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	<title>ecosistema urbano &#187; cultura</title>
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	<description>sostenibilidad urbana creativa</description>
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		<title>#followarch #web PAESAGGIO CRITICO</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 08:35:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lina</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Francesco Tonini]]></category>
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		<description><![CDATA[Per la nostra sezione #followarch #web, oggi presentiamo Paesaggio Critico. Paesaggio Critico nasce dopo l’amara constatazione che l’architettura del paesaggio è pressochè assente nell’abito culturale italiano. Questo fatto è evidente ogni qual volta non è possibile reperire libri e pubblicazioni di paesaggio diverse dalle riviste “da guardoni” da guardare distrattamente, ci racconta Francesco Tonini, architetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-16859" href="http://ecosistemaurbano.org/landscape/followarch-web-paesaggio-critico/attachment/logo_blog_-2/"><img class="alignnone size-full wp-image-16859" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/logo_blog_1.jpg" alt="" width="620" height="155" /></a></p>
<p>Per la nostra sezione <a href="http://ecosistemaurbano.org/blog/followarch-web/" target="_blank">#followarch #web</a>, oggi presentiamo <strong>Paesaggio Critico.</strong></p>
<p><a href="http://paesaggiocritico.com/" target="_blank">Paesaggio Critico</a> nasce dopo l’amara constatazione che l’architettura del paesaggio è pressochè assente nell’abito culturale italiano. Questo fatto è evidente ogni qual volta non è possibile reperire libri e pubblicazioni di paesaggio diverse dalle riviste “da guardoni” da guardare distrattamente, ci racconta Francesco Tonini, architetto del paesaggio e fondatore del blog che vi presento oggi.</p>
<p>Francesco assieme a Luca Dionisi e Gabriele  De Sanctis, di  <a href="http://garagepaesaggio.com/">Garage Paesaggio </a>sono tra i primi architetti del paesaggio prodotti dall‘università di Roma, Ludovico Quaroni, ed anche tra gli ultimi. Il  percorso di studi, 3+2, in progettazione dei giardini e paesaggio, che li ha resi tra i pochi  italiani con i requisiti per l’iscrizione all’<a href="http://europe.iflaonline.org/">EFLA</a>, tra cui appunto un percorso di studio minimo di 4 anni, si è gia dissolto nell’ennesimo ri-ordinamento degli studi.<span id="more-16857"></span></p>
<p>L’assenza di un percorso di studi unitario effettivamente alimenta confusione nella definizione di architettura del paesaggio, soprattutto per le nuove generazioni che, sensibili al tema, sul blog chiedo consigli sui corsi da seguire. Di fatto gli stessi corsi di paesaggio non sono, tecnicamente,  tenuti da paesaggisti, e questo unito ad un ambiente artistico-competitivo, fa si che nella collaborazione tra urbanisti, peaseggisti e botanici la figura dell’architetto paesaggista venga spesso sostituita o sacrificata.</p>
<p>Nella città di Roma l’assenza di un discorso sul  paesaggio  è drammaticamente evidente, in ogni piazza ristrutturata e non riqualificata, o verde non meglio identificato, si rispecchia la progressiva perdita di una cultura che è identità del territorio ed appropriazione dello spazio, e che agli anziani ancora è ben nota. Per questo  il blog  di Paesaggio<br />
Critico non è destinato ad architetti ed intenditori, anche se questi ne sono al momento i maggiori fruitori, ammette Francesco con un po di rammarico, ma cerca di parlare nella maniera più obiettiva possibile a tutti evitando il linguaggio tecnico che negli ultimi anni ha relegato la discussione sul paesaggio ai salotti e circoli elitari, prediligendo al suo poet quello multimediale. Paesaggio critico è infatti ricco di video interviste e conferenze, che da circa un anno Francesco ed i suoi colleghi stanno raccogliendo in tutti i corsi specialisti, master e festival della città, per favorire la diffusione delle tematiche nel modo più diretto e con il tempo creare un luogo di partecipazione e di scambio in cui costruire un dibattito sul paesaggio Romano.</p>
<p>Con l’apporto fedelissimmi blog trotter che sono diventati collaboratori a tutti gli effetti, come Lucilla Zanazzi che cura la rubrica <a href="http://paesaggiocritico.com/libri-e-paesaggio/">Libri e Paesaggio</a> , o Serena Savelli e Lucio  Lorenzo Pettine che da questo mese cominceranno il progetto <a href="http://paesaggiocritico.com/2011/07/08/francigena-street-view-il-blog-che-racconta-un-grande-viaggio/">FrancigenaStreetView</a> , raccontando in tempo reale le impressioni del Gran tour, il blog punta ad arricchirsi di sempre più punti di vista ed aprire ed aprire sempre più finestre sul Paesaggio.</p>
<p><strong>web: </strong><a href="http://paesaggiocritico.com/" target="_blank">http://paesaggiocritico.com/</a><br />
<strong>web: </strong><a href="http://garagepaesaggio.com/" target="_blank">http://garagepaesaggio.com/</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-16865" href="http://ecosistemaurbano.org/landscape/followarch-web-paesaggio-critico/attachment/garage-paesaggio-22/"><img class="alignnone size-large wp-image-16865" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/GARAGE-PAESAGGIO-22-620x153.jpg" alt="" width="620" height="153" /></a></p>
<p>Di seguito pubblichiamo uno dei video della web:</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/23541101?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" width="620" height="349" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Una presentazione del lavoro di <strong>Garage Paesaggio</strong>:</p>
<p><a title="View Garage Paesaggio on Scribd" href="http://es.scribd.com/doc/60705978/Garage-Paesaggio" style="margin: 12px auto 6px auto; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none; display: block; text-decoration: underline;">Garage Paesaggio</a><iframe class="scribd_iframe_embed" src="http://www.scribd.com/embeds/60705978/content?start_page=1&#038;view_mode=list&#038;access_key=key-2da1j9fyd15dlv5v08nc" data-auto-height="true" data-aspect-ratio="" scrolling="no" id="doc_11849" width="100%" height="600" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>No al bavaglio ad Internet. Attivati per &#8220;La Notte della Rete&#8221;</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/internet/no-al-bavaglio-ad-internet-attivati-per-la-notte-della-rete/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 15:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non sarà una vigilia tranquilla per l&#8217;Agcom: sarà, piuttosto, &#8220;La Notte della Rete&#8221;. Il 5 luglio, a 24 ore dall&#8217;approvazione della Delibera definita &#8220;ammazza-Internet&#8221; dai blogger italiani, artisti, esponenti della rete, leader politici, cittadini e utenti del web si troveranno a Roma per una no-stop contro il provvedimento. Per maggiori informazioni sul provvedimento dell&#8217;Agcom vai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/notterete_620.png"><img class="alignnone size-full wp-image-16623" title="notterete_620" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/notterete_620.png" alt="" width="620" height="504" /></a><br />
Non sarà una vigilia tranquilla per l&#8217;Agcom: sarà, piuttosto, &#8220;La Notte della Rete&#8221;. Il 5 luglio, a 24 ore dall&#8217;approvazione della Delibera definita &#8220;ammazza-Internet&#8221; dai blogger italiani, artisti, esponenti della rete, leader politici, cittadini e utenti del web si troveranno a Roma per una no-stop contro il provvedimento.</p>
<p>Per maggiori informazioni sul provvedimento dell&#8217;Agcom vai alla pagina: <a href="http://www.agoradigitale.org/nocensura" target="_blank">www.agoradigitale.org/nocensura</a>.</p>
<p>L&#8217;evento si svolgerà martedì <strong>5 luglio</strong> dalle <strong>17.30</strong> alle<strong> 21</strong> presso la <strong>Domus Talenti</strong> a <strong>Roma</strong> ( via delle Quattro Fontane, 113 ) partecipa anche tu alla nostra mobilitazione. Fai sentire la tua voce!<span id="more-16620"></span></p>
<p>Fra i presenti già confermati:</p>
<p><em><strong>Olivero Beha, Rita Bernardini, Emma Bonino, Pippo Civati, Nicola D&#8217;Angelo, Juan Carlos de Martin, Tana de Zulueta, Antonio Di Pietro, Dario Fo, Giovanbattista Frontera, Alessandro Gilioli, Peter Gomez, Beppe Giulietti, Fabio Granata, Margherita Hack, Carlo Infante, Giulia Innocenzi, Ignazio Marino, Gianfranco Mascia, Gennario Migliore, Roberto Natale, Luca Nicotra, Leoluca Orlando, Flavia Perina, Marco Perduca, Marco Pierani, il Piotta, Donatella Poretti, Enzo Raisi, Franca Rame, Fulvio Sarzana, Marco Scialdone, Guido Scorza, Mauro Vergari, Carlo Verna, Vincenzo Vita, Vittorio Zambardino.</strong></em></p>
<p>Come fare per dare il tuo sostegno all&#8217;iniziativa:</p>
<p>-Fai girare la notizia, <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=186527864733678" target="_blank">condividila  con i tuoi contatti</a></p>
<p>-Conferma la tua adesione      alla mobilitazione tramite la pagina <a href="http://www.agoradigitale.org/lanottedellarete" target="_blank">www.agoradigitale.org/lanottedellarete</a> e tramite il corrispondente <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=186527864733678" target="_blank">evento facebook</a></p>
<p>-Pubblica la notizia dell&#8217;evento      de <strong>LA NOTTE DELLA RETE</strong> sul tuo blog e manda in onda la diretta in streaming dal sito de <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/" target="_blank">Il Fatto Quotidiano</a>. Compilando il form che trovi all&#8217;indirizzo  <a href="http://www.agoradigitale.org/lanottedellarete" target="_blank">www.agoradigitale.org/lanottedellarete</a> riceverai nelle prossime ore il codice per l&#8217;embed della trasmissione sul tuo sito web.</p>
<p>-Firma la petizione all&#8217;Agcom all&#8217;indirizzo <a href="http://www.sitononraggiungibile.it/" target="_blank"><strong>www.sitononraggiungibile.it</strong></a> e manda un messaggio ai membri dell&#8217;Agcom qui: <a href="http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio" target="_blank">http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio</a> ;</p>
<p>-Informati sugli ultimi sviluppi della mobilitazione e sugli altri modi per entrare in azione dal sito <a href="http://www.agoradigitale.org/nocensura" target="_blank">http://www.agoradigitale.org/nocensura</a>.</p>
<p>Mancano poco meno&#8217; di 48 ore all&#8217;approvazione del regolamento. Non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; tempo da perdere!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Taller &#8220;Goteo. Cultura de la Financiación Colectiva&#8221; &#124; Matadero Madrid</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/eventos/taller-goteo-cultura-de-la-financiacion-colectiva-matadero-madrid/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 16:47:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Taller que forma parte fundamental del proceso de codiseño y desarrollo de la plataforma de financiación y red social Goteo con el sector cultural (creadores, gestores culturales independientes y de instituciones públicas, aficionados, público cultural y empresas). Dividido en dos partes, se estudian varias plataformas de financiación online para proyectos creativos, diferenciando entre las que [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/goteo_feature.png"><img class="alignnone size-large wp-image-15257" title="goteo_feature" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/goteo_feature-620x240.png" alt="" width="620" height="240" /></a></p>
<p>Taller que forma parte fundamental del proceso de codiseño y desarrollo de la plataforma de financiación y red social <a href="http://www.goteo.org/" target="_blank">Goteo </a>con  el sector cultural (creadores, gestores culturales independientes y de  instituciones públicas, aficionados, público cultural y empresas).</p>
<p>Dividido en dos partes, se estudian varias plataformas de financiación  online para <strong>proyectos creativos</strong>, diferenciando entre las que se ocupan  de la microfinanciación, el <strong>crowdfunding</strong> y los <strong>préstamos P2P</strong>,  para  pasar después a poner a prueba el proceso de financiación de una serie  de proyectos reales de creadores y emprendedores culturales.</p>
<p>El  proceso de decidir a qué proyecto o proyectos se destinará el total  de  las cuotas de inscripción del taller pone al asistente en la tesitura   de pensar y compartir con el resto los criterios que le impulsan a   donar su dinero a un proyecto y no a otro.<span id="more-15256"></span></p>
<p>Creada por <a href="http://www.platoniq.net/" target="_blank">Platoniq</a> en colaboración con diversas organizaciones culturales, Goteo es una  investigación para desarrollar una incubadora de proyectos de innovación  cultural. Parte de estudiar los modelos actuales del llamado Giving  2.0, aplicados mayoritariamente al emprendizaje social, para observar la  viabilidad de estas experiencias y herramientas en el sector creativo.</p>
<p>• Goteo es una incubadora de proyectos que produce y conecta las buenas ideas con los contextos que las necesitan;<br />
• una red social en Internet que posibilita las micro-donaciones del  público cultural, instituciones y empresas a los proyectos innovadores  de su elección: una vía alternativa de financiación acorde con los  nuevos modelos digitales;<br />
• una plataforma eficiente, abierta y productiva capaz de conectar a los  creadores culturales con la gente de su comunidad: un punto de  encuentro para la participación ciudadana en las futuras agendas  culturales;<br />
• un referente nacional de innovación cultural distribuida.</p>
<p><a href="https://spreadsheets.google.com/a/mataderomadrid.org/spreadsheet/viewform?formkey=dDFqYU53U2dMVE9FMTVhNjdVTDhKeWc6MQ&amp;pli=1" target="_blank">FORMULARIO DE INSCRIPCIÓN EN EL TALLER</a></p>
<p><strong>info:</strong><br />
17 de Mayo de 16 a 21 h.</p>
<p>Precio: <strong>20 euros</strong> (el total de las cuotas de inscripción se destinará a financiar uno o varios de los proyectos presentados).</p>
<p>Institución:<br />
Matadero Madrid<br />
Nº de plazas: <strong>30</strong></p>
<p><em>Nosotros ya nos hemos apuntados para participar, puesto que estamos pensando utilizar un sistema de crowdfunding para el proyecto <a title="Urban Social Design Experience" href="http://urbansocialdesign.org/usde" target="_blank">Urban Social Design Experience</a>.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>POR UN FUTURO Y UNA CIUDAD DIGNOS. Nuevos retos, nuevos formatos</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/ecosistema-urbano/por-un-futuro-y-una-ciudad-dignos-nuevos-retos-nuevos-formatos/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 10:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esta semana, entre lo días 3 y 6 de mayo, se celebrará la Semana Cultural en la Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Madrid (Avda. Juan de Herrera, 4): durante cuatro días las distintas asociaciones pertenecientes al centro en colaboración con la Delegación de Alumnos organizan una serie de actividades a las que os recomendamos que asistáis. Para [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/futuro_ciudad_dignos_feature1.png"><img class="alignnone size-large wp-image-15091" title="futuro_ciudad_dignos_feature" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/futuro_ciudad_dignos_feature1-620x240.png" alt="" width="620" height="240" /></a><br />
Esta semana, <strong>entre lo días 3 y 6 de mayo</strong>, se celebrará la <strong><em>Semana Cultural</em></strong> en la Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Madrid (Avda. Juan de Herrera, 4): durante cuatro días las distintas asociaciones pertenecientes al centro en colaboración con la <a href="http://www.aq.upm.es/Alumnos/daetsam/">Delegación de Alumnos</a> organizan una serie de actividades a las que os recomendamos que asistáis.</p>
<p>Para la ocasión el colectivo <a href="http://paisajetransversal.blogspot.com/" target="_blank">Paisaje Transversal</a> organiza las jornadas &#8220;<em><strong>POR UN FUTURO Y UNA CIUDAD DIGNOS. Nuevos retos, nuevos formatos&#8221;</strong></em> en las que diferentes colectivos plantearán su visión sobre el nuevo escenario que implica la crisis y cómo hacerle frente. <a title="Ecosistema Urbano | Agency" href="http://ecosistemaurbano.com" target="_blank">Ecosistema Urbano</a> participará presentando el proyecto <a title="One Thousand Square | Blog" href="http://onethousandsquare.org/" target="_blank">Onethousandsquare</a> (<a title="One Thousand Square | Twitter" href="http://twitter.com/ots_hamar" target="_blank">@ots_hamar</a>) desarrollado con <strong>Lluis Sabadell</strong>: diseño participativo de una plaza de la ciudad de <a title="Hamar" href="http://www.hamar.kommune.no/" target="_blank">Hamar</a> (Noruega).  Estas jornadas contarán también con la participación de <a href="http://www.juventudsinfuturo.net/">Juventud Sin Futuro</a>, <a href="http://democraciarealya.es/">¡Democracia Real Ya!</a> y <a href="http://defiendelo.patiomaravillas.net/">Patio Maravillas</a>.<span id="more-15087"></span></p>
<p><strong>POR UN FUTURO Y UNA CIUDAD DIGNOS<br />
Nuevos retos, nuevos formatos</strong></p>
<p><em>Lugar: Sala de Grados B de la ETSAM</em></p>
<p>Con la participación de:</p>
<p><strong>Martes 3 de mayo</strong><br />
12:30 Juventud Sin Futuro y ¡Democracia Real Ya!<br />
14:00 Mesa Redonda</p>
<p><strong>Miércoles 4 de mayo</strong><br />
19:00 Ecosistema Urbano &#8211; Proyecto <a href="http://onethousandsquare.org/" target="_blank">One Thousand Square</a><br />
20:00 Mesa Redonda</p>
<p><strong>Viernes 6 de mayo</strong><br />
12:30 Patio Maravillas &#8211; <a href="http://www.correderaparamadrid.net/" target="_blank">Proceso corredera</a><br />
14:00 Mesa Redonda</p>
<p>Todas las charlas serán retransmitidas en directo a través del canal de livestream <a title="Livestream | Paisaje transversal" href="http://www.livestream.com/paisajetransversal" target="_blank">http://www.livestream.com/paisajetransversal</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Arquitectura en Beta &#8211; Segunda sesión: Cultura de Red</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/castellano/arquitectura-en-beta-segunda-sesion-cultura-de-red/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 11:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
				<category><![CDATA[castellano]]></category>
		<category><![CDATA[urban social design]]></category>
		<category><![CDATA[Arquitectura en Beta]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[ethel baraona]]></category>
		<category><![CDATA[Paco González]]></category>
		<category><![CDATA[Red]]></category>
		<category><![CDATA[Segunda]]></category>
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		<category><![CDATA[Urban Social Design]]></category>

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		<description><![CDATA[Mapping the neighborhoods of Dharavi on a large google satellite image with residents at SPARC’s office. Source: Airoots En 1998 se crea googl Hace 12 años no existían los blogs Hace 10 años era minoritario escribir sms Hace 6 años no existían ni youtube ni Facebook Hace 4 años se creó Twitter y nació el [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/10/sparc-matiasechanove.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10672" title="sparc-matiasechanove" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/10/sparc-matiasechanove.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><em>Mapping the neighborhoods of Dharavi on a large google satellite image with residents at SPARC’s office. Source: <a href="http://www.airoots.org/2008/09/airoots-interviews-arjun-appadurai/">Airoots</a></em></p>
<p style="text-align: right;">En 1998 se crea googl<br />
Hace 12 años no existían los blogs<br />
Hace 10 años era minoritario escribir sms<br />
Hace 6 años no existían ni youtube ni Facebook<br />
Hace 4 años se creó Twitter y nació el iPhone</p>
<p style="text-align: right;">Fuente: <a href="http://es.wikipedia.org" target="_blank">wikipedia.org</a></p>
<p><strong>Cultura de red</strong> es un término que engloba muchos de los conceptos que manejamos  habitualmente en Internet. Estos conceptos no sólo afectan a lo digital,  son también aplicables a la forma de comunicarnos y trabajar en red en  nuestro devenir diario.</p>
<p>De  la adopción de los conceptos de cultura de red y los valores que  construyen, se producen nuevos enfoques críticos y prácticas que superan  los paradigmas establecidos. Es en la cultura por su condición, en  donde se encuentran más ejemplos y referencias de estas prácticas frente  a la arquitectura que los medios de masa han difundido en los últimos  diez años.</p>
<p>Muchas  de las cuestiones que están abiertas en el debate de la redefinición de  la arquitectura dependen de aprehender estos conceptos y de situarlos  en el contexto de la ciudad y de lo urbano.<span id="more-10669"></span></p>
<p><strong>Acerca de la primera sesión de Arquitectura en Beta</strong><br />
<em> &#8220;the most creative environments allow for repeated failure&#8221; Kevin Kelly</em></p>
<p>El término Arquitectura en Beta  nace del deseo que tenemos los arquitectos en la actualidad de  “des-aprender” los conceptos que relacionan a la arquitectura como una  disciplina únicamente enfocada a la construcción y a la tectónica. Este  valor es parte de nuestra formación, pero no debemos olvidar que existen  otros conceptos importantes que forman parte de la misma y que son los  que intentamos rescatar en estos momentos, el arquitecto como sociólogo,  geógrafo, político, antropólogo, economista&#8230; Un ciudadano siempre  compartiendo, siempre en revisión.</p>
<p>Ramiro Aznar <a href="http://twitter.com/ramiroaznar/statuses/28424511058">preguntaba</a>: ¿el arquitecto puede actuar como economista, sociólogo, ingeniero&#8230; pero y el biólogo puede ser arquitecto?</p>
<p>No sabemos si encontaremos alguna respuesta, pero este constante cuestionamiento es lo que queremos que sea la base del curso Arquitectura en Beta. Siempre tener más preguntas que respuestas.</p>
<p>&#8212;&#8211;</p>
<p>Texto de referencia para la sesión del viernes 29 de Octubre:  <a href="http://www.cccb.org/lab/es/general/comunicacio-cultura-lliure-i-societat-xarxa/">CCCB Lab: Comunicación, Cultura Libre y Sociedad Red</a> de Felipe G. Gil (aka <a href="http://twitter.com/#%21/abrelatas">@abrelatas</a>) de <a href="http://www.zemos98.org/">ZEMOS98</a></p>
<p>Sesión en streaming en el canal de  Urban Social Design. Viernes 29 de Octubre 19:00 UTC+1 (Madrid, España)</p>
<p><strong>Arquitectura en Beta</strong> es el curso que imparten <a href="http://www.twitter.com/ethel_baraona">Ethel Baraona</a> y <a href="http://www.twitter.com/pacogonzalez">Paco González </a>para el <strong>Urban Social Design Institute</strong>.</p>
<p>&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>Herramientas:</strong><br />
-  Twitter para conversar, preguntar y compartir información y enlaces.  También nos permite una relación directa con el resto del grupo en  horarios más allá de la sesión en streaming</p>
<p>- <a href="http://twitter.com/nihillo/statuses/28426737404">Tumblr como moleskine digital</a>. Utilizaremos <a href="http://www.tumblr.com/dashboard">tumblr</a> como “libreta de notas” y como archivo. Un enlace de cómo se usa Tumblr: <a href="http://www.youtube.com/user/uschoolme#g/c/CB27F60D6F42BF3F">Learn Tumblr @ uSchoolme</a></p>
<p><strong>Notas:</strong><br />
<em> &#8211; Las sesiones se realizarán todos los viernes de cada semana a las 19:00 UTC+1 Madrid, España.</em></p>
<p><em>-  El streaming se emitirá en abierto y la participación en el debate en  cada sesión está abierta a cualquier persona a través del chat o del  twitter utilizando el hashtag #usdi. Pueden seguir la conversación  generada durante la primera sesión en el <a href="http://twubs.com/usdi">Twub de #usdi</a></em></p>
<p><em>-  El acceso a los recursos y materiales como posts y streaming grabados  es libre y estarán recogidos en la página <a href="http://ecosistemaurbano.org/urban-social-design/" target="_blank">http://ecosistemaurbano.org/urban-social-design/</a></em></p>
<p><em>-  La selección de los proyectos tutorizados en este prototipo se ha  realizado bajo un proceso de invitación cerrado realizado por Ecosistema  Urbano. En posteriores ediciones se publicitarán las condiciones para  ser tutorizado en el Urban Social Design Institute.</em></p>
<p><em>- Si te has perdido la primera sesión, puedes verla aquí: <a href="http://ecosistemaurbano.tv/2010/10/urban-social-design-presentacion-arqutiectura-en-beta/" target="_blank">http://ecosistemaurbano.tv/2010/10/urban-social-design-presentacion-arqutiectura-en-beta/</a></em></p>
<p><em>Post escrito por <a href="http://www.twitter.com/ethel_baraona">Ethel Baraona</a> y <a href="http://www.twitter.com/pacogonzalez">Paco González</a></em></p>
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		<title>MercadoLaSeda Madrid &#8211; ¡Comparte un proyecto único!</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 12:26:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[El MercadoLaSeda Madrid es el último proyecto del grupo empresarial Xiu-Shui , un centro comercial de ocio y cultura libre franquiciado que abrirá sus puertas en Madrid, en 2011. Se trata de un nuevo concepto de ocio cultural y de intercambio. El espacio social ofrecerá un ancho de banda de 10 Gbps, que permitiría descargar [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/09/01_ctrlz_100827_ext_web1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-9784" title="01_ctrlz_100827_ext_web" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2010/09/01_ctrlz_100827_ext_web-620x403.jpg" alt="" width="620" height="403" /></a><br />
El <a href="http://www.madrid.mercadolaseda.com/" target="_blank">MercadoLaSeda Madrid</a> es el último proyecto del <a href="http://www.xiu-shui.com/" target="_blank">grupo empresarial Xiu-Shui</a> <a href="http://www.madrid.mercadolaseda.com/" target="_blank"></a>, un centro comercial de ocio y cultura libre franquiciado que abrirá sus puertas en Madrid, en 2011.</p>
<p>Se trata de un nuevo concepto de ocio cultural y de intercambio. El espacio social ofrecerá un ancho de banda de 10 Gbps, que permitiría descargar toda la Wikipedia en 10 segundos, y se compromete a proteger el derecho de anonimato de sus usuarios.  Dispondrá de actividades lúdicas como talleres, charlas, demos, competiciones y otras actividades programadas.<span id="more-9776"></span></p>
<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/09/foto11.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-9795" title="foto1" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2010/09/foto1-620x334.jpg" alt="" width="620" height="334" /></a></p>
<p>Más de 100 comunidades vinculadas con las nuevas tecnologías, han escogido este neuvo modelo como punto de encuentro y foro de intercambio de experiencias y conocimientos. Con el fin de compartir, intercambiar y realizar todo tipo de actividades relacionadas con el computador, las comunicaciones y las nuevas tecnologías. Todo el conocimiento a tú alcance, con el deseo de compartir el mundo.</p>
<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/09/02_ctrlz_100827_interior_web1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-9787" title="02_ctrlz_100827_interior_web" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2010/09/02_ctrlz_100827_interior_web-620x349.jpg" alt="" width="620" height="349" /></a></p>
<p>Los Mercados de la Seda, como el que ya existe en Beijing, y los que se abrirán en Sao Paulo y Estambul, son lugares donde se puede compartir el mundo. Un nuevo concepto de cultura, basado en la tradición china, que mira al futuro. Ofreciendo conocimiento para todo el mundo, desde todo el planeta. Y ahora desde pleno centro de Madrid.</p>
<p>Un verdadero espacio público donde encontrarse y donde tienen sus espacios, por primera vez de cara al público, las principales empresas que creen que compartir es la economía y la cultura del futuro. Empresas que comparten la idea de en un mundo más libre en el que los usuarios y los productores pueden disfrutar de la cultura de todos desde un sólo clic. Esos espacios les permiten estar en contacto con sus usuarios, e intercambiar con ellos toda clase de información en toda clase de formatos.<br />
<a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/09/02_ctrlz_100827_plan1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-9788" title="planta" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2010/09/02_ctrlz_100827_plan-620x317.jpg" alt="" width="620" height="317" /></a></p>
<p>En el <strong>P2P Chill-Out Space</strong> contaremos con la conexión a Internet más rápida de Europa, en el que se pueden descargar toda clase de contenidos de la Web 2.0, donde uno se sentirá como un contribuidor a la sociedad, a la cultura de su tiempo, mientras se degustan productos ecológicos.</p>
<p>En el servicio de cine de 250 plazas, patrocinado por el servicio de intercambio de archivos <a href="http://www.megaupload.com/" target="_blank">Megaupload</a>, se podrán ver los mejores estrenos de la cartelera mundial. En las salas de visionado comunitarios, cada una con 25 plazas, se podrán ver series a demanda, en los horarios más convenientes, con buena calidad y unos subtítulos supervisados por nuestros traductores y por la comunidad on-line. Todo, desde las series infantiles de los 80 hasta los últimos capítulos de tus series favoritas.</p>
<p>MercadoLaSeda Madrid cuenta, además, con un gran espacio de <strong>Copy-Mall</strong>, donde se pueden comprar auténticas réplicas de las marcas más lujosas del mundo diseñadas en exclusiva por los diseñadores más importantes de Asia a precios muy asequibles.<br />
Su última colección ha sido diseñada por Liu-Jo, mezclando lo mejor de la tradición china de la copia con humor, consiguiendo un gran impacto tanto en Rodeo Drive como en Shanghai.</p>
<p>El proyecto de transformación del antiguo cine de la Plaza del Carmen de Madrid donde nacerá en 2011 este centro comercial ha sido desarrollado por el estudio de arquitectura <a href="http://ctrlzarchitectures.com/" target="_blank">CTRLZ Architectures</a>, ya conocido gracias a proyectos como <a href="http://ctrlzarchitectures.com/?p=54" target="_blank">Ager Agri</a>.</p>
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		<title>#followcreative @platoniq</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 16:18:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Seguimos con los post dedicados a la nueva sección: #followcreative. En ella, de manera similar a la de #followarch (donde presentamos estudios de arquitectura), iremos presentando a profesionales de otras disciplinas creativas. Hoy os queremos hablar de Platoniq es una organización internacional de productores culturales y desarrolladores de software, pionera en la producción y distribución [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/04/CTM-platoniq_feature1.png"><img class="alignnone size-large wp-image-8305" title="CTM-platoniq_feature" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2010/04/CTM-platoniq_feature-620x240.png" alt="" width="620" height="240" /></a><br />
Seguimos con los post dedicados a la nueva sección: <a href="http://ecosistemaurbano.org/followcreative/" target="_blank">#followcreative</a>. En ella, de  manera similar a la de <a href="../blog/followarch/" target="_blank">#followarch</a> (donde presentamos estudios de arquitectura), iremos presentando a  profesionales de otras disciplinas creativas.</p>
<p>Hoy os queremos hablar de <a href="http://www.platoniq.net/" target="_blank">Platoniq</a> es una organización internacional de productores culturales y  desarrolladores de software, pionera en la producción y distribución de  cultura copyleft. El resultado  de su trabajo genera innovadoras aplicaciones informáticas y  metodologías, además de un amplio archivo audiovisual.<span id="more-8215"></span></p>
<p>La revista <a href="http://www.emprendedores.es/ideas_de_negocio/casos_de_emprendedores/tecnologia_e_internet/platoniq" target="_self">Emprendedores</a> de este mes publica una entrevista sobre <strong>Platoniq</strong>, a cargo de Rafael Galán. A continuación os dejamos con la entrevista integral.</p>
<p><strong>¿Cómo surgió la idea de negocio?</strong></p>
<p>Nuestro caso es un poco particular. Los fundadores de Platoniq venimos del campo del Arte y la Comunicación y esta característica siempre choca, porque al fin y al cabo lo que venimos haciendo desde el año 2001 es aplicar las Tecnologías de la Información y la Comunicación a la organización de eventos, la difusión de contenidos digitales, la educación, la participación ciudadana y a la creación de escenarios que impulsan el emprendizaje. En todo caso, somos gente especialmente creativa, de manera que aplicamos grandes dosis de nuestro pensamiento divergente y nuestra capacidad para generar innovación en las organizaciones que piden nuestros servicios de consultoría.</p>
<p>La idea de negocio vino. No la buscamos, llegó. Varios de los que fundamos Platoniq vivíamos en Berlín a finales de los 90. Empezábamos a coquetear con la informática y el software libre, pero seguíamos relacionados con el mundo cultural y sacamos nuestra primera plataforma en Internet, una herramienta para transmitir en directo eventos, proveer podcasts y que, finalmente, se transformó en Openserver.org, una plataforma abierta de radio por Internet, autoadministrada por la comunidad de usuarios. Fuimos conscientes del potencial de producir herramientas para comunidades muy al principio del boom de las redes sociales y esa visión pionera nos ha dado mucha ventaja y experiencia respecto a otros.</p>
<p><strong>¿Habíais emprendido antes? </strong></p>
<p>Empezamos cuando apenas superábamos los veinte años. Platoniq ha sido nuestra primera aventura, nada fácil al principio, especialmente en España, donde aún se nos ve como una organización híbrida rarísima, pero aquí estamos, y todavía tenemos mucho camino por recorrer.</p>
<p><strong>¿Cómo está ahora mismo vuestro mercado?</strong></p>
<p>Por el momento no nos ha afectado la crisis, incluso podemos decir que nos ha beneficiado. En este sentido, la cuota que tenemos normalmente de talleres de formación y consultorías se ha multiplicado muchísimo. Nos contactan continuamente para formar en redes sociales a los miembros de todo tipo de organizaciones, ayudar a empresas a ver cómo podrían beneficiarse de ellas o qué nuevos servicios podrían nacer si sumáramos lo que una organización ya está haciendo con las TICs. También ayudamos a repensar el marketing a través de ellas o ir un poco más allá de la difusión y la creación de marca para ayudar a generar innovación desde los mismos trabajadores y clientes de la empresa. Cada contexto es muy diferente, por eso nuestra capacidad de adaptación y reinvención de las necesidades y posibilidades del lugar es muy importante.</p>
<p><strong>¿En qué se diferencia vuestra propuesta de cualquier otra empresa del sector? ¿Software libre? ¿Voluntad social?</strong></p>
<p>Hemos aplicado la creatividad en el &#8220;mundo real &#8221; de la empresa y de las organizaciones, anticipándonos a  nuevas necesidades ciudadanas en un marco cada vez más<br />
complejo: el de una sociedad y una economía que no sólo necesita conocimiento, sino también nuevas actitudes.</p>
<p>Estas nuevas actitudes tienen mucho que ver con el funcionamiento de las redes sociales digitales, pero Platoniq tiene claro que no es la tecnología por la tecnología, sino cómo utilizar las nuevas herramientas para cosas que realmente importan.</p>
<p>Queremos enfrentarnos a grandes problemas, así que no buscamos herramientas que sólo ayuden a aquéllos ya habituados a la tecnología, sino que buscamos ideas que vayan más allá para poder abordar necesidades sociales no atendidas.</p>
<p>Lo que es emocionante del mundo online es que puede ayudar a las personas a organizar iniciativas para sí mismas en el mundo offline. Esto deja el poder en manos de los usuarios, quienes muchas veces están mejor situados para crear un cambio más relevante y efectivo.</p>
<p><strong>¿Cuál es vuestra competencia? ¿Cuál es el grado de competencia de vuestro sector? ¿Dónde está la batalla?</strong></p>
<p>Nuestra manera de competir es compartir, lo hemos aprendido del software libre y hasta el momento nos ha funcionado estupendamente.<br />
La clave está en entender que el &#8220;mercado&#8221; es y será cada vez más crítico con las actitudes de puro beneficio económico, y cada vez reclama más que parte de esos beneficios sean compartidos en forma de objetivo común.<br />
El beneficio social se está convirtiendo en el factor estratégico para tener un futuro beneficio económico sostenible.</p>
<p>¿Cuáles fueron los principales problemas a los que tuvisteis que hacer frente durante la puesta en marcha del negocio (búsqueda de local, de profesionales, de recursos, trámites burocráticos, etc.)?<br />
Los prejuicios. Trabajar con tecnología sin ser tecnólogos, mezclar sectores &#8220;inmezclables&#8221;, creer en las posibilidades de Internet después de que el efecto punto com se desinflara&#8230; Especialmente en España, tuvimos que abrirnos camino arriesgándonos mucho y probando cosas que no sabíamos a ciencia cierta si iban a cuajar.</p>
<p><strong>¿Cómo los resolvisteis? </strong></p>
<p>Pensando en global y actuando en local. Y como a nivel internacional parecía que nuestras propuestas calaban mejor, nos dedicamos a difundir y comunicar al máximo lo que hacíamos en Europa. Ganamos algunos premios por algunas aplicaciones informáticas ligadas a la cultura digital y eso nos fortaleció.</p>
<p><strong>¿Cuáles son vuestros principales clientes? ¿Dónde se encuentran?</strong></p>
<p>Por un lado tenemos a la administración pública, fundaciones, ONG&#8217;s que quieren invertir en herramientas de uso público, participación ciudadana o formación. Por otro lado, empresas que aún no están puestas al día de las TICs o que quieren abrir una línea de innovación en colaboración con nosotros, es decir, departamentos de I+D de pequeñas y medianas empresas.</p>
<p><strong>¿Cuáles son vuestros próximos pasos? (Nuevos proyectos a corto y medio plazo)</strong></p>
<p>Recientemente hemos desarrollado una aplicación informática con la que aún estamos explorando posibilidades de mercado. Es un tablón de anuncios audiovisuales, se llama S.O.S y, a priori, sirve para poner en contacto personas con intereses en común a través de vídeo anuncios y mensajes SMS. Pero últimamente también estamos comprobando que puede ser muy útil en congresos y eventos como un nuevo sistema de entender la  &#8220;business card&#8221; y el networking.</p>
<p>Por otro lado, consolidarnos como organizadores y dinamizadores de &#8220;mercados de ideas&#8221;.  Estamos trabajando muy estrechamente con el Citilab-Cornellà en Cataluña para fomentar la innovación ciudadana con el encuentro anual UrbanLabs y, en esa línea, también hemos estado trabajando con el departamento de Innovación y Emprendizaje de la Escuela Politécnica Superior de la Universidad de Mondragón.</p>
<p>En el ámbito de la cultura trabajamos con una fundación de cooperación internacional entre Europa y Asia en Singapur para crear una red de colaboración entre centros culturales de los dos continentes que facilite el intercambio de recursos y conocimientos. Además, hay un especial énfasis en establecer puentes entre los emprendedores sociales y los profesionales de la cultura.</p>
<p><strong>¿Cómo ha sido vuestra trayectoria internacional?</strong></p>
<p>Desde el principio hemos trabajado con un enfoque internacional. En todo caso, el punto de inflexión fue el año 2004, cuando liberamos el código fuente de nuestra aplicación Burn Station, un sistema de distribución y autopromoción de la música copyleft de más de 1000 autores y sellos discográficos de Internet (net labels). La iniciativa funcionó y el software, bajo licencia GPL, se expandió por Europa, Latinoamérica y Asia. Sirvió para promocionar toda una nueva generación de músicos y productores, y a nosotros para construir una red internacional sólida. Fuimos pioneros a nivel mundial con este sistema y ganamos una reputación importante que aún hoy en día nos avala.</p>
<p><strong>¿Qué oportunidades de negocio se están dando en vuestro sector?</strong></p>
<p>Para nosotros la clave está en crear comunidades más que en diseñar artefactos, en no limitarse a proveer una solución, sino hacer posible que un sistema social produzca de forma colaborativa una o múltiples soluciones. Es lo que la empresa abierta está explorando y la lección que hemos aprendido de la Red.  No queremos ceñirnos a los corsés de las empresas-dinosaurio que vetan las posibilidades creativas del futuro. Así que, si una empresa quiere beneficiarse de las ventajas de las plataformas abiertas y de la inteligencia colectiva, tiene que entender que debe esforzarse en cultivar la confianza y la innovación social. Podemos decir que hoy la innovación consiste en el desarrollo y explotación de nuevas ideas que satisfacen objetivos valiosos. Estos objetivos no son sólo económicos o tecnológicos, sino que incluyen también objetivos sociales y culturales.</p>
<p><strong>¿Por dónde van las tendencias en vuestro sector?</strong></p>
<p>Sin duda, exportar el modelo de las redes de intercambio de archivos peer-to-peer (P2P), o entre iguales, más allá del uso que mayoritariamente hoy se hace de esta tecnología, el intercambio de música y películas. Su esencia está basada en el poder compartido y el acceso distribuido de los recursos, un diseño participativo de procesos sociales en los que no se excluye a nadie. Todo apunta a que, en un futuro próximo, este modelo P2P se aplicará en la mayoría de sectores: desde el consumo y la producción de energía, hasta la educación. Pensamos que el P2P se convertirá en la lógica central de nuestra sociedad.</p>
<p><strong>fuente: </strong><a href="http://www.youcoop.org/es/news/p/20/platoniq-software-con-conciencia-entrevista-en-emprendedores/">http://www.youcoop.org/</a></p>
<p>En diferentes ocasiones he tenido la oportunidad y el placer de intercambiar opiniones e ideas con los chicos de Platoniq, siempre muy disponibles y amables. Durante el congreso “<a href="http://www.ciudadescreativascaceres.org/" target="_blank">Ciudades Creativas en la sociedad de la imaginación</a>“ he entrevistado a <a href="http://ecosistemaurbano.tv/2009/11/olivier-schulbaum-sobre-espacio-publico-y-nuevas-tecnologias/" target="_blank">Olivier Schulbaum </a>y a <a href="http://ecosistemaurbano.tv/2009/12/ivan-verges-sobre-espacio-publico/" target="_blank">Ivan Vergés</a> preguntandoles su opinión sobre la posbilidad de crear nuevos tipos de sinergias entre espacio público y nuevas tecnologías.</p>
<p>Ente sus proyectos, todos muy interesantes e innovadores os aconsejo echar un vistazo por lo menos a estos:</p>
<p><a href="http://www.eseoese.info/" target="_blank">S.O.S</a> &#8211; un dispositivo informático para dejar mensajes (ofertas,  demandas y alertas ciudadanas) en espacios públicos y eventos. Se  inspira en el tradicional Speaker’s Corner inglés y está ligado a otros  proyectos de Platoniq, como Burn Station y Banco Común de Conocimientos.</p>
<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/04/titulo_sos1.png"><img class="alignnone size-large wp-image-8308" title="titulo_sos" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2010/04/titulo_sos-620x102.png" alt="" width="620" height="102" /></a></p>
<p><a href="http://bankofcommons.org/" target="_blank">BANCO COMUN DE CONOCIMIENTOS</a> &#8211; Tranferencia y acciones en el territorio común del conocimiento</p>
<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/04/CTM-postal1.png"><img class="alignnone size-large wp-image-8309" title="CTM-postal" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2010/04/CTM-postal-620x432.png" alt="" width="620" height="432" /></a></p>
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		<title>A+OS: Software libre y software privativo: ¿Quién conquista a quién?</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/castellano/aos-software-libre-y-software-privativo-%c2%bfquien-conquista-a-quien/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 11:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jorge</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Como comentamos en un artículo anterior, se podría decir que existe un término medio entre usar software libre y software privativo, un punto de transición y convivencia al que se agarran los estudios de arquitectura que están intentando dar el salto. Una cosa es el software, y otra la plataforma sobre la que funciona, y [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4882" title="Arquitectura_opensource" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2009/06/Arquitectura_opensource.png" alt="Arquitectura_opensource" width="365" height="207" /><br />
Como comentamos en un <a href="http://ecosistemaurbano.org/?p=5005" target="_blank">artículo anterior</a>, se podría decir que existe un término medio entre usar<strong> software libre y software privativo</strong>, un punto de transición y convivencia al que se agarran los estudios de arquitectura que están intentando dar el salto. Una cosa es el software, y otra la plataforma sobre la que funciona, y pueden llegar a considerarse de forma independiente&#8230;  o no. Veamos algunos argumentos.<span id="more-5368"></span></p>
<p>Efectivamente, existe una tendencia muy beneficiosa en el mundo del código abierto, y es que su desarrollo no va ligado de forma absoluta al de Linux. <strong>Muchos de los programas libres son además multiplataforma</strong>, llegando a funcionar en los tres sistemas operativos dominantes y en algunos otros más como Solaris o FreeBSD. Esto permite “ensayar” el paso al software libre sin renunciar a otros programas que sólo funcionan en Windows o Mac. Por tanto, ayuda a su distribución y popularización en diferentes entornos.</p>
<p>Sin embargo, existe también la tendencia opuesta: <strong>muchos programas privativos comienzan a tener versión para Linux</strong>, de forma que se puede mantener esa mezcla ya desde “el otro lado”. Naturalmente, esta otra postura tiene puntos discutibles. Una clara ventaja es obviamente la de poder usar Linux, y por tanto tener acceso inmediato a una enorme cantidad de programas libres que pasarían a ser mayoría en nuestro sistema. Sin embargo, también genera dudas: ¿Usar programas de pago sobre un sistema operativo libre? Hay dos argumentos casi opuestos en contra de esta opción.</p>
<p>Por un lado, algunos aducen que no funcionará comercialmente: el usuario de Linux, acostumbrado a no pagar por unos programas, evitará hacerlo por otros. Bien: no sé si los que dicen eso conocen realmente al usuario convencido (no casual) del software libre. No es que esté acostumbrado a no pagar: está acostumbrado a usar programas de acuerdo con una filosofía diferente que le hace sentir mejor. El hecho de que los usuarios sean también partidarios convencidos del SL ha mantenido hasta hoy bastante &#8220;puro&#8221; ese ámbito de la informática, de modo que hoy día en un ordenador cualquiera con Linux lo más probable es que no encontremos más que dos o tres aplicaciones privativas, generalmente drivers, visores o códecs empleados por pura necesidad. Apenas un 1-2% del total de paquetes de software instalados. <strong>Un usuario convencido del SL está dispuesto, incluso, a donar dinero para apoyar proyectos que le interesan</strong>, lo cual creo que puede hacerse extensivo y decir que está dispuesto a pagar por un programa que le permita hacer su trabajo sin renunciar a todo sus demás programas libres, es decir, sin salir de Linux. El usuario convencido del SL está demasiado acostumbrado a la legalidad, o mejor aún, a la <em>honestidad</em>. Aportará voluntariamente lo que pueda (algo de dinero, pero sobre todo tiempo, aptitudes y conocimientos) para sostener algo que tan buen papel le hace.</p>
<p>Esto es difícil de comprender por el resto de los usuarios porque la losa del software privativo, pesando sobre una creciente idea de libertad mal interpretada, ha provocado la aparición de una <strong>destructiva cultura del keygen</strong>. Un usuario acostumbrado a tener gratis (y “compartir”) programas de alta calidad no contemplaría pagar por ellos, ni probablemente tampoco el uso de programas libres supuestamente menos eficaces. No ve la diferencia entre <em>libre y gratuito</em>.</p>
<p>Y eso nos lleva al segundo argumento. Entre los pensadores del software libre va creciendo un cierto miedo de que al popularizarse Linux e ir apareciendo programas de pago que funcionen sobre él, sobrevenga una llegada masiva de usuarios desinformados pidiendo cracks, serials y keygens, lo que acabaría desvirtuando el más seguro reducto del software libre. La atmósfera protectora de Linux, la incubadora del código abierto, quedaría contaminada por actitudes ajenas a ella. Esta visión es algo pesimista porque presupone que el nuevo usuario, en lugar de usar los programas libres puestos a su disposición, preferirá buscar un parche y seguir usando “el de toda la vida”, el que le vendieron cuando se inició en la informática como la gran mayoría: en la burbuja del software privativo.</p>
<p>Sin embargo, pesimismo aparte, no deja de ser un punto interesante de reflexión. Cambiar uno mismo o invitar a otros a usar Linux como simple moda o tendencia superficial puede ser un error.<strong> La transición al software libre es una oportunidad de reeducar a la sociedad</strong>, entendiendo que detrás de todo lo que se hace, o hay una ideología, o hay una falta de ella y por tanto un servicio inconsciente a otras ideologías que podemos no compartir. Así que desde aquí animamos a todos los arquitectos a comenzar el camino hacia el SL comenzando por sus herramientas informáticas&#8230; siempre que lo hagan con la convicción de estar apostando por algo valioso, y actúen en consecuencia.</p>
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		<title>cuando la fantasía llega al poder</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 22:36:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Los lectores más aficionados conocen mi opinión sobre la necesidad de cambiar el modelo económico relacionado al mundo de la producción artistico-cultural: las nuevas tecnologías nos permiten un acceso a la cultura muchisimo más barato y para muchisima más gente, sin provocar perdidas económicas a nadie. Lo único que se necesita es capacidad de innovación: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3300" title="bard_vegar" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/02/bard_vegar.jpg" alt="bard_vegar" width="365" height="69" /><br />
Los lectores más aficionados conocen mi opinión sobre la necesidad de cambiar el modelo económico relacionado al mundo de la producción artistico-cultural: las nuevas tecnologías nos permiten un acceso a la cultura muchisimo más barato y para muchisima más gente, sin provocar perdidas económicas a nadie. Lo único que se necesita es capacidad de innovación: utilizar todas la potencialidades ofrecidas por internet y no solamente las que mejor se adaptan a antiguos modelos económicos. En pocas palabras yo diría que necesitamos un poco de <em>fantasía y creatividad al poder</em>.<span id="more-3297"></span><br />
Ahora bien, gracias a <a href="http://www.enriquedans.com" target="_blank">Enrique Dans</a> me entero de que hay ministros (<em>con poder</em>) que opinan lo mismo. Se trata de <a title="Bård Vegar Solhjell - Wikipedia (EN)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/B%C3%A5rd_Vegar_Solhjell" target="_blank">Bård Vegar Solhjell</a>.</p>
<p><strong>A continuación el post de Enrique Dans:</strong></p>
<p>Un político joven (nacido en 1971), con <a title="Bård Vegar - Blog" href="http://www.bardvegar.no/" target="_blank">blog</a>, y que al ver el ultimátum del <em>lobby</em> que representa los intereses de la caduca industria fonográfica (<a title="IFPI - Wikipedia (EN)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/IFPI" target="_blank">IFPI</a>) exigiendo a Telenor, el principal ISP del país, la desconexión de <a title="The Pirate Bay" href="http://thepiratebay.org/" target="_blank">The Pirate Bay</a> si no quieren ser llevados ante los tribunales, ha publicado una entrada en su blog abogando por la legalización inequívoca del intercambio de archivos y afirmando sin ningún tipo de reservas que dicho intercambio es una manera fantástica de descubrir música y de acceder  a ella, y que la industria de la música debería intentar entender Internet en lugar de luchar contra ello. En su entrada (está <a title="Lovleg fildeling med Tono-avgift - Bård Vegar Solhjell sin blogg" href="http://www.bardvegar.no/2009/02/lovleg-fildeling-med-tono-avgift/" target="_blank">en noruego</a>, aunque puedes intentar hacerte una idea <a title="Lovleg fildeling med Tono-avgift - Bård Vegar Solhjell sin blogg (Google translation)" href="http://translate.google.com/translate?u=http%3A%2F%2Fwww.bardvegar.no%2F2009%2F02%2Flovleg-fildeling-med-tono-avgift%2F&amp;sl=no&amp;tl=en&amp;hl=en&amp;ie=UTF-8" target="_blank">con la traducción de Google</a>), el Ministro deja clara la diferencia entre publicación comercial e intercambio entre usuarios, o entre almacenar archivos frente a simplemente proporcionar vínculos, y establece paralelismos que todos conocemos ya y que son de puro sentido común,</p>
<blockquote><p>“Debemos detener la lucha contra el futuro, algunos se comportan como si pretendiesen reeditar la lucha contra la televisión en color o la campaña contra las cintas de cassette (…) Todas las tecnologías anteriores han desencadenado temores sobre la muerte de los formatos antiguos. Pero la televisión no mató a la radio, la web no mató al libro, y las descargas no van a matar a la música. Al contrario, la web es genial para difundir la música y otros artes. Los artistas pueden hacer llegar su trabajo a mucha más gente, y nosotros podemos acceder a toda la música del mundo cuando queremos. ¡Fantástico! (…) No hay futuro en la lucha contra la disponibilidad de la música en Internet.”</p></blockquote>
<p>Una entrada clara, inequívoca y valiente en la que habla de fórmulas mediante las cuales el artista puede recibir un pago por la comercialización de su música, y de cómo ese pago a los artistas puede beneficiarse directamente de los ahorros obtenidos al no tener que imprimir, transportar y distribuir la música a través de tiendas. Hasta el momento, según el Ministro, la resistencia de la industria a este mercado abierto ha estado representada por aquellos que no pretendían cuidar de los artistas. Verdades evidentes, pero que dichas por un político en activo y a cargo de un Ministerio suenan mucho mejor. Y que parecen inspirar, además, <a title="An important message from the global entertainment industry... - The Pirate Bay" href="http://profesores.ie.edu/enrique_dans/download/ComicThePirateBay.jpg" target="_blank">el cómic que precisamente hoy aparecía en la página de The Pirate Bay</a>.</p>
<p>Mientras, en España, los <em>lobbies</em> que representan a la industria tienen a su propio ministro, <a title="Molina pírate!" href="http://molinapirate.blogspot.com/" target="_blank">Molina</a>, el ministro de la SGAE (¿o han hecho ya directamente a Teddy Bautista ministro de cultura?) y pretenden llevar a cabo políticas que van abiertamente contra los derechos más elementales de los ciudadanos y que <a title="Convertir a los proveedores de servicio en policías tampoco sirve de nada - El blog de Enrique Dans" href="http://www.enriquedans.com/2009/02/convertir-a-los-proveedores-de-servicio-en-policias-tampoco-sirve-de-nada.html" target="_blank">demuestran abiertamente su inutilidad</a>, todo ello mientras el ex-Presidente de EMI y de la mismísima IFPI afirma que <a title="Former EMI Boss: Fight Against Illicit P2P is “Useless” - TorrentFreak" href="http://torrentfreak.com/former-emi-boss-fight-against-illicit-p2p-is-useless-090212/" target="_blank">es inútil luchar contra el P2P y que nunca nadie ha ganado una batalla luchando contra las nuevas tecnologías</a>.</p>
<p>¿Nos dejamos ya de estupideces, de abiertos cohechos para favorecer a los amiguetes, de mentiras, y de pagar favores de campañas políticas? ¿No sería buena cosa ir poniendo en todo ésto un poco de sentido común? Y por cierto, aprovechando que hoy es día de dimisión de ministros… Molina, te podías animar, ¿no?</p>
<p>fuente: <a href="http://www.enriquedans.com/2009/02/se-puede-ser-ministro-y-entender-el-progreso.html" target="_blank">www.enriquedans.com</a></p>
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		<title>I Premio Nueva Cultura del Territorio</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 09:45:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Esta tarde se entrega el I Premio Cultura del Territorio, que este año ha sido concedido a Andrés Rábago, más conocido como “El Roto“. Será a las 19 horas, en la Casa Encendida (Madrid), acompañado de una mesa redonda sobre “La gestión del territorio en tiempos de crisis”, en la que intervendrán Josefina Gómez Mendoza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3100" title="090212_elroto" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/02/090212_elroto.png" alt="090212_elroto" width="365" height="479" /></p>
<p>Esta tarde se entrega el <a href="http://nuevaculturadelterritorio.files.wordpress.com/2009/02/cartel_roto0302091.jpg"><strong>I Premio Cultura del Territorio</strong></a>, que este año ha sido concedido a Andrés Rábago, más conocido como <strong>“El Roto</strong>“. Será a las 19 horas, en<a href="http://www.lacasaencendida.es" target="_blank"> la Casa Encendida</a> (Madrid),  <span id="more-3098"></span>acompañado de una mesa redonda sobre <strong>“La gestión del territorio en tiempos de crisis”</strong>, en la que intervendrán Josefina Gómez Mendoza, Gerardo Roger Fernández, David Hammerstein, Joan Romero y Florencio Zoido. El premio lo otorgan los redactores del <a href="http://www.geografos.org/manifiesto/MANIFIESTO%20POR%20UNA%20NUEVA%20CULTURA%20DEL%20TERRITORIO%20D.pdf">Manifiesto por una Nueva Cultura del Territorio</a>, publicado en mayo de 2006 y promovido desde el Colegio de Geógrafos.</p>
<p><strong>fuente:</strong> <a href="http://www.nodo50.org/laboratoriourbano/?p=272" target="_blank">www.laboratoriourbano.org</a></p>
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