas construcciones, todavía están en muy buen estado, incluso tras haber sufrido las acciones de terremotos. Hoy en día se siguen construyendo viviendas de quincha, de la forma tradicional, en las zonas rurales de la costa peruana, perpetuando así, el conocimiento y el uso de esta técnica, por su facilidad de construcción y por su economía. Desde hace unos años, diferentes instituciones y ONG han estudiado, propuesto e implementado diferentes aportes técnicos que han hecho posible mejorar y reforzar el  sistema, que lo convierten en una alternativa muy segura y barata en relación a otras técnicas tradicionales de construcción. Es importante, por lo tanto, recuperar este sistema constructivo, adaptarlo a las necesidades actuales de hábitat y confort, y desarrollarlo para cumplir con las normativas técnicas de seguridad exigidas ante los movimientos sísmicos que azotan el país. </em></p>
<p><em>El conjunto estructural del sistema constructivo ya mejorado, posee una gran solidez y rigidez, y al mismo tiempo, por la naturaleza de sus materiales, la madera y la caña principalmente, una gran flexibilidad para absorber la fuerza sísmica, oscilar con el movimiento y no colapsar. Por su ligereza es el sistema más adecuado para construir en suelos vulnerables con poca capacidad portante, como es el caso de la zona de actuación de este proyecto. Es una técnica que además asegura una sostenibilidad económica y medioambiental al necesitar de equipos, materiales y técnicas autóctonas de fácil manejo y suministro, sin riesgo de dependencia tecnológica y sin desperdicio de materiales. Este sistema modular de repetición es similar a un sistema de prefabricación, con las ventajas de facilidad de montaje que ello conlleva. El sistema a base de paneles modulares, además de flexibilizar las posibilidades de distribución de la vivienda, facilita la construcción de viviendas progresivas según la disponibilidad de recursos económicos. </em></p>
<p><strong><em>Publicación y Premio Internacional </em></strong></p>
<p><em>En este momento, se está a la espera de la impresión de la publicación “ICA, una experiencia de reconstrucción”, cuyo propósito es rescatar la sistematización de la experiencia de mejoramiento de las condiciones habitacionales de la población afectada por el sismo, como un ejemplo de trabajo colectivo, así como contar con un manual que permita la réplica de la construcción de viviendas sismo-resistentes y de bajo costo. </em></p>
<p><em>Este proyecto fue presentado por la cooperante María Eugenia Lacarra al concurso que convocó la XVI Bienal Panamericana de Arquitectura de Quito en la Categoría “Concurso Mundial, Hábitat Social y Desarrollo”, y fue galardonado con el Primer Premio, reconociendo el aporte con una manera de construir sostenible y participativa. El Colegio de Arquitectos del Ecuador organiza desde 1,978 la Bienal de Arquitectura de Quito y ha recibido aproximadamente 3,000 trabajos de toda América Latina en 15 Bienales ininterrumpidas. La Bienal Panamericana de Arquitectura  de Quito &#8211; BAQ cuanta con el aval de la Unión Internacional de Arquitectos (IOA), la Federación Panamericana de Asociaciones de Arquitectos (FPAA) y la Regional de Arquitectos del Grupo Andino (RAGA) y a través de los años ha ido consiguiendo éxitos y ganando prestigio a nivel internacional. Para el año 2,008 la BAQ, tomando en cuenta la creciente pobreza urbana, la expansión de los asentamientos humanos, la vulnerabilidad de comunidades informales y el deterioro continuo de las condiciones de vida de la población urbana decidió incorporar un concurso mundial orientado a difundir los esfuerzos de arquitectos y arquitectas para mejorar el hábitat de poblaciones urbanas vulnerables, en una perspectiva que permita la construcción de un entorno sustentable y que garantice mejores condiciones de vida.  Esto conjuntamente con la Universidad de Lund, Suecia, en el marco del Programa de Capacitación para el Mejoramiento Socio Habitacional para Latinoamérica financiado por la Agencia Sueca de Cooperación para el Desarrollo (Pág. Web: www.baq-cae.ec). </em></p>
<p><strong><em>Conclusiones </em></strong></p>
<p><em>El derecho a una vivienda de calidad es de todos y todas, y con el trabajo coordinado entre las entidades públicas, privadas, organizaciones de base y sociedad civil es posible conseguir que no sea un privilegio de unos pocos. Para el desarrollo exitoso de proyectos de estas características, en un contexto de pobreza y exclusión como en el que hemos trabajado es necesaria la incorporación de dos factores determinantes: La participación de la población y la utilización de materiales y técnicas de bajo costo. </em></p>
<p><em>La propuesta de reconstrucción por parte del Estado, no conocedor de la realidad de la zona, es únicamente con la utilización de ladrillo, de fierro y de concreto, materiales costosos y por lo tanto, inaccesibles para la mayoría de la población. Como consecuencia de ello, se construyen viviendas de superficie mínima, inhabitables y sin control técnico. Por lo tanto, es necesaria la promoción de otras posibilidades, más cercanas a la economía de las comunidades y que favorezcan un desarrollo sustentable de las mismas. Se ha demostrado que este tipo de propuestas son viables, y si hay voluntad política, se pueden desarrollar alternativas de este tipo para implementar el proceso de reconstrucción que recién está empezando. El enfoque de la participación tiene que incluirse como estrategia de acercamiento a las comunidades por parte de las entidades de gobierno, para lograr, con un trabajo en conjunto, reconstruir la Región. </em></p>
<p><em>El beneficiario/a y la comunidad son objetos de derecho, pero además, son ciudadanos/as que pueden contribuir a la consecución de su vivienda y a mejorar sus condiciones de vida.  El proceso de empoderamiento es fundamental para lograr tener una sociedad equitativa e inclusiva.  Por lo tanto, es un reto urgente fortalecer la cultura ciudadana y así lograr acciones concretas de responsabilidad y solidaridad entre las organizaciones sociales y sus autoridades locales. La concepción de desarrollo comunitario es la que tiene como principales actores a los pobladores organizados y en movimiento participando y decidiendo lo que necesitan y cómo quieren alcanzarlo.  Es por ello que el desarrollo  es el avance organizativo y progresivo de cambio hacia una vida digna, justa y humana en lo social, político, cultural, económico y psicológico, como un derecho inherente a la persona, a la comunidad y a la sociedad. </em></p>
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