<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ecosistema urbano &#187; architettura</title>
	<atom:link href="http://ecosistemaurbano.org/tag/architettura/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://ecosistemaurbano.org</link>
	<description>sostenibilidad urbana creativa</description>
	<lastBuildDate>Thu, 24 May 2012 12:19:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.4</generator>
		<item>
		<title>#followarch TAM ASSOCIATI</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/italiano/followarch-tam-associati/</link>
		<comments>http://ecosistemaurbano.org/italiano/followarch-tam-associati/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 May 2011 13:55:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lina</dc:creator>
				<category><![CDATA[#followarch]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[⚐ IT]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[emergency]]></category>
		<category><![CDATA[Lina Monaco]]></category>
		<category><![CDATA[Partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[tam]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ecosistemaurbano.org/?p=15135</guid>
		<description><![CDATA[Nella nostra sezione #followarch, oggi abbiamo il piacere di aggiungere una fantastica chiacchierata con lo studio TAM associati. “TAM sostiene una cultura dei diritti TAM partecipa ad uno sviluppo responsabile [...]” Lo studio TAM associati si definisce un “progetto collettivo che unisce professionisti attivi nei campi dell’architettura, dell’urbanistica, della progettazione del paesaggio, della conduzione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-15137" href="http://ecosistemaurbano.org/italiano/followarch-tam-associati/attachment/tamassociati2/"><img class="alignnone size-large wp-image-15137" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/tamassociati2-620x101.jpg" alt="" width="620" height="101" /></a></p>
<p>Nella nostra sezione <a title="Followarch | Ecosistema Urbano | Blog" href="http://ecosistemaurbano.org/blog/followarch/" target="_blank">#followarch</a>, oggi abbiamo il piacere di aggiungere una fantastica chiacchierata con lo studio <a href="http://www.tamassociati.org/PAGES/bazar.html">TAM associati</a>.</p>
<p><strong>“TAM sostiene una cultura dei diritti<br />
TAM partecipa ad uno sviluppo responsabile [...]”</strong></p>
<p>Lo studio <a href="http://www.tamassociati.org/PAGES/bazar.html">TAM associati</a> si definisce un “progetto collettivo che unisce professionisti attivi nei campi dell’architettura, dell’urbanistica, della progettazione del paesaggio, della conduzione di processi partecipativi e didattici, della grafica e della comunicazione sociale” operativo come studio dal 1989 con sedi principali a Venezia, Bologna, Parigi.<span id="more-15135"></span></p>
<p><em>art.21 “ ogni individuo  ha il diritto di partecipare al governo del proprio paese.”</em></p>
<p><a rel="attachment wp-att-15153" href="http://ecosistemaurbano.org/italiano/followarch-tam-associati/attachment/01-10/"><img class="alignnone size-full wp-image-15153" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/012.jpg" alt="Nuova Sede Banca Etica di Padova" width="620" height="296" /></a><br />
<em>Nuova Sede Banca Etica di Padova</em></p>
<p>Colpiti dai principi di progettazione etica che fondano tutto il loro lavoro abbiamo chiesto a Simone Sfriso di raccontarci come la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, oggetto di una Lettura Comparata che è manifesto di TAMassociati, riesca ad integrarsi nei loro progetti più concreti:</p>
<p><em><strong>&lt;&lt;La partecipazione fa parte del nostro DNA.</strong><br />
Abbiamo cominciato a lavorare nell’ambito della progettazione partecipata nel 2000, quando per il concorso di progettazione per la riqualificazione di <a href="http://www.tamassociati.org/PAGES/GUA1.html">piazza Guala</a>, a Torino, presentammo un Bando di manutenzione partecipata dello spazio pubblico,  configurato come un bando di usi e modalità di assegnazione degli spazi attraverso cui tutto il mondo dell’ associazionismo poteva da una parte mettersi in mostra e dall‘altra prendersi in carico uno spazio pubblico.</em></p>
<p><em><strong>La partecipazione non è rendere le persone informate di quello che sta avvenendo ma renderle parte attiva di un processo di trasformazione dei luoghi fisici in cui abitano.</strong></em></p>
<p><em>Nell’ affrontare progetti pubblici abbiamo collaborato spesso con Andrea Mariotto del Laboratorio l’Ombrello dello IUAV di Venezia, che si occupa prettamente di azione locale e politiche partecipative.Il progetto più importante che abbiamo sviluppato insieme è stato per <a href="http://www.tamassociati.org/PAGES/PEL21.html">Pellestrina</a>.<br />
Eravamo chiamati in prima istanza a collaborare con l’ufficio urbanistica alla variante di PRG e gestire il piano generale di riqualificazione degli spazi pubblici di questa isola periferica della laguna di Venezia, un ambito molto particolare dal punto di vista fisico, una lingua di terra  lunga 8 km e larga 150m, un viaggio nell’ italia di 20/30 anni fa, con una realtà sociale molto consolidata.</em></p>
<p><em>Essendo molto importante in un tale tessuto sociale procedere con proposte progettuali con largo consenso da parte della comunità locale abbiamo condotto una serie di laboratori.  Abbiamo prima raccolto i desiderata della popolazione da li abbiamo scritto una serie di linee guida oggetto di un ulteriore confronto. Tali linee sono poi confluite in un piano generale degli interventi  dove tutti gli spazi  più interessanti  dell’ isola sono stati fatto oggetto di una scheda progetto poi utilizzata per gli interventi che sono stati pianificati da parte del comune. Da qui il comune ha reperito le disponibilità economiche per procedere con una serie di interventi puntuali che sono adesso in fase di progettazione. La cosa più interessante è che <span style="text-decoration: underline;">da questo lavoro che avrebbe dovuto essere prevalentemente su carta attraverso i laboratori siamo riusciti a plasmare quelli che erano i bisogni della comunità con azioni molto concrete, e ad intervenire su di un cantiere che era in corso</span>, modificando il progetto di  sistemazione di un piazzale previsto “com’era dov’era”, grazie anche alla disponibilità di INSULA, la società del comune di Venezia, che si stava occupando della manutenzione urbana ed del rifacimento delle fognature e dei sotto servizi, in quel cantiere.</em></p>
<p><em><strong>Nel momento in cui si attivano risorse pubbliche è importante che le persone coinvolte vedano che il loro sforzo di partecipare alla vita del luogo in cui abitano sia recepito dalle amministrazioni e si traduca in interventi concreti.</strong></em></p>
<p><em>E’  molto importante in questi processi che si arrivi ad una qualche forma di realizzazione concreta che possa dare seguito in tempi brevi ad una risposta delle amministrazioni.<br />
ad esempio un altro progetto molto sentito dalla popolazione nato nei laboratori ed in fase di approvazione è  la sistemazione delle pensiline di attesa degli autobus dell’ unica strada dell’ isola. Noi ci siamo posti come tramite con l’assessorato ai lavori pubblici e INSULA e questo bisogno si é poi tradotto in un ulteriore  progetto di una messa in sicurezza della strada che adesso è in fase di approvazione. In questo momento in cui le amministrazioni versano in momenti difficili e le occasioni di intervento pubblico sono molto ridotte noi cerchiamo di lavorare in questi interstizi.</em></p>
<p><em><a rel="attachment wp-att-15138" href="http://ecosistemaurbano.org/italiano/followarch-tam-associati/attachment/stampa/"><img class="alignnone size-large wp-image-15138" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/01-620x155.jpg" alt="" width="620" height="155" /></a><br />
Eco-Quartiere Quattro Passi</p>
<p><strong>In questo momento in cui e difficile fare architettura non si deve rinunciare alle proprie idee ma diventare parte attiva nella realizzazione di opportunità di lavoro.</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">In questo senso L’Eco-Quartiere Quattro Passi è un po’ un esempio in cui abbiamo cercato un modo alternativo all’incarico professionale, e creato una comunità, partendo dal basso, per poi seguire un percorso inverso . </span></p>
<p>Il progetto per <a href="http://www.ecoquartierequattropassi.it/">l’Ecoquartiere 4 Passi</a> è nato con la cooperativa Pace e Sviluppo che si occupa di commercio equosolidale ed organizza ogni anno questa Fiera dei 4 Passi che si occupa di diffondere buone pratiche e tradurle in azioni concrete sul territorio Trevigiano. Siamo andati a proporre il lancio dell’ iniziativa con una serie di laboratori pubblici che hanno affrontato i temi del co-housing, delle energie rinnovabili, e delle soluzioni eco-compatibili riscontrando interesse non come temi astratti ma nel loro valore concreto relazionato al bilancio familiare. Al termine di questo ciclo di laboratori che hanno visto una partecipazione costante di 50/80 persone una ventina di famiglie si è iscritta alla fase 2 di progettazione dell’ eco-quartiere. Quindi con queste famiglie stiamo lavorando alla ricerca di un terreno o di uno stabile da riqualificare e di un comune interessato ad accogliere il progetto nel proprio territorio.</p>
<p><strong>Invece di creare il progetto e poi cercare di venderlo abbiamo individuato un gruppo di persone attive nella partecipazione ed abbiamo proposto  un percorso metodologico.</strong></p>
<p>Perchè di fatto il co-housing non è una teoria ma è più simile ad un esercizio di buon senso oltre ad esser <span style="text-decoration: underline;">un opportunità di animare una comunità di vicinato laddove soprattutto in un area come quella della pianura padana e veneta  le modalità urbanizzazione e  colonizzazione degli spazi da villettopoli estesa genera  frammentazione dei rapporti sociali.</span></p>
<p><em>art.25: ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute ed il benessere proprio e della sua famiglia</em></p>
<p><a href="http://ecosistemaurbano.org/?attachment_id=15147"><img class="alignnone size-large wp-image-15147" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/011-620x350.jpg" alt="" width="620" height="350" /></a></p>
<p><a href="http://ecosistemaurbano.org/?attachment_id=15148"><img class="alignnone size-full wp-image-15148" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/03.jpg" alt="" width="620" height="349" /></a></p>
<p><a href="http://ecosistemaurbano.org/?attachment_id=15149"><img class="alignnone size-full wp-image-15149" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/04.jpg" alt="" width="620" height="349" /></a></p>
<p><a href="http://ecosistemaurbano.org/?attachment_id=15150"><img class="alignnone size-full wp-image-15150" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/05.jpg" alt="Container Housing Emergency Sudan" width="620" height="167" /></a><br />
<em>Container Housing Emergency, Sudan</em></p>
<p><strong>In  tutte le occasioni in cui è possibile  cerchiamo di applicare metodologie di coinvolgimento della popolazione o di gruppi portatori di interesse. Sia nell‘ambito di progetti pubblici di riqualificazione sia nell’ambito delle collaborazioni che abbiamo instaurato da alcuni anni con le ONG.</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Lavoriamo da diversi anni soprattutto con Emergency</span>. Stiamo seguendo prevalentemente i progetti sviluppati in Africa primo tra tutti il <a href="http://www.tamassociati.org/PAGES/KHT1.html">Centro Cardiochirurgico Salam </a>a Khartoum &#8211; Sudan, da cui sono derivati dei  progetti corollari. La progettazione del centro cardiochirurgico che è per sua natura  un edificio fortemente  specializzato ha avuto uno sviluppo particolare dal punto di vista partecipativo perché Emergency ha voluto organizzare un tavolo di lavoro cui hanno preso parte oltre al loro l’ufficio tecnico e ai nostri progettisti anche i dottori  e gli infermieri che avrebbero poi operato nel centro.</p>
<p><a href="http://ecosistemaurbano.org/?attachment_id=15139"><img src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/ospedale-salam.jpg" alt="Ospedale Salam Emergency Sudan" width="620" height="363" /></a><br />
<em>Ospedale Salam   Emergency, Sudan</em></p>
<p>Questo ha fatto si che alcune modalità codificate dai manuali per la  progettazione di un blocco operatorio fossero scardinate dalle richieste del personale paramedico. Ad esempio è stata ampliata, rispetto agli standard italiani, la sala operatoria ed è stata rivista l’organizzazione dei percorsi. Questo processo partecipato ha permesso la creazione di un edificio di assoluta eccellenza che avrebbe potuto  trovarsi in Africa come in qualunque altro paese “sviluppato”, in linea con uno dei principi fondamentali affermati da Emergency per cui non deve esiste una sanità di serie B da paese in via di sviluppo ma è diritto di tutti aver accesso allo stesso livello di assistenza medica.</p>
<p><a href="http://ecosistemaurbano.org/?attachment_id=15140"><img src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/06-620x139.jpg" alt="Terminal Muscat Oman" width="620" height="139" /></a><br />
<em>Termina Muscat, Oman</em></p>
<p>Per il futuro stiamo continuando a lavorare a con Emergency, l’ampliamento di un ospedale in Sierra Leone ed è in corso di realizzazione una Clinica Pediatrica in Sudan .<br />
Poi abbiamo realizzato un progetto cui teniamo molto, ora in fase di studio di fattibilità , un terminal di <a href="http://www.tamassociati.org/PAGES/OMA1.html">ferriboat per Muscat, Oman</a>. Per  pensare ad un progetto di mobilità più dolce, via acqua, in un paese basato sul petrolio. &gt;&gt;</p>
<p><a rel="attachment wp-att-15146" href="http://ecosistemaurbano.org/italiano/followarch-tam-associati/attachment/muscat-complosed-2/"><img class="alignnone size-full wp-image-15146" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/muscat-complosed1.jpg" alt="" width="620" height="213" /></a></p>
<p></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><strong>“ [...]TAM immagina utopie realizzabili”</strong><br />
</em></p>
<p>Intervista a cura di Lina Monaco</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ecosistemaurbano.org/italiano/followarch-tam-associati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IVA sei PARTITA</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/blogs/iva-sei-partita/</link>
		<comments>http://ecosistemaurbano.org/blogs/iva-sei-partita/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 16:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lina</dc:creator>
				<category><![CDATA[#followweb]]></category>
		<category><![CDATA[blogs]]></category>
		<category><![CDATA[⚐ IT]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[giovani architetti]]></category>
		<category><![CDATA[giovani architetti italiani]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[iva sei partita]]></category>
		<category><![CDATA[precariato]]></category>
		<category><![CDATA[professione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ecosistemaurbano.org/?p=14973</guid>
		<description><![CDATA[IVA è [APPENA] PARTITA …MA VUOLE ANDARE LONTANO Laura (36 anni ) e Paola ( 29 anni)  si sono conosciute un anno fa, quando una aveva la “P.I. da qualche anno, e l’altra da pochi mesi” ci tengono a sottolineare. Perchè sebbene i loro percorsi lavorativi abbiano avuto tempi e luoghi diversi, e siano stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-14992" href="http://ecosistemaurbano.org/blogs/iva-sei-partita/attachment/cuserssonydocumentsdrawing1-model-1-2/"><img class="alignnone size-full wp-image-14992" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/iva-appello-titolo1.jpg" alt="" width="620" height="196" /></a></p>
<p><strong>IVA è [APPENA] PARTITA …MA VUOLE ANDARE LONTANO</strong></p>
<p>Laura (36 anni ) e Paola ( 29 anni)  si sono conosciute un anno fa, quando una aveva la “P.I. da qualche anno, e l’altra da pochi mesi” ci tengono a sottolineare. Perchè sebbene i loro percorsi lavorativi abbiano avuto tempi e luoghi diversi, e siano stati arricchiti da borse ed esperienze all’estero, la loro identità professionale si riduce ad una sequenza “ che solitamente è un pò uguale per tutti, di stage (anche senza rimborso spese) &#8211; ritenuta di acconto &#8211; contratto a progetto &#8211; iscrizione all&#8217;ordine &#8211; apertura partita iva &#8211; iscrizione inarcassa”.<br />
Il loro incontro è avvenuto sul posto di lavoro, dove con la promessa di un ottima retribuzione è stato chiesto loro di  emettere fattura, rinunciando a tutti i benefici  di un lavoro dipendente: malattia, vacanze, contributi; senza godere di fatto di nessuno dei valtaggi e della flessibilità di cui gode un libero professionista. “abbiamo lavorato senza contratto di consulenza per 5 mesi e visto che le nostre fatture emesse non venivano pagate allo scadere dei 30gg,  abbiamo chiesto un contratto, che ci è stato inviato bel e fatto senza poter procedere a nessuna forma di contrattazione”. Da allora sono passati (non troppo) tempo e più di un lavoro, ma la condizione di libero professionista gli è rimasta addosso, come a  moltissimi loro colleghi. Così nasce <span style="color: #993300;"><a href="http://ivaseipartita.blogspot.com/">IVA</a></span>.<span id="more-14973"></span></p>
<p><strong>IVA è partita</strong> per unire tutti i giovani architetti ed ingegneri che condividono la condizione di “professionista coatto ”, ma già con il primo passaparola ha trovato riscontro da diverse categorie come geologhi ed archeologi . A dimostrare che tale condizione non è che una altra forma di precariato non censito,  favorito dal vuoto legislativo lasciato tra il  d.lgs. 276/2003, che impedisce l’uso del contratto a progetto “nel caso in cui l’attività prestata dal collaboratore sia attinente all’albo professionale di iscrizione”.</p>
<p><strong>IVA  muove i primi passi</strong>. Sa che bisogna cambiare le cose prima di poter tornare a parlare di architettura, ma è necessario avanzare a piccoli passi. Il primo è sicuramente crescere, nel numero e nelle adesioni,  e per questo ha strutturato un <span style="color: #000000;"><a href="http://ivaseipartita.blogspot.com/p/questionario.html">questionario</a></span> che permetterà sebbene in proporzioni ridotte di valutare il polso della situazione.  Una volta consolidata potrà procedere ad azioni concrete, come la manifestazione che si è svolta il 9 Aprile a Roma, ma soprattutto con delle richieste esplicite, una lettera aperta da presentare all’Ordine degli Architetti tanto per cominciare, poi a passo seguirà passo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-14993" href="http://ecosistemaurbano.org/blogs/iva-sei-partita/attachment/manifestazione-9-aprile/"><img class="alignnone size-full wp-image-14993" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/manifestazione-9-aprile.jpg" alt="" width="620" height="293" /></a></p>
<p><strong>IVA vuole andare lontano</strong>. E la rete stessa comincia suggerire la direzione, attraverso le esperienze di chi ha lavorato all’ estero e partecipa al blog.<br />
La bussola punta verso nord, il sogno Olandese, con un contratto nazionale per gli architetti , terra promessa in cui  alla precarietà della libera professione corrisponde una congrua remunerazione.<br />
Per trovare la giusta rotta si  segue la traccia lasciata in Spagna dove 4 anni fa un collettivo Arquitectos Explotados nato con gli stessi obiettivi di IVA è riuscito a costituirsi come sindacato ( <span style="color: #993300;"><a href="http://www.sindicatoarquitectos.es/">SaE Sindicato de architectos de Espana</a></span>) e ad avviare delle trattative.</p>
<p><strong>IVA è un blog per l’architettura</strong>. IVA ci racconta che esistono ben 2 sindacati per tutelare i diritti degli architetti, sconosciuti ai più, e che il maggiore di questi, una volta contattato, sembrava ignorare la condizione dei falsi professionisti. Si tratta di un gap generazionale caratterizzato dalla sfiducia e dalla rassegnazione della nostra genezazione Under 40 e alimentato dalla disinformazione. Per questo uno degli obiettivi del blog “è quello di coinvolgere anche i sindacati (architetti/ingegneri) ed avviare un percorso insieme”per ripristinare “il ruolo del sindacato come parte attiva e ritrovare un luogo (tra tanti non-luoghi) di dialogo”. Nella creazione di questa coesione , secondo IVA, svolge un ruolo fondamentale Università, che dovrebbe preparare i  giovani architetti  al loro futuro  professionale non solo dal punto di vista tecnico.<br />
L’attuale condizione di precariato, sopprattutto se rapportata ai tempi dell‘architettura in Italia, di fatto inficia la qualità del lavoro, impedendo una reale competitività dell’ architettura italiana. Per questo per parlare di architettura bisogna prima di tutto parlare di architetti, smettendo di piangere sulla condizione della professione ma agendo e rivendicando dignità.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ecosistemaurbano.org/blogs/iva-sei-partita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ARCHITECTS MEET IN SELINUNTE &#124; Prospettive per il prossimo futuro</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/ecosistema-urbano/architects-meet-in-selinunte-prospettive-per-il-prossimo-futuro/</link>
		<comments>http://ecosistemaurbano.org/ecosistema-urbano/architects-meet-in-selinunte-prospettive-per-il-prossimo-futuro/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 11:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
				<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema urbano]]></category>
		<category><![CDATA[⚐ IT]]></category>
		<category><![CDATA[aiac]]></category>
		<category><![CDATA[architects]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Prospettive]]></category>
		<category><![CDATA[SELINUNTE]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ecosistemaurbano.org/?p=12865</guid>
		<description><![CDATA[L’Associazione Italiana di Architettura e Critica (AIAC) con il supporto operativo di presS/Tfactory organizza dal 10 al 14 marzo 2011 il secondo convegno internazionale di architettura dal titolo Architects meet in Selinunte: prospettive per il prossimo futuro. Tre i sottotemi: - nuova semplicità, ecologia e postdigitale - (dis)identità - coinvolgimento sociale e back to politics. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2011/03/selinunte_feature.png"><img class="size-large wp-image-12869 alignnone" title="selinunte_feature" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2011/03/selinunte_feature-620x240.png" alt="" width="620" height="240" /></a><br />
L’<a href="http://www.presstletter.com/articolo.asp?articolo=2527" target="_blank">Associazione Italiana di Architettura e Critica (AIAC)</a> con il supporto operativo di presS/Tfactory organizza dal 10 al 14 marzo 2011 il secondo convegno internazionale di architettura dal titolo <strong>Architects meet in Selinunte: prospettive per il prossimo futuro</strong>.</p>
<p>Tre i sottotemi:<br />
- nuova semplicità, ecologia e postdigitale<br />
- (dis)identità<br />
- coinvolgimento sociale e back to politics.</p>
<p><a title="Ecosistema Urbano | Blog" href="http://ecosistemaurbano.org">Ecosistema Urbano</a> parteciperá nella sezione CRITICS.</p>
<p><strong>Un flusso ininterrotto di informazioni.</strong><br />
La corrente principale del flusso è la presentazione dei <strong>TALENTS</strong>, gruppi under 35 provenienti da tutto il mondo: Altroom (Ukraine), BiCuadro (Italy), Blaf Architecten (Belgium), Boundary Unlimited (Taiwan-Netherlands), Antonino Cardillo (Italy), Demo Architects (Netherlands-Italy), Design Ether (India), Frida Escobedo (Mexico), Gilad-Shiff Architecture (Israel), Ia-Architectures (Francia), Jojko+Nawrocki Architects (Poland), Francesco Librizzi (Italy), Moya Trovato Arquitectos (Spain), Annette Pui Man Chu (Hong Kong), Beatriz Ramo &#8211; STAR (Netherlands-Spain), Roman Rutowsky (Poland), Urbantainer (South Korea), Tom van Malderen Architecture Project (Malta), Vicini TBR (Dominican Republic), Zero Architects (Italy).<span id="more-12865"></span></p>
<p><strong>Altre correnti si inseriranno nel flusso.</strong><br />
Gli interventi dei <strong>CRITICS</strong>, cioè dei direttori delle riviste partner dell’evento e critici di riconosciuto livello internazionale: Hans Ibelings (A10_Netherlands), Aaron Levy (USA), Bill Menking (The Architects’ Newspaper_USA), Valerio Paolo Mosco (Italy), Luigi Prestinenza Puglisi (Compasses) e le conferenze degli SPECIAL GUEST, cioè quattro studi di architettura operanti a livello internazionale e noti per la loro ricerca architettonica: Bellaviti Coursaris (France), Dekleva Gregoric (Slovenia), Ecosistema Urbano (Spain), Onix (Netherlands-Sweden).</p>
<p><strong>Numerosi BLOCKBUSTER EVENT.</strong><br />
- Lectio magistralis di ospiti illustri: Arup, Dante O. Benini (Italy), Mario Cucinella (Italy), Neil Leach (USA), Daniel Libeskind (USA), James Wines (USA);<br />
- Mostra del lavoro di sette studi siciliani: Architrend, Arrigo, Cusenza-Salvo, Iraci, La Monaca, Scau, UFO. In occasione dell’inaugurazione della mostra sarà presentata la raccolta dei progetti pubblicata da Mancosu Editore.</p>
<p><strong>PARTNER ISTITUZIONALI:</strong><br />
- Regione Siciliana:<br />
Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana<br />
Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana<br />
Parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa Vincenzo Tusa e delle aree archeologiche di<br />
Selinunte, Campobello di Mazara e dei Comuni limitrofi<br />
- Città di Castelvetrano e Selinunte<br />
- Istituto Nazionale di Architettura_Sicilia.</p>
<p><strong>MEDIA PARTNER</strong>, cinque tra le più note riviste internazionali di architettura:<br />
- A10 (Holland): Direttore Hans Ibelings<br />
- Architectural Design (United Kingdom): Direttore Helen Castle<br />
- Compasses (Arab Emirates): Direttore Luigi Prestinenza Puglisi<br />
- L’Industria delle Costruzioni (Italy): Direttore Giuseppe Nannerini<br />
- The Architect’s Newspaper (USA): Direttore William Menking</p>
<p><strong>PUBLISHING PARTNER</strong>:<br />
- Edilstampa,<br />
- Mancosu Editore<br />
- UTET Scienze Tecniche.</p>
<p>Il convegno è gratuito ed aperto a tutti fino ad esaurimento posti, quindi per partecipare è necessario accreditarsi alla casella di posta: infoeventi@presstfactory.com</p>
<p>INFO:<br />
<a href="http://www.presstletter.com" target="_blank"> www.presstletter.com</a><br />
<a href="http://www.backstage-architecture.org" target="_blank"> www.backstage-architecture.org</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ecosistemaurbano.org/ecosistema-urbano/architects-meet-in-selinunte-prospettive-per-il-prossimo-futuro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Migration as Mutation on KRILL</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/italiano/migration-as-mutation-on-krill/</link>
		<comments>http://ecosistemaurbano.org/italiano/migration-as-mutation-on-krill/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 09:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[migration as mutation]]></category>
		<category><![CDATA[⚐ IT]]></category>
		<category><![CDATA[andrea franceschi]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[giacomo beccari]]></category>
		<category><![CDATA[krill]]></category>
		<category><![CDATA[krill project]]></category>
		<category><![CDATA[la fuga]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicazione]]></category>
		<category><![CDATA[rivista]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ecosistemaurbano.org/?p=9064</guid>
		<description><![CDATA[E’ da quando siamo tornati dall’esperienza a Madrid che ci interroghiamo sul continuo migrare degli architetti italiani all’estero Mi&#124;gra&#124;zió&#124;ne s.f. 1 CO il migrare e il suo risultato 2a TS antrop., spostamento da un luogo a un altro di un popolo, di una nazione, di una tribù alla ricerca di migliori condizioni di vita 2b [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ da quando siamo tornati dall’esperienza a Madrid che ci  interroghiamo sul continuo migrare degli architetti italiani all’estero</p>
<p><strong>Mi|gra|zió|ne</strong> s.f.<br />
1 CO il migrare e il suo risultato<br />
2a TS antrop., spostamento da un luogo a un altro di un popolo, di una  nazione, di una tribù alla ricerca di migliori condizioni di vita<br />
2b TS sociol., emigrazione, provvisoria o definitiva, da un luogo a un  altro di una parte significativa della popolazione attiva, causato da  ragioni economiche<br />
3 TS zool., spostamento compiuto da alcune specie animali e determinato  da vicende stagionali, necessità alimentari o riproduttive.<br />
[def. dizionario De Mauro]</p>
<p>Visto il successo di questa rubrica siamo stati invitati dalla rivista <a href="http://www.krillproject.it/">Krill</a> [<a href="http://www.lupoeditore.com/index.php/catalogo/krill/fuga-numero-02/">Lupo Editore</a>] a pubblicare le interviste, comparse fino a questo momento sul blog di ecosistemaurbano, all&#8217;interno del secondo numero che ha come tema &#8220;la Fuga&#8221;. Con grande piacere abbiamo messo a disposizione il materiale raccolto per questo progetto dal tema così attuale.</p>
<p><em>La parola fuga risuona da ogni parte. Fughe sono gli spostamenti, le migrazioni di uomini e donne. Ogni viaggio, come ogni atto creativo è, in un certo senso un fuggir via.Intanto nel quotidiano, ciascuno è impegnato nella ricerca delle proprie personali evasioni, sebbene il nostro mondo non sembra più prospettare alcun altrove… tutto lascia pensare che siamo in costante, spasmodica ricerca della luce verde con la scritta escape.<span id="more-9064"></span></em></p>
<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/06/620-KRILL02-LA-FUGA1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9065" title="620 KRILL02 LA FUGA" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/06/620-KRILL02-LA-FUGA1.jpg" alt="" width="620" height="771" /></a></p>
<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/06/PAG011.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9066" title="PAG01" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/06/PAG011.jpg" alt="" width="620" height="372" /></a></p>
<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/06/PAG021.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9067" title="PAG02" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/06/PAG021.jpg" alt="" width="620" height="372" /></a></p>
<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/06/PAG031.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9068" title="PAG03" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/06/PAG031.jpg" alt="" width="620" height="372" /></a></p>
<p><a href="http://www.krillproject.it/">Krill</a>: il Krill è il plancton oceanico che alimenta l’ecosistema marino e globale. È il nutrimento originario.<br />
Il Krill è per le balene quello che l’immaginario è per l’essere umano: la lente attraverso la quale il mondo assume una colorazione particolare. Krill è uno spazio di sperimentazione di linguaggi.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/sonounribellemamma">Andrea Franceschi</a> e <a href="http://www.ciclostilearchitettura.me/">Giacomo Beccari</a> sono architetti laureati presso l’Università degli Studi di Ferrara dopo  una migrazione a Madrid sono tornati Bologna dove continuano ad  osservare transumanze architettoniche.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ecosistemaurbano.org/italiano/migration-as-mutation-on-krill/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Festa dell&#039;Architettura di Roma &quot;Index Urbis&quot;</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/italiano/festa-dellarchitettura-di-roma-index-urbis/</link>
		<comments>http://ecosistemaurbano.org/italiano/festa-dellarchitettura-di-roma-index-urbis/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 13:02:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
				<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[⚐ IT]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Granelli]]></category>
		<category><![CDATA[Capitale Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Infante]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Ratti]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Carrera]]></category>
		<category><![CDATA[domenico di siena]]></category>
		<category><![CDATA[Festa]]></category>
		<category><![CDATA[Forum]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Stampone]]></category>
		<category><![CDATA[Index Urbis]]></category>
		<category><![CDATA[neorealismo]]></category>
		<category><![CDATA[Oriana Persico]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Iaconesi]]></category>
		<category><![CDATA[Salvo Mizzi]]></category>
		<category><![CDATA[The Hub]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Croppi]]></category>
		<category><![CDATA[virtuale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ecosistemaurbano.org/?p=9020</guid>
		<description><![CDATA[Ecosistema Urbano partecipa all&#8217;interessante evento che partirà fra soli tre giorni a Roma. Si tratta della Festa dell&#8217;Architettura di Roma &#8220;Index Urbis&#8221; a cura di Francesco Garofalo, e patrocinata dall&#8217;Istituto Nazionale di Architettura IN/ARCH Lazio . Domenico Di Siena parteciperà al Forum  &#8220;Città Digitale &#8211; La città, la rete e la sua forma&#8221;. Parteciperanno Umberto Croppi (Assessore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/06/index_urbis_roma_feature1.png"><img class="size-large wp-image-9021 alignnone" title="index_urbis_roma_feature" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2010/06/index_urbis_roma_feature-620x240.png" alt="" width="620" height="240" /></a><br />
<strong> Ecosistema Urbano</strong> partecipa all&#8217;interessante evento che partirà fra soli tre giorni a Roma. Si tratta della <strong>Festa dell&#8217;Architettura di Roma &#8220;Index Urbis&#8221;</strong> a cura di <strong>Francesco Garofalo</strong>, e patrocinata dall&#8217;<strong>Istituto Nazionale di Architettura</strong> <strong>IN/ARCH Lazio</strong> .</p>
<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/06/forum_citta_digitale1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-9024" title="forum_citta_digitale" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/06/forum_citta_digitale1.png" alt="" width="163" height="313" /></a><strong>Domenico Di Siena</strong> parteciperà al Forum  <strong>&#8220;Città Digitale &#8211; La città, la rete e la sua forma&#8221;</strong>. Parteciperanno <strong>Umberto Croppi</strong> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Croppi" target="_blank">Assessore alle Politiche Culturale e Comunicazione</a>), <strong>Carlo Ratti</strong> (<a href="http://senseable.mit.edu/" target="_blank">SENSEable City MIT</a>),<strong> Carlo Infante</strong> (<a href="http://urbanexperience.ning.com/" target="_blank">Urban Experience</a>), Salvo Mizzi (<a href="http://twitter.com/ideeperilfuturo" target="_blank">Capitale Digitale</a>),<strong> Andrea Granelli</strong> (<a href="http://www.firstdraft.it/2010/03/06/re-design-del-territorio/" target="_blank">re-design del territorio</a>), <strong>Salvatore Iaconesi &#8211; Oriana Persico</strong> (<a href="http://www.neorealismovirtuale.com/" target="_blank">neorealismo virtuale</a>), <strong>Giuseppe Stampone </strong>(la città neodimensionale),<strong> Dario Carrera</strong> (<a href="http://www.hubroma.net/" target="_blank">The Hub Roma</a>).</p>
<p>Di seguito vi lasciamo il programma completo di tutte le attività.<span id="more-9020"></span></p>
<p><strong>web:</strong> <a href="http://www.indexurbis.it/" target="_blank">www.indexurbis.it</a></p>
<p><strong>twitter:</strong> <a href="http://www.twitter.com/indexurbisfesta" target="_blank">www.twitter.com/indexurbisfesta</a></p>
<p><a style="margin: 12px auto 6px auto; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none; display: block; text-decoration: underline;" title="View Festa dell’Architettura di Roma 2010 on Scribd" href="http://www.scribd.com/doc/32600194/Festa-dell’Architettura-di-Roma-2010">Festa dell’Architettura di Roma 2010</a> <object id="doc_901860494288321" style="outline: none;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100%" height="600" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="doc_901860494288321" /><param name="data" value="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" /><param name="wmode" value="opaque" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="FlashVars" value="document_id=32600194&amp;access_key=key-16gnjxjt4qsxo5chcwej&amp;page=1&amp;viewMode=list" /><param name="src" value="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="flashvars" value="document_id=32600194&amp;access_key=key-16gnjxjt4qsxo5chcwej&amp;page=1&amp;viewMode=list" /><embed id="doc_901860494288321" style="outline: none;" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="600" src="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" flashvars="document_id=32600194&amp;access_key=key-16gnjxjt4qsxo5chcwej&amp;page=1&amp;viewMode=list" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" bgcolor="#ffffff" wmode="opaque" data="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" name="doc_901860494288321"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ecosistemaurbano.org/italiano/festa-dellarchitettura-di-roma-index-urbis/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>FFF &#8211; Firenze Fast Forward &#8211; Secondo Numero</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/italiano/fff-firenze-fast-forward-secondo-numero/</link>
		<comments>http://ecosistemaurbano.org/italiano/fff-firenze-fast-forward-secondo-numero/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 09:25:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
				<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[⚐ IT]]></category>
		<category><![CDATA[Fast]]></category>
		<category><![CDATA[FFF]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Forward]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Brizzi]]></category>
		<category><![CDATA[Margherita Hack]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ecosistemaurbano.org/?p=8052</guid>
		<description><![CDATA[Dopo il successo del primo numero uscito durante la scorsa estate, FFF torna ad alimentare nuovi visioni culturali e scenari progettuali alternativi per Firenze. Come la bistecca che campeggia sulla copertina, FFF “è al sangue!”, in libreria e adesso anche in edicola. Le riflessioni dell’astrofisica Margherita Hack, la Firenze dei romanzi di Marco Vichi, cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il successo del primo numero uscito durante la scorsa estate, FFF torna ad alimentare nuovi visioni culturali e scenari progettuali alternativi per Firenze. Come la bistecca che campeggia sulla copertina, FFF “è al sangue!”, in libreria e adesso anche in edicola.<span id="more-8052"></span></p>
<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/03/FFF2_cover-11.png"><img class="alignnone size-large wp-image-8054" title="FFF2_cover-1" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2010/03/FFF2_cover-1-620x897.png" alt="" width="620" height="897" /></a></p>
<p>Le riflessioni dell’astrofisica <strong>Margherita Hack</strong>, la Firenze dei romanzi di <strong>Marco Vichi</strong>, cosa vorrebbero le famiglie per la città e il proprio quartiere, i disegni di <strong>Gianluca Costantini</strong>, maestro del fumetto di realtà. Sono alcuni dei contenuti del nuovo numero di FFF, il semestrale dedicato alle idee e alle visioni di Firenze. Una rivista nata con l’intento di dar voce a quella categoria di visionari che con impegno creativo e grazie al proprio lavoro hanno contribuito a delineare un futuro possibile per la città. Partendo dalla loro testimonianza, dalle proposte e dall’analisi del loro operare, <strong>FFF offre una visione globale delle risorse progettuali e delle forme di produzione creativa presenti a Firenze</strong>. con la speranza di favorire una presa di coscienza più consapevole, capace di stimolare iniziative, interventi e azioni volte a migliorare le condizioni di vita della città. Una città meno arroccata, che guarda al futuro e che dunque si mette in gioco.<br />
“<strong>Il sangue è quello delle idee, delle risorse progettuali e degli sforzi visionari che si disperdono nella città di Firenze</strong> -scrive marco Brizzi. Quanti progettisti ne hanno speso, con scarso o nullo risultato, nella volontà di tenere viva la città alla quale hanno sovente dedicato il loro più grande impegno? Quanti artisti ne hanno prodotto, come conseguenza di un rapporto intimo con i suoi ambienti e con la sua storia? “sangue! strano, dovrebbe star dentro”, dice Fielding mellish, controllando una ferita, in Bananas di Woody Allen. Per quanto sia fisiologico che non tutti i progetti, nemmeno i migliori, trovino un tessuto da irrorare e spazio per realizzarsi, è probabile segno di una patologia il loro sistematico sperpero. e a Firenze, dal sangue versato dai progetti, alle idee morte sopite, a quelle uccise per soffocamento, ce ne sarebbe per un museo criminale da aggiungersi ai vari “musei” della tortura e dell’orrore che proliferano nelle sue strade.”<br />
<strong>Curata dal grafico Gianni Sinni e dall’architetto Marco Brizzi, FFF </strong>è anche uno spazio aperto online per tutti coloro che vogliono lasciare impressioni e suggerimenti ed essere sempre aggiornati sulle iniziative e gli eventi promossi da FFF.<br />
FFF è in vendita in libreria e adesso anche in edicola, o direttamente sul sito <a href="http://www.firenzefastforward.it" target="_blank">www.firenzefastforward.it</a>.</p>
<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/03/FFF2_kmzero_estinzione1.png"><img class="alignnone size-large wp-image-8057" title="FFF2_kmzero_estinzione" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2010/03/FFF2_kmzero_estinzione-620x438.png" alt="" width="620" height="438" /></a></p>
<p>INDICE DEL NUMERO 2 DI FFF</p>
<p><strong>Al Sangue</strong><br />
di Marco Brizzi</p>
<p><strong>Lunatici </strong></p>
<p><strong>Memorie e riflessioni di una fiorentina</strong><br />
di Margherita Hack</p>
<p><strong>Urbanistica Parassita</strong><br />
di Francesco Ventura</p>
<p><strong>Fare l’intellettuale a Firenze</strong><br />
di Peppino Ortoleva, Valentina Pittarelli, Marco Quinti, Riccardo Ventrella</p>
<p><strong>Orizzonti </strong></p>
<p><strong>Grid unlocked. La rete dell’informazione libererà quella dei trasporti</strong><br />
di Carlo Ratti, Walter Nicolino, Giovanni de Niederhausern<br />
<a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/03/FFF2_cph_wheel1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-8055" title="FFF2_cph_wheel" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2010/03/FFF2_cph_wheel-620x413.jpg" alt="" width="620" height="413" /></a></p>
<p><strong>Fatti Futuribile Fiorenza</strong><br />
di Yates Buckley<br />
<strong>La città pensiero</strong><br />
di Lorenzo Brusci<br />
<strong>Racconti</strong></p>
<p><strong>Benvenuti a Wonderland City</strong><br />
di Gilberto Corretti</p>
<p><strong><br />
A tu per tu con l’arte</strong><br />
di Maria Gloria Conti Bicocchi<br />
<strong>Un rinascimento a Firenze</strong><br />
di Bill Viola<br />
<strong>Mariotti sulla città</strong><br />
di Andrea Rauch<br />
<strong>Decenni rock. Caos sonoro a Firenze</strong><br />
di Bruno Casini</p>
<p><strong>Visioni</strong></p>
<p><strong>Gruppo di famiglia in esterno</strong><br />
di Sociolab<br />
<strong>L’organismo urbano</strong><br />
di Giacomo Costa<br />
<strong>L’odore della città</strong><br />
di Marco Vichi<br />
<strong>Firenze e la sabbia</strong><br />
di Lapo Binazzi (UFO)</p>
<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/03/FFF2_binazzi_rebus1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-8056" title="FFF2_binazzi_rebus" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2010/03/FFF2_binazzi_rebus-620x853.jpg" alt="" width="620" height="853" /></a><br />
<strong>La stazione di Firenze è molto bella</strong><br />
di Daniele Lombardi<br />
<strong>Azioni</strong></p>
<p><strong>Gli architetti dovrebbero stare dappertutto, ma non nelle botteghe</strong><br />
di Alberto Breschi<br />
<strong>Un Atlante fiorentino</strong><br />
di Angelika Stepken a colloquio con Erick Gönrich e Ines Shaber<br />
<strong>Salotto Live</strong><br />
Claudio Ripoli e Paola Iafelice<br />
<strong>Il teatro senza limite</strong><br />
di Manu Lalli<br />
<strong>M.C.D. = Freeshout?! 2009</strong><br />
di Erika Gabbani<br />
<strong>Recite L’area archeologica del quartiere San Lorenzo. Guida agli scavi</strong><br />
di Alessio Savorelli</p>
<p><strong>Illustrazioni </strong></p>
<p><strong>Gianluca Costantini﻿</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ecosistemaurbano.org/italiano/fff-firenze-fast-forward-secondo-numero/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Taller de Urbanismo Activo</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/italiano/taller-de-urbanismo-activo/</link>
		<comments>http://ecosistemaurbano.org/italiano/taller-de-urbanismo-activo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 10:38:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
				<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[⚐ IT]]></category>
		<category><![CDATA[ACTIVO]]></category>
		<category><![CDATA[arquitectura]]></category>
		<category><![CDATA[chile]]></category>
		<category><![CDATA[rigenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[Roma Tre Tallerr riqualificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Talca]]></category>
		<category><![CDATA[Taller Danza]]></category>
		<category><![CDATA[universidad]]></category>
		<category><![CDATA[urbanismo]]></category>
		<category><![CDATA[uruguay]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ecosistemaurbano.org/?p=7932</guid>
		<description><![CDATA[Il TALLER DE URBANISMO ACTIVO nasce dalla collaborazione tra il Taller Danza della Facultad de Arquitectura de Universidad de la Republica de Uruguay, la Escuela de Arquitectura della Universidad de Talca en Chile e la Facoltà di Architettura di Roma Tre. Il tema del Taller è quello della riqualificazione/rigenerazione urbana di aree urbane che nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/03/LOCANDINA_2010_latoA1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-7933" title="LOCANDINA_2010_latoA" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/03/LOCANDINA_2010_latoA1.png" alt="" width="620" height="355" /></a></p>
<p>Il TALLER DE URBANISMO ACTIVO nasce dalla collaborazione tra il <a href="http://tallerdanza.com/" target="_blank">Taller Danza</a> della Facultad de Arquitectura de Universidad de la Republica de Uruguay, la <a href="http://www.talca.org/" target="_blank">Escuela de Arquitectura</a> della Universidad de Talca en Chile e la <a href="http://www.architettura.uniroma3.it/indice.html" target="_blank">Facoltà di Architettura di Roma Tre</a>.  <span id="more-7932"></span></p>
<p>Il tema del Taller è quello della <strong><em>riqualificazione/rigenerazione</em></strong> urbana di aree urbane che nel corso degli anni sono state progressivamente oggetto di fenomeni di degrado (urbanistico, edilizio, sociale). Il Taller vuole essere il luogo del confronto tra le diverse metodologie di approccio al tema, con particolare riferimento alle tecniche urbanistiche (mobilità, usi delle aree e degli edifici, sostenibilità economica e sociale, partecipazione degli abitanti, aspetti legislativi e procedurali, effetti ambientali, etc.), sullo sfondo del tema della città ispano-americana, della sua attualità e della tradizione del recupero urbanistico dei centri storici italiana.</p>
<p>Quest’anno, giunto alla seconda edizione, il<em><strong> Taller de Urbanismo Activo</strong></em> si propone di affrontare il tema della Ciudad Vieja di Montevideo con le diverse criticità ad essa connesse, come, per esempio, il fenomeno dell’abbandono edilizio, il complesso rapporto col porto commerciale e l’analisi del Plan Especial Ciudad Vieja 2004 redatto dall’Intendencia Municipal de Montevideo.  La duplice metodologia, teorico-seminariale, da una parte, e pratica e diretta, dall’altra, consentirà di arrivare ad un esito finale che non sarà un progetto urbano tradizionalmente inteso, bensì un’analisi complessa, trasversale e condivisa su quelle che sono le possibili risorse, soprattutto endogene, per ripensare la Ciudad Vieja in maniera differente da ora e sui possibili processi da mettere in atto per fare in modo che tutto questo possa effettivamente avere luogo.</p>
<p>Per maggiori informazioni e per tutti gli appuntamenti: <a href="http://taller2010.wordpress.com" target="_blank">http://taller2010.wordpress.com</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ecosistemaurbano.org/italiano/taller-de-urbanismo-activo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>#followarch VZL+</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/italiano/followarch-vzl/</link>
		<comments>http://ecosistemaurbano.org/italiano/followarch-vzl/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 16:46:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
				<category><![CDATA[#followarch]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[⚐ IT]]></category>
		<category><![CDATA[architetti]]></category>
		<category><![CDATA[Carmine Fischetti]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Verderosa]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe De Gianni]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Zarra]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Lettieri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ecosistemaurbano.org/?p=7515</guid>
		<description><![CDATA[Gli utenti del social network Twitter seguono quatidianamente una serie di regole non scritte. Tra le più conosciute ce n`è una che moltissimi utenti seguono tutti i venerdi e che chiamiamo #followfriday: consiste nel suggerire ai propri seguitori (followers) altri utenti che si considera interessanti e quindi aggregabili come amici. Qualche tempo fa il nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/02/vzl_feature11.png"><img class="alignnone size-large wp-image-7518" title="vzl_feature" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2010/02/vzl_feature1-620x240.png" alt="" width="620" height="240" /></a><br />
</strong></p>
<p>Gli utenti del social network <a href="http://www.twitter.com/ecosistema" target="_blank">Twitter</a> seguono quatidianamente una serie di regole non scritte. Tra le più conosciute ce n`è una che moltissimi utenti seguono tutti i venerdi e che chiamiamo <strong>#followfriday</strong>: consiste nel suggerire ai propri seguitori (followers) altri utenti che si considera interessanti e quindi aggregabili come amici.<br />
Qualche tempo fa il nostro amico <a href="http://www.twitter.com/immaginoteca" target="_blank">Francesco</a> inventó il #followarch, che non é altro che lo stesso concetto del #followfriday però limitado al mondo dell&#8217;architettura.</p>
<p>Da qualche settimana abbiamo attivato una nuova categoria di questo blog  che chiamiamo <strong>#followarch</strong>.</p>
<p>Il nostro primo #followarch italiano lo dedichiamo a <strong>VLZ+</strong> fondato da<strong> Federico Verderosa</strong> con altri due colleghi architetti nel 1998, in un piccolo centro dell’<strong>Alta Irpinia</strong>.<span id="more-7515"></span></p>
<p>Lo studio nel <strong>2008</strong>, acquisita una solida esperienza nella progettazione architettonica con particolare attenzione alle tematiche energetiche ed ambientali e nella ricerca tecnologica, si struttura in “<strong>VZL + architetti associati</strong>” e apre a Perugia, nonostante il settore dell’edilizia vive una fase difficile.<br />
L’impegno professionale si concretizza in numerosi progetti e realizzazioni e l’attività di ricerca è praticata in convegni, workshop didattici e sperimentali.<br />
“Lavoriamo e facciamo architettura in Italia dove spesso c’è poca trasparenza; operiamo tanto anche senza mostrarci; il nostro studio ricorda una bottega artigiana; condividiamo la passione per l’architettura e per la natura; abbiamo studiato alla <strong>facoltà di Architettura dell’Università di Napoli</strong> e ci siamo formati con <strong>Massimo Pica Ciamarra</strong>.<br />
Ci definiscono architetti coraggiosi, perché fare concorsi in Italia e alla ns. latitudine, è veramente dura.<br />
Nel <strong>1992</strong>, ancora studenti, partecipiamo al concorso per la sistemazione della piazza di Lioni, il nostro paese d’origine, colpito dal violento sisma del 1980; un concorso mai espletato; a distanza di 15 anni si decide di realizzare la piazza senza la procedura concorsuale; nei primi anni di attività partecipiamo a vari concorsi di progettazione e lavoriamo con <strong>Fabrizio Caròla</strong> per la costruzione di un villaggio sperimentale a San Potito Sannitico e <strong>sviluppando progetti per l’Africa con la N:EA</strong>, una ONG con sede a Napoli e a Mopti (Mali).<br />
Il primo vero concorso vinto  risale al 2002, per la costruzione di 110 alloggi per l’<strong>edilizia residenziale pubblica</strong>; dopo una fase progettuale, che dura circa 2 anni, i lavori iniziano nel 2007; ora i lavori sono fermi; l’impresa, che si è aggiudicata il lavoro con un ribasso di circa il 30%, non c’è più.<br />
Nel <strong>2005</strong>, con <strong>Pasquale Culotta</strong>, otteniamo il primo premio del concorso per la costruzione del nuovo Auditorium di Isernia; dopo varie vicissitudini l’amministrazione procede all’appalto servendosi del progetto preliminare. All’impresa aggiudicatrice viene concessa la più ampia libertà d’intervento mentre al gruppo vincitore non si affida neanche la direzione artistica.<br />
Nonostante tutto ciò molte sono state le affermazioni nell’attività concorsuale:<br />
il recupero di un piccolo organismo edilizio adibito a biblioteca di quartiere a Cairano, la riqualificazione della Piazza San Michele di Solofra, la costruzione di 20 alloggi a Lioni, il recupero della scuola elementare Marconi a Roma,  la costruzione di un centro parrocchiale a Morra de Sanctis, la costruzione di una centro polivalente a Perugia, la riqualificazione di un’area nel centro urbano di Pontecagnano Faiano, la riqualificazione di Pizzolungo e di via Arco Naturale a Capri.<br />
Nel <strong>2007</strong> ci aggiudichiamo il concorso per la realizzazione di una Residenza Universitaria a Perugia; il progetto, definitivo ed esecutivo, supera tutti gli esami e controlli degli Enti e completo di tutte le autorizzazioni e pareri è ritenuto ammissibile al finanziamento da parte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ; nell’estate del 2010 inizierà il cantiere; <strong>l’Osservatorio “progetti e concorsi” del “Sole 24 Ore” lo annovera come un caso di successo italiano</strong> (cfr.l’inchiesta del 13-18 luglio 2009).<br />
Il progetto è considerato il manifesto dello studio: una costruzione intelligente che attua principi di rinnovo e recupero ambientale, di salvaguardia e di maggiore efficienza; che assicura il comfort con le soluzioni progettuali pensate e minimizza lo spreco delle risorse naturali e che si pone come un intervento ad <strong>Elevata Qualità Ambientale</strong>. Logiche che oggi sono condizioni di necessità, non solo per ogni trasformazione fisica dello spazio, ma soprattutto per ripensare comportamenti e modi di abitare.”<br />
Federico Verderosa ha pubblicato testi e opere e collabora con “<strong>L’Architettura Naturale</strong>”.<br />
Dal 2004 è docente di Architettura Sostenibile presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo. Dal 2005 è <strong>Coordinatore Nazionale dei Delegati ANAB</strong> e nel 2006 è invitato a far parte del CdA. Dal 2006 coordina i “<strong>quaderni di architettura naturale</strong>” e gli “<strong>incontri di architettura naturale</strong>” dedicati ai migliori interpreti nazionali e internazionali della qualità ambientale in architettura.</p>
<p>Ho avuto il piacere di conoscere Federico in occasione di una conferenza presso la Triennale di Milano invitati dalla ANAB per il lancio di un &#8220;<a href="http://www.anab.it/anab.php?c=1&amp;p=20" target="_blank">quaderno di architettura naturale</a>&#8221; dedicato a Ecosistema Urbano.</p>
<p><strong>Residenza Universitaria &#8211; Adisu PG</strong></p>
<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/02/00-INQUADRAMENTO-TERRITORIALE1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-7519" title="00 INQUADRAMENTO TERRITORIALE" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2010/02/00-INQUADRAMENTO-TERRITORIALE-620x403.jpg" alt="" width="620" height="403" /></a></p>
<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/02/01-PLANO1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-7523" title="01 PLANO" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2010/02/01-PLANO-620x356.jpg" alt="" width="620" height="356" /></a></p>
<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/02/02-VISTA-DA-SUD-11.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-7527" title="02 VISTA DA SUD 1" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2010/02/02-VISTA-DA-SUD-1-620x361.jpg" alt="" width="620" height="361" /></a></p>
<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/02/06-VISTA-DA-NORD-21.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-7528" title="06 VISTA DA NORD 2" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2010/02/06-VISTA-DA-NORD-2-620x426.jpg" alt="" width="620" height="426" /></a></p>
<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/02/07-LO-SPAZIO-CENTRALE_PIANO-01.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-7522" title="07 LO SPAZIO CENTRALE_PIANO 0" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2010/02/07-LO-SPAZIO-CENTRALE_PIANO-0-620x849.jpg" alt="" width="620" height="849" /></a></p>
<p><a href="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2010/02/13-SEZIONE-TECNO1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-7524" title="13 SEZIONE TECNO" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2010/02/13-SEZIONE-TECNO-620x876.jpg" alt="" width="620" height="876" /></a></p>
<p><a style="margin: 12px auto 6px auto; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none; display: block; text-decoration: underline;" title="View Brochure - Residenza Universitaria - VZL+ on Scribd" href="http://www.scribd.com/doc/27044803/Brochure-Residenza-Universitaria-VZL">Brochure &#8211; Residenza Universitaria &#8211; VZL+</a> <object id="doc_70427" style="outline: none;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100%" height="500" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="doc_70427" /><param name="data" value="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" /><param name="wmode" value="opaque" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="FlashVars" value="document_id=27044803&amp;access_key=key-s9l9jx24gwbhuti6cp4&amp;page=1&amp;viewMode=list" /><param name="src" value="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="flashvars" value="document_id=27044803&amp;access_key=key-s9l9jx24gwbhuti6cp4&amp;page=1&amp;viewMode=list" /><embed id="doc_70427" style="outline: none;" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="500" src="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" flashvars="document_id=27044803&amp;access_key=key-s9l9jx24gwbhuti6cp4&amp;page=1&amp;viewMode=list" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" bgcolor="#ffffff" wmode="opaque" data="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" name="doc_70427"></embed></object></p>
<p>I soci di VZL + architetti associati sono: <strong>Federico Verderosa, Nicola Zarra, Rocco Lettieri, Giuseppe De Gianni, Carmine Fischetti </strong></p>
<p><strong>web: </strong><a href="http://www.vzl.it" target="_blank">www.vzl.it</a></p>
<p>Se vuoi apparire in questa sezione del blog non esitare a metterti in <a href="http://www.ecosistemaurbano.org/contact" target="_blank">contatto</a> con noi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ecosistemaurbano.org/italiano/followarch-vzl/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Self Arquitectura :: Migration as Mutation</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/italiano/self-arquitectura-migration-as-mutation/</link>
		<comments>http://ecosistemaurbano.org/italiano/self-arquitectura-migration-as-mutation/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 10:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[migration as mutation]]></category>
		<category><![CDATA[⚐ IT]]></category>
		<category><![CDATA[architetti]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Migration]]></category>
		<category><![CDATA[Mutation]]></category>
		<category><![CDATA[Self Arquitectura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ecosistemaurbano.org/?p=6813</guid>
		<description><![CDATA[E’ da quando siamo tornati dall’esperienza a Madrid che ci interroghiamo sul continuo migrare degli architetti italiani all’estero Mi&#124;gra&#124;zió&#124;ne s.f. 1 CO il migrare e il suo risultato 2a TS antrop., spostamento da un luogo a un altro di un popolo, di una nazione, di una tribù alla ricerca di migliori condizioni di vita 2b [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ da quando siamo tornati dall’esperienza a Madrid che ci interroghiamo sul continuo migrare degli architetti italiani all’estero</p>
<p><strong>Mi|gra|zió|ne</strong> s.f.<br />
1 CO il migrare e il suo risultato<br />
2a TS antrop., spostamento da un luogo a un altro di un popolo, di una nazione, di una tribù alla ricerca di migliori condizioni di vita<br />
2b TS sociol., emigrazione, provvisoria o definitiva, da un luogo a un altro di una parte significativa della popolazione attiva, causato da ragioni economiche<br />
3 TS zool., spostamento compiuto da alcune specie animali e determinato da vicende stagionali, necessità alimentari o riproduttive.<br />
[def. dizionario De Mauro]</p>
<p>Partendo da questa definizione pubblichiamo di seguito l’intervista allo studio <a href="http://www.selfarquitectura.eu/">Self Arquitectura</a></p>
<p><strong>In che paese vi trovate?</strong> Spagna.<br />
<strong>Da quanti anni?</strong> 12.<br />
<strong>da quante persone è composto il vostro studio?</strong> 5.<strong> </strong><br />
<strong>Perchè vi siete trasferiti?</strong> Desiderio di dare continuità  alla traiettoria di formazione già intrapresa (programmi di dottorato presso la UPC),accesso ad esperienze professionali stimolanti.<strong> </strong><br />
<strong>Cosa mancava in italia che vi ha suggerito questa scelta?</strong> L’accessibilità ad incarichi di spessore, la serietà della ricerca universitaria, la serietà delle pubbliche amministrazioni<br />
<strong>Cosa possiede il paese in cui siete che in italia manca?</strong> Serietà della formazione professionale, maggiore trasparenza nel sistema di assegnazione degli incarichi pubblici, garanzia di continuità nel processo di sviluppo delle commesse da parte del committente pubblico.<br />
<strong>Cosa dovrebbe cambiare in italia?</strong> Molte cose, dal recupero di una ricerca universitaria seria (non inquinata da nepotismi o dal markenting commerciale di quanti usano le cattedre per alimentare i propri studi professionali) ad una trasparenza nella gestione dei concorsi pubblici (sistematicamente ingessata da lobbies di potere consolidato)<br />
<strong>Consigli per giovani architetti italiani?</strong> Avere il coraggio di lasciarsi alle spalle quello che non è giusto accettare.<br />
<a href="http://www.selfarquitectura.eu/"><br />
Self Arquitectura</a> (Giacomo Delbene, Giovanna Carnevali) è un gruppo multidisciplinare di giovani professionisti che hanno deciso di unire le proprie eterogenee esperienze con l&#8217;obiettivo prefisso di affrontare ogni incarico professionale come occasione di sperimentazione e di ampliamento dei propri settori di conoscenza.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6814" title="self001" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/12/self0011.jpg" alt="self001" width="620" height="423" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6815" title="self002" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/12/self0021.jpg" alt="self002" width="620" height="748" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6816" title="train003" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/12/train0031.jpg" alt="train003" width="620" height="402" /></p>
<p>::</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/sonounribellemamma">Andrea Franceschi</a> e <a href="http://www.ciclostilearchitettura.me">Giacomo Beccari</a> sono architetti laureati presso l’Università degli Studi di Ferrara dopo una migrazione a Madrid sono tornati Bologna dove continuano ad osservare transumanze architettoniche.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ecosistemaurbano.org/italiano/self-arquitectura-migration-as-mutation/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LAN architecture* :: Migration as Mutation</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/italiano/lan-architecture-migration-as-mutation/</link>
		<comments>http://ecosistemaurbano.org/italiano/lan-architecture-migration-as-mutation/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 21:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[migration as mutation]]></category>
		<category><![CDATA[⚐ IT]]></category>
		<category><![CDATA[giovani architetti italiani]]></category>
		<category><![CDATA[lan]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ecosistemaurbano.org/?p=5718</guid>
		<description><![CDATA[E’ da quando siamo tornati dall’esperienza a Madrid che ci interroghiamo sul continuo migrare degli architetti italiani all’estero Mi&#124;gra&#124;zió&#124;ne s.f. 1 CO il migrare e il suo risultato 2a TS antrop., spostamento da un luogo a un altro di un popolo, di una nazione, di una tribù alla ricerca di migliori condizioni di vita 2b [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5729" title="francobollo" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/09/francobolloLANRGB2.jpg" alt="francobollo" width="365" height="293" /></p>
<p>E’ da quando siamo tornati dall’esperienza a Madrid che ci interroghiamo sul continuo migrare degli architetti italiani all’estero</p>
<p><span id="more-5718"></span></p>
<p><strong>Mi|gra|zió|ne</strong> <em>s.f.</em><br />
1 CO il migrare e il suo risultato<br />
2a TS antrop., spostamento da un luogo a un altro di un popolo, di una nazione, di una tribù alla ricerca di migliori condizioni di vita<br />
2b TS sociol., emigrazione, provvisoria o definitiva, da un luogo a un altro di una parte significativa della popolazione attiva, causato da ragioni economiche<br />
3 TS zool., spostamento compiuto da alcune specie animali e determinato da vicende stagionali, necessità alimentari o riproduttive.<br />
[def. dizionario <a href="http://www.demauroparavia.it/">De Mauro</a>]</p>
<p>Dopo l’intervista allo studio <a href="http://ecosistemaurbano.org/blogs/nabito-migration-as-mutation/">Nabito</a> ci rivolgiamo a <a href="http://www.lan-paris.com">LAN Architecture</a>, Parigi</p>
<p><strong>In che paese vi trovate?</strong> Francia<br />
<strong>Da quanti anni vi trovate lì?</strong> Umberto Napolitano 10 anni, Benoit Jallon è francese<br />
<strong>Da quante persone è composto il vostro studio?</strong> LAN riunisce oggi venti professionisti tra architetti, designers, grafici e creatori di immagini 3D, un responsabile della comunicazione e dello sviluppo, etc&#8230; e collabora con specialisti esterni.<br />
« LAN » é l’abbreviazione di Local Architecture Network, cioé rete locale di architettura, indicando la propensione dello studio per un lavoro progettuale in rete, che associa diverse competenze, specializzazioni e autori intorno a singole occasioni di progetto.<br />
La doppia nazionalità di LAN contribuisce a creare passerelle tra i diversi paesi europei.<br />
Il lavoro dell’architetto oggi è quello di dare vita a una nuova nozione di “costruito”, tradizionale e contemporaneo. LAN si confronta a questo sapere, appropriandosene e rilevandolo come un elemento centrale della propria riflessione architettonica.<br />
In soli 6 anni d&#8217;attività il lavoro dello studio è stato riconosciuto e premiato più volte, in Francia e all&#8217;Estero.<br />
Nel 2004 LAN Architecture ha ricevuto il prestigioso riconoscimento dei &#8220;Nouveaux Albums des Jeunes Architectes&#8221;, selezione operata dal Ministero della Cultura Francese. Da allora ha incrementato in maniera importante la propria attività e la scala dei progetti.<br />
Oggi LAN lavora su una quindicina di operazioni in corso e sviluppa la propria attività in piu&#8217; nazioni.<br />
Lo studio è stato fondato a Parigi nel 2002 da Benoit Jallon e Umberto Napolitano.<br />
<strong>Perchè vi siete trasferiti?</strong><strong> Cosa mancava in italia che vi ha suggerito questa scelta?</strong><br />
Umberto Napolitano:  mi sono laureato a Parigi, alla &#8220;Ecole d&#8217;Architecture de Paris la Villette&#8221;. Fino alla fine del secondo anno d&#8217;università ero inscritto alla facoltà di architettura Federico II di Napoli, in seguito, grazie al programma Erasmus, sono arrivato in Francia e ci sono rimasto.  Il mio periodo di studi francese è stato accompagnato da esperienze professionali: girovagavo tra grandi e piccoli studi cercando di accumulare il massimo delle esperienze. Credo che questa fase sia stata fondamentale, l&#8217;università mi ha dato una sorta di &#8220;forma mentis&#8221; ed il lavoro mi ha riavvicinato alla realtà del mestiere.  Ho un bellissimo ricordo di quegli anni, tutto era nuovo, entusiasmante e dell&#8217;architettura percepivo solo il meglio. In questo periodo ho conosciuto Benoit ed il nostro tandem è cominciato lì. Nel 2001 abbiamo iniziato la nostra attività.  Siamo stati menzionati nel concorso Future Vision Housing in Austria, in seguito Europan, poi quinti al concorso per il polo dell&#8217;innovazione e del lavoro di Milano, nel frattempo realizzavamo piccoli progetti fino al giorno in cui il ministero della cultura francese ci ha inserito nei &#8220;Nouveaux Albums des jeunes architectes&#8221;. Fantastico! Essere nominato negli Albums vuol dire far parte delle promesse dell&#8217;architettura francese. Per i giovani studi di architettura in Francia questo riconoscimento è un vero trampolino, tutti i grandi architetti francesi sono stati selezionati nei NAJA.<br />
Il programma a cura del Ministero della Cultura e della Comunicazione è semplice: creare una &#8220;vetrina&#8221; per i prescelti, al fine di farli accedere a delle commesse pubbliche. &#8220;Vetrina&#8221; vuol dire mostre, stampa, presentazioni ufficiali con gli attori della scena immobiliare francese, conferenze, etc. La Francia è l&#8217;unico paese con questo tipo di promozione per i giovani architetti e per questo è da ammirare.<br />
<strong>Cosa possiede il paese in cui siete che in italia manca?</strong> Non ho avviato l&#8217;attività in Italia, da un lato perché vivevo già a Parigi, dall&#8217;altro perché all&#8217;inizio c&#8217;è bisogno di inquadrarsi ed il sistema francese mi sembrava molto più accessibile di quello italiano.<br />
<strong>Consigli per giovani architetti? </strong> Abbiamo scritto un libro, YOU CAN BE YOUNG AND AN ARCHITECT, nel quale spieghiamo come abbiamo iniziato e come ci siamo inseriti nel sistema!!! Invitiamo i giovani architetti e in particolare i giovanissimi, ancora studenti a leggerlo. Il libro è edito in italia da Silvana Editoriale.<br />
&#8221; L&#8217;obiettivo di questo libro è di mostrare ciò che non si legge mai nelle pubblicazioni di architettura: gli errori da non commettere, e qualche consiglio a giovani architetti che, come noi, hanno deciso di lanciarsi.<br />
Il racconto prende la forma di un&#8217;agenda illustrata, in cui vengono scanditi i vari episodi del nostro percorso e di quello degli studi che hanno contribuito ad arricchire la nostra testimonianza. Percorrendo il libro si capisce fino a che punto la professione sta cambiando, di pari passo con i mezzi e le tecnologie a disposizione: la comunicazione acquista un ruolo di primo piano nello sviluppo di uno studio, come pure il lavoro in rete.&#8221;<br />
Per molti versi, YOU CAN BE YOUNG AND AN ARCHITECT è una sorta di psicoterapia professionale.<br />
Come dimostrano le testimonianze raccolte in questo racconto, i giovani studi di architettura hanno perso un po&#8217; di ingenuità e di freschezza e per sopravvivere sono diventate &#8220;piccole imprese&#8221; dotate di una coscienza acuta delle leggi del mercato, con un&#8217;immagine immediatamente leggibile e traducibile su un sito internet o in un dossier di candidatura.</p>
<p><a href="http://www.lan-paris.com">LAN Architecture</a> è stato creato nel 2002 da Benoit Jallon e Umberto Napolitano, architetti laureati all&#8217;Ecole d&#8217;Architecture de la Villette di Parigi nel 2001. Il lavoro di LAN Architecture è stato selezionato dal ministro della Cultura francese per il riconoscimento dei &#8220;Nouveaux Albums des Jeunes Architectes&#8221; nel 2004.<br />
Benoit Jallon e Umberto Napolitano si sono incontrati mentre studiavano ad un seminario franco-americano. Entrambi hanno collaborato con diversi studi di architettura internazionali vincendo parallelamente numerosi concorsi di idee. Incoraggiati dai risultati, i due architetti, decidono di associare le loro competenze e di confrontare le loro idee, creando la propria struttura nel 2002. Il nome che hanno scelto rispecchia il loro approccio: &#8220;LAN&#8221; Local Architecture Network.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-5721" title="Portrait- LAN Architecture" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2009/09/Portrait-LAN-Architecture-530x353.jpg" alt="Portrait- LAN Architecture" width="530" height="353" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5724" title="42_393_img-538x324" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/09/42_393_img-538x3241.jpg" alt="42_393_img-538x324" width="530" height="319" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5725" title="35_286_img-431x324" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/09/35_286_img-431x3241.jpg" alt="35_286_img-431x324" width="530" height="398" /></p>
<p>::</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/sonounribellemamma">Andrea Franceschi</a> e <a href="http://www.flickr.com/giacomobecks">Giacomo Beccari</a> sono architetti laureati presso l’Università degli Studi di Ferrara dopo una migrazione a Madrid sono tornati Bologna dove continuano ad osservare transumanze architettoniche.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ecosistemaurbano.org/italiano/lan-architecture-migration-as-mutation/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

