“ All’indomani dell’ approvazione della delibera del Consiglio Comunale che sancisce la vendita del patrimonio immobiliare ATAC il Deposito Liberato di San Paolo invita tutte e tutti a riconquistare la città!”
In un momento in cui i processi di partecipacione ci vengono praticamente imposti dalla comunità europea diviene urgente interrogarsi su quali siano i metodi ed i meccanismi che posso attivare una reale partecipazione e renderla efficace. Mentre da un lato urbanisti e sociologi, producono manuali e carte della qualità che raramente vengono letti da architetti, come gia visto alla biennale dello spazio pubblico, i giovani si lanciano, altrettanto alla cieca, in esperimenti di attivazione di coscienza sociale. A mio parere, e come ho sperimentato nel workshop festarchlab di Terni, il salto nella qualità della partecipazione sta tutta in questo scarto tra un processo partecipativo offerto dall’alto in cui un tecnico si rivolge ai cittadini chiedendo “ in che modo possiamo aiutarvi a migliorare la vostra qualità della vita” e all’ azione, in cui qualcuno scende in strada e comincia a fare qualcosa di riconoscibile come “stiamo cercando di migliorare il nostro ambiente pubblico, come puoi aiutarci a fare la cosa giusta?”. La differenza sta nell‘umiltà del “propositore” e nella responsabilizzazione di tutti i partecipanti che è la base della comunità, e che diventa più forte nei momenti di difficoltà. Il caso del Deposito pieno di Idee è di questo secondo tipo .
Attraverso un molteplice processo di riscoperta e stimolazione durato diversi mesi durante l’inverno e la primavera del 2011 Orizzontale si è proposto di dare nuova vita ad alcuni tra gli “oggetti dimenticati” che affollano la città. Con ciò intendiamo sia il luogo sul quale abbiamo operato che gli oggetti e i materiali di scarto che costituiscono la fonte primaria per il nostro lavoro, ma anche le relazioni sfilacciate e incerte che caratterizzano i nostri quartieri e persino idee perdute o dimenticate, soprattutto l’idea di uno spazio comune.
Per la nostra sezione #followarch #web, oggi presentiamo GlückChannel.
Perché GlückChannel?
Sarebbe lungo il discorso per spiegare i molti motivi che ci hanno spinto a creare una webtv che si occupasse di architettura. Uno su tutti, che racchiude sicuramente il nostro pensiero, è quello di voler dimostrare che questa professione è in grado di dare risposte alla necessità di uno sviluppo più sostenibile del pianeta attraverso l’osservazione e l’analisi del territorio e delle relazioni sociali che in esso si creano per poterne capire le potenzialità e le dinamiche latenti.
Per la nostra sezione #followarch #web, oggi presentiamo Paesaggio Critico.
Paesaggio Critico nasce dopo l’amara constatazione che l’architettura del paesaggio è pressochè assente nell’abito culturale italiano. Questo fatto è evidente ogni qual volta non è possibile reperire libri e pubblicazioni di paesaggio diverse dalle riviste “da guardoni” da guardare distrattamente, ci racconta Francesco Tonini, architetto del paesaggio e fondatore del blog che vi presento oggi.
Francesco assieme a Luca Dionisi e Gabriele De Sanctis, di Garage Paesaggio sono tra i primi architetti del paesaggio prodotti dall‘università di Roma, Ludovico Quaroni, ed anche tra gli ultimi. Il percorso di studi, 3+2, in progettazione dei giardini e paesaggio, che li ha resi tra i pochi italiani con i requisiti per l’iscrizione all’EFLA, tra cui appunto un percorso di studio minimo di 4 anni, si è gia dissolto nell’ennesimo ri-ordinamento degli studi.
Dopo un po’ di attesa, come le cartoline delle vacanze estive che immancabilmente arrivavano ad autunno inoltrato, sono arrivate le interviste (che presto pubblicheremo nella nostra web-tv) raccolte alla Prima Biennale dello Spazio Pubblico, organizzata dall INU, a Roma dal 12 al 14 maggio scorso.
Una biennale che ha ridotto al minimo le formalità, a partire dalla sede, le aule della facoltà di Architettura di Roma3 in pieno cantiere; per cui sono stati pochissimi gli inviti ufficiali, ed i mezzi e tanto il volontariato. Una volontà di partecipare che ha stupito gli stessi organizzatori della segreteria tecnica, che puntavano alla metà dell’affluenza verificatasi, confessando di non aver voluto spingere troppo sul fronte diffussione mediatica, per timore di non poter gestire grandi affluenze. Ma l’evento che Mario Spada da affettuosamente defino “Woodstock dello Spazio Pubblico” ha funzionato nonostante il caldo, la polvere ed il rumore.
Non sarà una vigilia tranquilla per l’Agcom: sarà, piuttosto, “La Notte della Rete”. Il 5 luglio, a 24 ore dall’approvazione della Delibera definita “ammazza-Internet” dai blogger italiani, artisti, esponenti della rete, leader politici, cittadini e utenti del web si troveranno a Roma per una no-stop contro il provvedimento.
L’evento si svolgerà martedì 5 luglio dalle 17.30 alle 21 presso la Domus Talenti a Roma ( via delle Quattro Fontane, 113 ) partecipa anche tu alla nostra mobilitazione. Fai sentire la tua voce!
In occasione del festival di arrampicata libera, la video installazione “tempora et auris”di Sara Maino (Arco, 1970) si ispira alla stratificazione della memoria sonora espressa dai luoghi simbolo del Bosco Caproni di Arco: la falesia, dedicata all’arrampicata sportiva, e le cave di oolite, usate per l’estrazione della pietra dalla metà dell’Ottocento fino alla seconda metà del Novecento. Le impronte sonore udibili nell’installazione contraddistinguono tre epoche: il tempo in cui quel luogo era il fondale di un antico mare; l’epoca moderna, in cui il luogo era sfruttato per l’estrazione della pietra; l’epoca attuale, in cui al suono degli scalpellini è stato sostituito il suono degli attrezzi degli arrampicatori che lo usano come palestra di roccia.
L’esposizione si inaugurerá il 9 luglio; sará visitabile fino al 21 agosto 2011.
- a cura di Giovanna Nicoletti.
Durante lo scorso mese di marzo, ho avuto il piacere di partecipare all’evento Architects meet in Selinunte, organizado in Sicilia dall’ Associazione Italiana di Architettura e Critica (AIAC). In quella occasione ho avuto modo di conocere diverse persone e progetti veramente interessanti. Tra questi voglio evidenziare il progetto “Bene Collettivo” di Palermo di cui mi parlarono Fabio e Cinzia, ai quali mando un saluto da Madrid.
Il Comitato per il Bene Collettivo Sicilia è uno strumento di sensibilizzazione e di azione (conoscere, vigilare, proporre, partecipare) creato dai cittadini per riorganizzare, in direzione del “Bene Collettivo”, la comunità Sicilia relativamente alla gestione e all’amministrazione dei suoi beni comuni.
L’azione si concentra su una piccola porzione della vasta Piazza del Popolo: piccola perché non è la quantità di spazio a fare la differenza, ma l’intensità con cui pochi metri quadri vengono utilizzati.
Il lancio contemporaneo di 753 palloncini rossi (numero non casuale, visto che la fondazione di Roma risale proprio al 753 A.C) intende produrre un cortocircuito temporale durante il monotono viavai in una delle piazze più simboliche della capitale.
L’Istituto Cervantes di Roma, Mancosu Architectural Book, l’Associazione Italiana di Architettura e Critica_presS/Tfactory, le riviste presS/Tletter e presS/Tmagazine presentano:
ARCHITETTI ITALIANI IN SPAGNA OGGI
tavola rotonda + presentazione libro + mostra
Roma, 21 giugno 2011
Istituto Cervantes di Roma
Sala Mostre, Piazza Navona 91
Una iniziativa di Graziella Trovato (E.T.S.A.M. Universidad Politecnica de Madrid) e dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica (AIAC)
Il libro e la mostra ARCHITETTI ITALIANI IN SPAGNA OGGI evidenziano il contributo degli architetti italiani alla produzione architettonica spagnola contemporanea.
Sono stati scelti 19 studi di architettura che hanno prodotto opere significative nel panorama architettonico internazionale: Claudia Bonollo, Ciszak Dalmas, Daria De Seta, Estudio Barozzi Veiga, Ecosistema Urbano (Domenico Di Siena), EMBT (Benedetta Tagliabue), Patrizia Falcone, Elena Farini, FondaRIUS, Emanuela Gambini, gravalosdimonte arquitectos, L.O.L.A. (local office for large architecture), MAB Arquitectura, Enrica Mosciaro, myrA (arquitectos), Nábito Architects, PiSaA, Teresa Sapey, Solinas + Vert. Sono architetti di generazioni diverse che vivono in Spagna da un diverso numero di anni e che hanno per questo prodotto architetture di svariata scala, definizione e tendenza. Se i più veterani si sono affermati soprattutto grazie agli incarichi diretti, pubblici e privati, e al prestigio acquisito in un campo determinato, i giovani emergono attraverso i concorsi, a cui si dedicano con grandissimo sforzo e precisione.
Il libro, che è il secondo di una serie di iniziative editoriali nate dalla collaborazione tra l’editore Carlo Mancosu e l’AIAC, finalizzate alla promozione dell’architettura italiana realizzata anche all’estero, è stato curato da Graziella Trovato che è anche la curatrice della mostra.
Nella nostra sezione #followarch, oggi abbiamo il piacere di aggiungere una fantastica chiacchierata con lo studio “Controprogetto: la cultura del fare per diffondere senso di appartenenza“.
Controprogetto è nato nel 2003, quando i suoi 4 componenti ancora studenti, entrarono a far parte del popolo di associazioni, artisti ed artigiani che dagli anni 80 animava la Stecca degli Artigiani, ex fabbrica del Quartiere Insula di Milano. Destinata alla demolizione da un grande progetto urbanistico, nel 2003 La stecca degli Artigiani divenne il luogo di riferimento per coloro che sperimentando una riqualificazione urbana partecipata, sognavano un contro progetto per il quartiere.
Sabato 28 maggio Ecosistema Urbano partecipa all’evento Cairano 7x nella sezione: microcosmi eccellenti.
Si parlerá di:
comunità, trasformazione, sviluppo locale
L’edizione 2011 di Cairano 7x si apre il 27 maggio con l’incontro di architettura naturale Microcosmi eccellenti _comunità, trasformazione, sviluppo locale_ promosso da ANAB associazione nazionale architettura bioecologica
comunità
Un incontro di architettura per parlare di un’idea, l’architettura naturale, forte e giusta ma non compresa dal comune sentire, non praticata, anzi osteggiata, contrastata, per promuoverla perché venga accolta, riconosciuta e applicata, un’idea appassionante….
Un incontro di architettura per comprendere, condividere, partecipare le rapidissime trasformazioni dell’ambiente costruito, questa incontrollata accelerazione: costruiamo sempre, ovunque e comunque, produciamo qualsiasi inutile cosa, consumiamo, scartiamo, abbandoniamo…
trasformazioni
Un incontro di architettura per fare movimento di resistenza alla sovra crescita urbana e alla sovra produzione edilizia contro un’aggressione non percepita ma più devastante di una guerra che distrugge suolo fertile costato fatiche millenarie all’uomo e alla natura.
Un incontro di architettura per discutere di progetto militante, nuovo monachesimo di sobrietà per riscrivere lo spartito contemporaneo della musica del territorio dell’uomo contro la crisi culturale / economica che produce appiattimento e acquiescenza invece che opportunità, rinnovamento, nuove idee.
Un incontro di architettura per applicare la cura della natura a un ambiente / territorio / città che ha perso equilibrio e salute, per dare sostanza all’architettura naturale per decifrarne il codice genetico, per interpretare informazioni, capire relazioni, leggere emozioni, indagare cambiamenti, codificare usi, modi, tempi.
Vogliamo dare visibilità a un’inziativa stupenda. Pubblichiamo il comunicato stampa degli organizzatori di Lo Sbarco:http://www.losbarco.eu/
La continua minaccia ai danni dei nostri diritti sociali e civili, che ogni giorno vengono svuotati sempre più del loro valore, e il progressivo imbarbarimento che si sta operando ai danni della nostra terra ci spingono ad alzare la voce, non solo ad indignarci, ma anche a organizzare delle attività di protesta in difesa del nostro Paese.
Vogliamo rifarci all’esperienza deLo Sbarco, la nave chel’anno scorso ha rivendicato i diritti che progressivamente stanno venendo meno in Italia e che da Barcellona è arrivata a Genova. Anche noi vogliamo organizzare una nave che parta da Barcellona e arrivi in Italia, a Civitavecchia, come atto simbolico che richiami l’attenzione di tutti sull’ennesima minaccia: quella di vedere definitivamente svuotato di senso e di importanza l’Istituto del Referendum e la partecipazione democratica dal basso. Ci appare assurdo, infatti, che di questi Referendum in Italia si parli solo per via della catastrofe nucleare giapponese, e non si crei un ampio dibattito nell’opinione pubblica generale sui tre temi su cui ci troveremo a esprimerci.
Lo stato degli spazi pubblici nei quartieri romani vive da anni un processo di abbandono e dismissione. Il totale disinteresse delle amministrazioni, la realizzazione seriale di piazze e parchi senz’anima, una serie di norme e ordinanze che proibiscono le più normali attività, hanno progressivamente allontanato gli abitanti dagli spazi della città e lasciato il parcheggio come ultima e unica attività legittima nello spazio pubblico.
Nel tentativo di affrontare e invertire questo stato di cose Orizzontale sta contribuendo da più di 6 mesi alla costruzione di un nuovo Luogo Comune. Largo Bartolomeo Perestrello al Pigneto, abbandonato da 7 anni e chiuso all’uso pubblico, sta per essere ri-acceso grazie alla convergenza di innumerevoli realtà locali in un progetto di riattivazione urbana.Il lungo processo che ha visto lavorare assieme comitati, associazioni, gruppi spontanei e normali cittadini si concluderà il prossimo Sabato 28 Maggio con una grande festa di riappropriazione e inaugurazione.
Nella nostra sezione #followarch, oggi abbiamo il piacere di aggiungere una fantastica chiacchierata con lo studio TAM associati.
“TAM sostiene una cultura dei diritti
TAM partecipa ad uno sviluppo responsabile [...]”
Lo studio TAM associati si definisce un “progetto collettivo che unisce professionisti attivi nei campi dell’architettura, dell’urbanistica, della progettazione del paesaggio, della conduzione di processi partecipativi e didattici, della grafica e della comunicazione sociale” operativo come studio dal 1989 con sedi principali a Venezia, Bologna, Parigi.
Oggi vi presentiamo una straordinaria iniziativa che sta creando nuove opportunità per migliorare attività sociali e reti di collaborazione in un municipio della Capitale. Si tratta del progetto “Vivere il Municipio Roma 6″, basato su una mappa interattiva online, che nasce con l’obiettivo di far conoscere e mettere in rete associazioni, attività commerciali, realtà produttive ed artistiche, attività legate al benessere, all’enogastronomia e all’ospitalità, luoghi d’interesse presenti nel Municipio Roma 6. La costruzione comune di questa mappa vuole stimolare la partecipazione degli abitanti al fine di condividere le risorse creative, socio-economiche, storico-culturali, naturalistiche ed archeologiche del territorio anche al di là dei suoi confini. Questo spazio collaborativo permette di scambiare varie informazioni ed esperienze, caricare foto e video e si configura come un geoblog, capace di creare conoscenza, collaborazione ed attivismo locale.
Ecosistema Urbano é stato invitato a coordinare un laboratorio (FESTARCH-LAB) all’interno del Festival Internazionale di Architettura, diretto da Stefano Boeri, FESTARCH 2011 (festarch.it) che si svolgerà in diverse località dell’Umbria (Terni, Perugia e Assisi) dal 26 maggio al 5 giugno 2011.
Il laboratorio che coordineremo si incentrerà sulla sperimentazione della complessità urbana attraverso l’interazione con la città ed i suoi cittadini. Allo stesso tempo affronteremo possibili soluzioni creative e partecipative alle varie situazioni della realtà urbana contemporanea.
Laura (36 anni ) e Paola ( 29 anni) si sono conosciute un anno fa, quando una aveva la “P.I. da qualche anno, e l’altra da pochi mesi” ci tengono a sottolineare. Perchè sebbene i loro percorsi lavorativi abbiano avuto tempi e luoghi diversi, e siano stati arricchiti da borse ed esperienze all’estero, la loro identità professionale si riduce ad una sequenza “ che solitamente è un pò uguale per tutti, di stage (anche senza rimborso spese) – ritenuta di acconto – contratto a progetto – iscrizione all’ordine – apertura partita iva – iscrizione inarcassa”.
Il loro incontro è avvenuto sul posto di lavoro, dove con la promessa di un ottima retribuzione è stato chiesto loro di emettere fattura, rinunciando a tutti i benefici di un lavoro dipendente: malattia, vacanze, contributi; senza godere di fatto di nessuno dei valtaggi e della flessibilità di cui gode un libero professionista. “abbiamo lavorato senza contratto di consulenza per 5 mesi e visto che le nostre fatture emesse non venivano pagate allo scadere dei 30gg, abbiamo chiesto un contratto, che ci è stato inviato bel e fatto senza poter procedere a nessuna forma di contrattazione”. Da allora sono passati (non troppo) tempo e più di un lavoro, ma la condizione di libero professionista gli è rimasta addosso, come a moltissimi loro colleghi. Così nasce IVA.
Abbiamo il piacere di presentare una nuova collaboratrice di Ecosistema Urbano: Lina Monaco.
Lina Monaco ha conseguito la Laurea Magistrale in Progettazione Architettonica , presso l’università di Roma 3 nel 2009, romana, tuttora svolge la sua attività professionale di architetto a Roma.
Nel 2005 studiando a Barcelona, presso l’ETSAV, UPC, incomincia ad interessarsi agli studi urbani ed alla progettazione dello spazio pubblico finchè nel 2007 sceglie di incentrare la sua Tesi di Laurea, sull’Idea di Quartiere.
L’Associazione Italiana di Architettura e Critica (AIAC) con il supporto operativo di presS/Tfactory organizza dal 10 al 14 marzo 2011 il secondo convegno internazionale di architettura dal titolo Architects meet in Selinunte: prospettive per il prossimo futuro.
Tre i sottotemi:
- nuova semplicità, ecologia e postdigitale
- (dis)identità
- coinvolgimento sociale e back to politics.
Un flusso ininterrotto di informazioni.
La corrente principale del flusso è la presentazione dei TALENTS, gruppi under 35 provenienti da tutto il mondo: Altroom (Ukraine), BiCuadro (Italy), Blaf Architecten (Belgium), Boundary Unlimited (Taiwan-Netherlands), Antonino Cardillo (Italy), Demo Architects (Netherlands-Italy), Design Ether (India), Frida Escobedo (Mexico), Gilad-Shiff Architecture (Israel), Ia-Architectures (Francia), Jojko+Nawrocki Architects (Poland), Francesco Librizzi (Italy), Moya Trovato Arquitectos (Spain), Annette Pui Man Chu (Hong Kong), Beatriz Ramo – STAR (Netherlands-Spain), Roman Rutowsky (Poland), Urbantainer (South Korea), Tom van Malderen Architecture Project (Malta), Vicini TBR (Dominican Republic), Zero Architects (Italy).
L’Istituto Nazionale di Urbanistica (Commissione “Urbanistica partecipata e comunicativa”), l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), la Facoltà di Architettura di Roma Tre, e “Il giornale dell’Architettura” in collaborazione con l’Ordine degli architetti e la Casa dell’Architettura di Roma nell’ambito della 1° Biennale dello Spazio pubblico promuovono un concorso nazionale rivolto a progettisti, singoli o associati, che si sono distinti nella progettazione di spazi pubblici utilizzando metodi di coinvolgimento dei cittadini e degli stakeholders locali.
Il Concorso si prefigge di documentare e promuovere le buone pratiche di progettazione partecipata che hanno contribuito o potranno contribuire alla realizzazione di spazi pubblici di qualità.
Roma come Parigi, Londra, Madrid e altre capitali europee. Aree verdi abbandonate o parchi in cattivo stato di manutenzione, in centro e in periferia, sono il campo di sperimentazione di un nuovo modello di spazio pubblico di relazione a contatto con la natura che caratterizza l’ultima stagione dell’urbanistica romana. Cittadini e associazioni si mettono insieme per recuperare questi spazi abbandonati per piccoli orti urbani, aree gioco e ambiti dove camminare, riposarsi o semplicemente parlare. Sono oltre 100 siti. 65 censiti dal Comune di Roma come orti spontanei, e altri 50 censiti da studioUAP nella mappa interattiva disponibile on line “Zappata romana” (http://www.urbanarchitectureproject.org/).
Domenica 19 settembre 2010 si è tenuta a Ferrara l’iniziativa “Ricette Urbane”, promossa dall’Associazione ferrarese Basso Profilo assieme ad Arci Ferrara, nell’ambito del progetto Rigenerazione Urbana.
“Ricette urbane” è una cena di quartiere, organizzata in un tratto della strada ferrarese Carlo Mayr , che per l’occasione è stata allestita con tavoli e sedie, rivolgendo a residenti, commercianti, “street user” l’invito a portare qualcosa da mangiare e da bere per condividere il momento della cena sedendosi tutti attorno allo stesso tavolo. L’intenzione dell’iniziativa è stata quella di promuovere un uso diverso di un luogo centrale della città, incentivando la socialità tra gli abitanti del quartiere e i suoi fruitori.
E’ da quando siamo tornati dall’esperienza a Madrid che ci interroghiamo sul continuo migrare degli architetti italiani all’estero
Mi|gra|zió|ne s.f.
1 CO il migrare e il suo risultato
2a TS antrop., spostamento da un luogo a un altro di un popolo, di una nazione, di una tribù alla ricerca di migliori condizioni di vita
2b TS sociol., emigrazione, provvisoria o definitiva, da un luogo a un altro di una parte significativa della popolazione attiva, causato da ragioni economiche
3 TS zool., spostamento compiuto da alcune specie animali e determinato da vicende stagionali, necessità alimentari o riproduttive.
[def. dizionario De Mauro]
Visto il successo di questa rubrica siamo stati invitati dalla rivista Krill [Lupo Editore] a pubblicare le interviste, comparse fino a questo momento sul blog di ecosistemaurbano, all’interno del secondo numero che ha come tema “la Fuga”. Con grande piacere abbiamo messo a disposizione il materiale raccolto per questo progetto dal tema così attuale.
La parola fuga risuona da ogni parte. Fughe sono gli spostamenti, le migrazioni di uomini e donne. Ogni viaggio, come ogni atto creativo è, in un certo senso un fuggir via.Intanto nel quotidiano, ciascuno è impegnato nella ricerca delle proprie personali evasioni, sebbene il nostro mondo non sembra più prospettare alcun altrove… tutto lascia pensare che siamo in costante, spasmodica ricerca della luce verde con la scritta escape.
Ecosistema Urbano partecipa all’interessante evento che partirà fra soli tre giorni a Roma. Si tratta della Festa dell’Architettura di Roma “Index Urbis” a cura di Francesco Garofalo, e patrocinata dall’Istituto Nazionale di ArchitetturaIN/ARCH Lazio .
I Park Art è un progetto di guerrilla creativa urbana che promuove la ri-appropriazione dello spazio pubblico attraverso l’azione artistica.
“ L‘idea si basa sull’offerta temporanea di uno spazio espositivo in una parte circoscritta della città, e si traduce nell‘ occupazione temporanea di un parcheggio pubblico, utilizzato non al fine di far sostare un auto bensì per esporre un’ opera. Elemento base è l‘utilizzo a tale scopo di un parcheggio a pagamento: tramite il pedaggio si stipula difatti un contratto che prevede l’occupazione temporanea di una data porzione di suolo, formalmente adibita a parcheggio auto, ma per la quale la norma non dichiara esplicitamente quale debba essere “l‘oggetto” da parcheggiare.
L’operazione quindi legalizza l‘occupazione temporanea di un’area veicolare e I Park Art la adibisce a spazio creativo. L’ esigenza nasce dall‘ analisi della città contemporanea che vede sempre più, da parte delle automobili, l’occupazione massiva del suolo: attraverso l’utilizzo di parte di questo spazio, per esposizioni artistiche temporanee, si amplifica la possibilità di sviluppare quel fenomeno che la sociologia urbana definisce serendipity, la capacità cioè di suscitare stupore davanti a qualcosa di inaspettato.
E’ da quando siamo tornati dall’esperienza a Madrid che ci interroghiamo sul continuo migrare degli architetti italiani all’estero
Mi|gra|zió|ne s.f.
1 CO il migrare e il suo risultato
2a TS antrop., spostamento da un luogo a un altro di un popolo, di una nazione, di una tribù alla ricerca di migliori condizioni di vita
2b TS sociol., emigrazione, provvisoria o definitiva, da un luogo a un altro di una parte significativa della popolazione attiva, causato da ragioni economiche
3 TS zool., spostamento compiuto da alcune specie animali e determinato da vicende stagionali, necessità alimentari o riproduttive.
[def. dizionario De Mauro]
Partendo da questa definizione pubblichiamo di seguito l’intervista allo studio fondaARIUS
El sabato 20 Marzo 2010 nelle strade del Pigneto il cottettivo “Orizzontale” ha organizzato una manifestazione-evento per la riscoperta dello spazio pubblico.
Il quartiere del Pigneto si caratterizza per essere una delle realtà più dinamiche della situazione romana. Periferia storica di Roma, a causa della progressiva espansione della vita della città fuori dal centro, il quartiere è stato interessato negli ultimi anni da profondi sconvolgimenti che vedono la sostituzione della popolazione storica con nuove categorie di abitanti, nello specifico studenti, giovani lavoratori e migranti. A fronte di una massiccia riqualificazione della zona più vicina al centro, interessata da pesanti interventi di riqualificazione speculativa accompagnati dalla creazione di un’isola pedonale e dalla nascita di numerose attività commerciali di livello comunale, la restante parte del quartiere è quasi completamente priva di nuovi servizi e di interventi di riqualificazione, nonostante accolga la stragrande maggioranza degli abitanti.
In questa parte di città, così vicina alle nuove dinamiche della vita romana eppure apparentemente abbandonata a sé stessa, Orizzontale decide di organizzare un evento della durata di un giorno, con l’obiettivo di proporre nel quartiere una nuova visione dello spazio pubblico. L’obiettivo è quello di far scaturire una riflessione sullo spazio pubblico e di coinvolgere la cittadinanza in una piccola manifestazione di sensibilizzazione e di scambio. Il principale obiettivo in questo senso è stato quello di instaurare un dialogo, seppur effimero, con gli abitanti del quartiere, per parlare direttamente con loro dei problemi individuati, verificare le nostre ipotesi, e inventare insieme dei percorsi condivisi.
I soggetti che sono stati coinvolti nel progetto sono, oltre ai membri del collettivo:
- lo studio di architettura Officina Fortebraccio e la Casa dell’Architettura di Roma, che hanno concesso di ri-utilizzare il materiale usato nell’allestimento di un’esposizione;
- il Sesto Municipio di Roma, che ha gentilmente concesso l’occupazione dello spazio pubblico in questione;
- CSOA “exSnia“, che ha ospitato fornendoci gli spazi per lo stoccaggio e l’assemblaggio degli arredi e dei giochi;
- le associazioni che operano sul territorio, in particolare il Comitato di Quartiere del Pigneto, che ha aiutato nella divulgazione dell’iniziativa tra gli abitanti;
- gli abitanti del quartiere, che sono intervenuti numerosi, confermando l’importanza del tema e garantendo in questo modo la riuscita del nostro progetto.
Aspetto economico
L’iniziativa è stata programmata e portata a termine interamente a costo zero, grazie all’occasione concessaci dalla disponibilità del materiale di base (cartone) e dalla disponibilità del Sesto Municipio il quale ha esonerato a “Orizzontale”, riconoscendo la specificità della situazione, dal pagamento delle tasse sull’occupazione del suolo.
Fondamentale da questo punto di vista è stata anche la presenza sul territorio e la disponibilità della struttura autogestita “exSnia”, che ha offerto l’opportunità di conservare il materiale e lavorare alla costruzione delle strutture utilizzate. Il materiale principale, i cartoni, provengono dall’allestimento di una esposizione, alla fine della quale, nonostante si trovassero ancora in ottime condizioni, dovevano essere gettati al macero.; ottima possibilità di utilizzare questo eccezionale materiale re-inventando un uso possibile e senza dover affrontare né costi finanziari, né, ancor più importante, costi ambientali.
Principi
L’architetto, soprattutto quando opera a scala urbana, si trova a lavorare all’interno di scenari che presentano un forte tasso di immobilità. Questa caratteristica risulta spesso essere il primo e più importante problema di coloro i quali si propongono di affermare diverse visioni dello spazio urbano e di proporre un cambiamento.
I sistemi urbani, con le loro burocrazie e le produzioni discorsive che li investono, presentano sempre un’altissima inerzia, e sembrano resistere in modo molto rigido al cambiamento, soprattutto quando questo si delinea come controtendenza rispetto al processo globale di individualizzazione dell’esistenza e sparizione degli spazi pubblici e collettivi.
L’obiettivo del collettivo “Orizzontale” è intervenire in questo panorama ribaltando l’approccio. Per quanto gli obiettivi materiali possono sembrare a prima vista limitati, la grande differenza con le procedure standard, incentrate in massima parte sul momento del progetto, consiste nello spostare il baricentro verso l’azione e la realizzazione.
Fasi
Le fasi che hanno caratterizzato il processo sono principalmente l’individuazione del luogo, il reperimento di contatti sul territorio, il reperimento del materiale, l’attivazione di dinamiche ludiche e giocose per la produzione delle strutture in cartone, l’attivazione di un canale istituzionale presso il Municipio, la pubblicizzazione, l’azione vera e propria ed un momento finale di riflessione e di narrazione multimediale dell’esperienza.
Partecipazione Pubblica
Il metodo adottato fa della partecipazione la sua cifra caratteristica, spingendosi un passo oltre rispetto alle pratiche correnti nel mondo della progettazione e ri-progettazione della città. Infatti mentre queste si articolano attorno al tema della partecipazione da parte degli utenti al processo di progettazione eseguito dai tecnici, in questo caso si vuole sperimentare la partecipazione dei tecnici alla vita dei cittadini. Trovandosi ad operare nella città piuttosto che su di essa, si raggiunge l’obiettivo di acquisire conoscenze ed esperienze completamente diverse sul tema dello spazio urbano e di sviluppare una visione radicalmente nuova dello spazio pubblico sul quale ci si propone di operare. L’esperienza diretta diventa allora il cavallo di battaglia, e si raddoppia, trasformandosi in una reciproca esperienza sia de tecnici che degli abitanti della città.
Risultati
I risultati dell’iniziativa sono stati ampiamente soddisfacenti. Innanzitutto per quanto riguarda l’obiettivo diretto dell’azione: lo spazio, normalmente adibito al parcheggio abusivo di motorini, a distanza di tre settimane non è ancora ricaduto in questa distorsione funzionale. Questo fa sperare in un “riorientamento gestaltico” avvenuto nella visione degli abitanti del quartiere.Per quanto riguarda la nostra crescita personale il progetto ha raggiunto, oltre alla formazione del collettivo stesso, la creazione di un importante network di persone con comuni interessi e desiderio di lavorare sui medesimi temi.Dal punto di vista specificamente architettonico per noi è stata un’esperienza di inestimabile valore dal momento che ci ha dato la possibilità di interagire direttamente con la città e non, come accade di solito, con una molteplicità di sue rappresentazioni.
Dopo il successo del primo numero uscito durante la scorsa estate, FFF torna ad alimentare nuovi visioni culturali e scenari progettuali alternativi per Firenze. Come la bistecca che campeggia sulla copertina, FFF “è al sangue!”, in libreria e adesso anche in edicola.
City Room é il marchio che gli studenti dello IED di Roma hanno creato durante il workshop diretto da Ecosistema Urbano (Domenico Di Siena).
Il titolo del workshop era: Roma Città Open Source - Rimettiamo “in gioco” il codice di programmazione della città aperto alla partecipazione di tutti i cittadini.
La presentazione del workshop: Il workshop sará un momento di riflessione, di proposta e soprattutto di azione, sugli spazi pubblici della città abbandonati e dimenticati; in particolare si presterà attenzione agli aspetti della mobilità, della gestione dei residui, dell’ acqua, dell’ energia, dell’ educazione ambientale e delle reti sociali esistenti in loco.
Promuoveremo azioni nel tessuto urbano consolidato, dove “piccole proposte” possono generare grandi cambiamenti e aumentare la complessità urbana. L’obiettivo del workshop sará dare vita ad azioni capaci di rivitalizzare uno spazio pubblico urbano coinvolgendo nel contempo gli abitanti del luogo. In questo modo si gettano le basi per una città dove i cittadini abbiano un ruolo attivo nella creazione dello spazio pubblico e nei processi di decisione locale.
Al via la seconda edizione di Ecopolis, la manifestazione internazionale dedicata ai temi dell’ambiente urbano e della sostenibilità, promossa da Fiera Roma e dalla Camera di Commercio di Roma, con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e di Unioncamere, e con l’adesione del Presidente della Repubblica.
Per sottolineare la sua missione, quest’anno Ecopolis si svolge in partnership con il Premio Impresa Ambiente, il più alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un’ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale, quest’anno alla sua quarta edizione.
Durante l’ultimo workshop che Ecosistema Urbano ha coordinato a Roma su invito del Istituto Europeo di Design ho avuto il piacere di conoscere una interessantissima iniziativa animato da persone con una enorme energia e una straordianria voglia di “mettere mano” ad una città praticamente immobile come è Roma.
Si tratta di un’iniziativa promossa da: Orizzontale – collettivo di azione metropolitana
Sabato 20 Marzo 2010 dalle 9.00 alle 19.00
Incrocio tra via Alberto da Giussano e via Conte di Carmagnola, Pigneto, Roma
Dal 22 al 26 febbraio 2010 sarò a Roma per un workshop presso la sede IED.
Il workshop sará un momento di riflessione, di proposta e soprattutto di azione, sugli spazi pubblici della città abbandonati e dimenticati; in particolare si presterà attenzione agli aspetti della mobilità, della gestione dei residui, dell’ acqua, dell’ energia, dell’ educazione ambientale e delle reti sociali esistenti in loco.