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	<title>ecosistema urbano &#187; blogs</title>
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	<description>sostenibilidad urbana creativa</description>
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		<title>IVA sei PARTITA</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 16:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IVA è [APPENA] PARTITA …MA VUOLE ANDARE LONTANO Laura (36 anni ) e Paola ( 29 anni)  si sono conosciute un anno fa, quando una aveva la “P.I. da qualche anno, e l’altra da pochi mesi” ci tengono a sottolineare. Perchè sebbene i loro percorsi lavorativi abbiano avuto tempi e luoghi diversi, e siano stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-14992" href="http://ecosistemaurbano.org/blogs/iva-sei-partita/attachment/cuserssonydocumentsdrawing1-model-1-2/"><img class="alignnone size-full wp-image-14992" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/iva-appello-titolo1.jpg" alt="" width="620" height="196" /></a></p>
<p><strong>IVA è [APPENA] PARTITA …MA VUOLE ANDARE LONTANO</strong></p>
<p>Laura (36 anni ) e Paola ( 29 anni)  si sono conosciute un anno fa, quando una aveva la “P.I. da qualche anno, e l’altra da pochi mesi” ci tengono a sottolineare. Perchè sebbene i loro percorsi lavorativi abbiano avuto tempi e luoghi diversi, e siano stati arricchiti da borse ed esperienze all’estero, la loro identità professionale si riduce ad una sequenza “ che solitamente è un pò uguale per tutti, di stage (anche senza rimborso spese) &#8211; ritenuta di acconto &#8211; contratto a progetto &#8211; iscrizione all&#8217;ordine &#8211; apertura partita iva &#8211; iscrizione inarcassa”.<br />
Il loro incontro è avvenuto sul posto di lavoro, dove con la promessa di un ottima retribuzione è stato chiesto loro di  emettere fattura, rinunciando a tutti i benefici  di un lavoro dipendente: malattia, vacanze, contributi; senza godere di fatto di nessuno dei valtaggi e della flessibilità di cui gode un libero professionista. “abbiamo lavorato senza contratto di consulenza per 5 mesi e visto che le nostre fatture emesse non venivano pagate allo scadere dei 30gg,  abbiamo chiesto un contratto, che ci è stato inviato bel e fatto senza poter procedere a nessuna forma di contrattazione”. Da allora sono passati (non troppo) tempo e più di un lavoro, ma la condizione di libero professionista gli è rimasta addosso, come a  moltissimi loro colleghi. Così nasce <span style="color: #993300;"><a href="http://ivaseipartita.blogspot.com/">IVA</a></span>.<span id="more-14973"></span></p>
<p><strong>IVA è partita</strong> per unire tutti i giovani architetti ed ingegneri che condividono la condizione di “professionista coatto ”, ma già con il primo passaparola ha trovato riscontro da diverse categorie come geologhi ed archeologi . A dimostrare che tale condizione non è che una altra forma di precariato non censito,  favorito dal vuoto legislativo lasciato tra il  d.lgs. 276/2003, che impedisce l’uso del contratto a progetto “nel caso in cui l’attività prestata dal collaboratore sia attinente all’albo professionale di iscrizione”.</p>
<p><strong>IVA  muove i primi passi</strong>. Sa che bisogna cambiare le cose prima di poter tornare a parlare di architettura, ma è necessario avanzare a piccoli passi. Il primo è sicuramente crescere, nel numero e nelle adesioni,  e per questo ha strutturato un <span style="color: #000000;"><a href="http://ivaseipartita.blogspot.com/p/questionario.html">questionario</a></span> che permetterà sebbene in proporzioni ridotte di valutare il polso della situazione.  Una volta consolidata potrà procedere ad azioni concrete, come la manifestazione che si è svolta il 9 Aprile a Roma, ma soprattutto con delle richieste esplicite, una lettera aperta da presentare all’Ordine degli Architetti tanto per cominciare, poi a passo seguirà passo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-14993" href="http://ecosistemaurbano.org/blogs/iva-sei-partita/attachment/manifestazione-9-aprile/"><img class="alignnone size-full wp-image-14993" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/manifestazione-9-aprile.jpg" alt="" width="620" height="293" /></a></p>
<p><strong>IVA vuole andare lontano</strong>. E la rete stessa comincia suggerire la direzione, attraverso le esperienze di chi ha lavorato all’ estero e partecipa al blog.<br />
La bussola punta verso nord, il sogno Olandese, con un contratto nazionale per gli architetti , terra promessa in cui  alla precarietà della libera professione corrisponde una congrua remunerazione.<br />
Per trovare la giusta rotta si  segue la traccia lasciata in Spagna dove 4 anni fa un collettivo Arquitectos Explotados nato con gli stessi obiettivi di IVA è riuscito a costituirsi come sindacato ( <span style="color: #993300;"><a href="http://www.sindicatoarquitectos.es/">SaE Sindicato de architectos de Espana</a></span>) e ad avviare delle trattative.</p>
<p><strong>IVA è un blog per l’architettura</strong>. IVA ci racconta che esistono ben 2 sindacati per tutelare i diritti degli architetti, sconosciuti ai più, e che il maggiore di questi, una volta contattato, sembrava ignorare la condizione dei falsi professionisti. Si tratta di un gap generazionale caratterizzato dalla sfiducia e dalla rassegnazione della nostra genezazione Under 40 e alimentato dalla disinformazione. Per questo uno degli obiettivi del blog “è quello di coinvolgere anche i sindacati (architetti/ingegneri) ed avviare un percorso insieme”per ripristinare “il ruolo del sindacato come parte attiva e ritrovare un luogo (tra tanti non-luoghi) di dialogo”. Nella creazione di questa coesione , secondo IVA, svolge un ruolo fondamentale Università, che dovrebbe preparare i  giovani architetti  al loro futuro  professionale non solo dal punto di vista tecnico.<br />
L’attuale condizione di precariato, sopprattutto se rapportata ai tempi dell‘architettura in Italia, di fatto inficia la qualità del lavoro, impedendo una reale competitività dell’ architettura italiana. Per questo per parlare di architettura bisogna prima di tutto parlare di architetti, smettendo di piangere sulla condizione della professione ma agendo e rivendicando dignità.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>[im]possible living</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 15:27:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
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		<category><![CDATA[creativity]]></category>
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		<category><![CDATA[city]]></category>
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		<description><![CDATA[Today we present [im]possible living: an interesting project made by Daniela Galvani and Andrea Sesta. &#8220;Abandoned buildings are everywhere: in city centers, suburbs, countrysides, mountains, seasides, everywhere! They are left there, day after day, night after night. They don’t scream, they don’t bleed, they just loose a little piece everyday, so you don’t really realize that a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Today we present <a href="http://www.impossibleliving.com/">[im]possible living</a>: an interesting project made by Daniela Galvani and Andrea Sesta.</p>
<p>&#8220;Abandoned buildings are everywhere: in city centers, suburbs, countrysides, mountains, seasides, everywhere! They are left there, day after day, night after night.</p>
<p>They don’t scream, they don’t bleed, they just loose a little piece everyday, so you don’t really realize that a certain place is falling down, until one day it’s impossible to recover it and the only thing that is possible to do is … breaking it down!!</p>
<p>How is our society managing those buildings? Most of the time it’s ignoring them, preferring to leave them behind and build new buildings instead! This approach it’s cheaper in the short term, but definitely it is not in the long run.<span id="more-11676"></span></p>
<p>There’s an enormous power trapped in those ruins and [im]possible living is a project that aims to free this power up!!  It won’t be an easy way, but we want to try to reverse this trend and give a new life to these places!!  The steps in front of us are very challenging, but we’re very excited about them:  :: build a worldwide database of abandoned buildings :: study sustainable projects in order to rescue them :: find investors for these projects :: realize the projects and give buildings a new life  We will try to involve in our cause as much people as we can, hoping  you will find this adventure exciting!!</p>
<p>Photographer, architects, engineers, investors, graphics, web developers, sociologists, lawyers or whatever you do … want to help us or maybe join us?</p>
<p>more info: <a href="http://www.impossibleliving.com/" target="_blank">www.impossibleliving.com</a></p>
<p><a href="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2011/01/menatwindows31.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-11679" title="menatwindows3" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2011/01/menatwindows31-620x664.jpg" alt="" width="620" height="664" /></a></p>
<p><a href="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2011/01/gutted_building_madrid_spain.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-11681" title="gutted_building_madrid_spain" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2011/01/gutted_building_madrid_spain-620x465.jpg" alt="" width="620" height="465" /></a></p>
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		<title>incompiuto siciliano</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 14:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<description><![CDATA[TESTO TRATTO DA PARCO ARCHEOLOGICO DELL&#8217;INCOMPIUTO SICILIANO Incompiuto Siciliano è un progetto di Alterazioni Video, composto da Paololuca Barbieri Marchi, Alberto Caffarelli, Matteo Erenbourg, Andrea Masu e Giacomo Porfiri, attivi tra Milano e New York, progettato in network con Enrico Sgarbi e Claudia D&#8217;aita i quali da oltre due anni stanno affrontando questo tema spinoso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-5525" title="cartellone_basilico" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2009/09/cartellone_basilico-365x237.jpg" alt="cartellone_basilico" width="365" height="237" /></p>
<p>TESTO TRATTO DA <a href="http://www.archinfo.it/parco-archeologico-dell-incompiuto-siciliano/0,1254,53_ART_198227,00.html">PARCO ARCHEOLOGICO DELL&#8217;INCOMPIUTO SICILIANO</a></p>
<p>Incompiuto Siciliano è un progetto di <a href="http://www.alterazionivideo.com">Alterazioni Video</a>, <span id="more-5526"></span>composto da Paololuca Barbieri Marchi, Alberto Caffarelli, Matteo Erenbourg, Andrea Masu e Giacomo Porfiri, attivi tra Milano e New York, progettato in network con Enrico Sgarbi e Claudia D&#8217;aita i quali da oltre due anni stanno affrontando questo tema spinoso e da molti (troppi) tenuto sotto silenzio e ignorato, perché forse considerato senza soluzione così come ormai sembra definitivamente consolidato nel nostro panorama visivo. A tal punto che sono state varate delle Leggi nazionali che classificano rigorosamente il grado di incompiutezza delle opere pubbliche. Ed ecco il primo paradosso: lo Stato accetta, giustifica e assegna un valore a opere che ha costruito, abbandonato e in alcune eccezioni distrutto.</p>
<p>Il lavoro di ricerca compiuto da Alterazioni Video sull&#8217;architettura incompiuta affronta la tematica delle opere pubbliche non-finite in Italia, indagando in modo multi-disciplinare le relazioni tra queste opere architettoniche e il contesto nel quale sono inserite, affermandone il loro valore artistico e proponendone una nuova definizione stilistica. Si va ben oltre le denuncie stile &#8220;Striscia la Notizia&#8221; per entrare in un vero e proprio &#8220;sistema nazionale di opere incompiute&#8221; di ampio respiro che permea costantemente la nostra quotidianità e che è entrato, volenti o nolenti, nel nostro contesto socio-culturale. L&#8217;indagine condotta in questi due anni ha portato alla classificazione di circa 360 architetture incompiute in tutta Italia con una particolare concentrazione geografica nel Sud &#8211; la Sicilia vanta il triste record di 160 opere &#8211; e cronologica nel ventennio &#8217;60-&#8217;80. Ma non si creda che il Nord sia immune da tutto ciò, dato che può celebrare il primato della prima &#8220;incompiuta&#8221; italiana, l&#8217;Idrovia Milano-Cremona iniziata nel 1911 che a tutt&#8217;oggi è giunta solo a Pizzighettone, per una lunghezza di poco più di 13 Km.<br />
Il progetto si sta concretizzando nella creazione del primo &#8220;Parco Archeologico dell&#8217;Incompiuto Siciliano&#8221; nella cittadina di Giarre, 20000 abitanti in provincia di Catania, tra il mare e le pendici dell&#8217;Etna, che vede una curiosa concentrazione di ben 12 architetture, tutte più o meno non finite, tale da &#8220;meritarsi&#8221; il titolo di capitale dell&#8217;Incompiuto Siciliano. Giarre è la punta dell&#8217;iceberg, il punto di partenza di un processo di rivalorizzazione e riqualificazione di un patrimonio architettonico che diventa vero e proprio &#8220;stile&#8221; da valutare attraverso parametri culturali, non più una semplicistica etichetta entro cui rinchiudere forzatamente un pacchetto eterogeneo di opere, quanto piuttosto un vero e proprio modello teorico, capace di riconoscere, individuare e anche in una certa misura prevedere, la configurazione di un&#8217;opera o un sistema di opere incompiute in essere o in procinto di divenire. Un paradigma interpretativo di un fenomeno che ha segnato la storia recente del nostro Paese.<br />
La creazione del Parco vuole essere il risultato concreto di un&#8217;operazione di storicizzazione del territorio la cui essenza e percezione viene fortemente determinata dalla presenza delle opere pubbliche incompiute, un&#8217;operazione che coinvolge necessariamente la popolazione locale e le Amministrazioni a tutti i livelli. L&#8217;iniziativa gode fin dalla prima proposta avanzata da Alterazioni Video della piena fiducia e collaborazione del Comune, che il 26 novembre 2007 ha presentato ufficialmente la nascita del Parco e ha appoggiato la volontà di trasformarlo nei prossimi anni in una Fondazione che sarà anche Osservatorio Nazionale dell&#8217;Incompiuto per continuare nella mappatura nazionale.<br />
Non si tratta di una museificazione delle opere ma piuttosto di un modo per raccontare questi luoghi, rivivificare la memoria collettiva di tutti i processi che hanno portato a queste opere, attivare fenomeni di trasformazione del territorio e delle architetture attraverso il loro recupero e riutilizzo. Si vuole fornire un modo per poter leggere e riqualificare il territorio in modo più costruttivo e consapevole rispetto al difficile passato, caratterizzato dalla (cronica) incapacità di gestione, e creare un nuovo &#8220;sistema&#8221; fondato sui resti e sugli sprechi. Più difficile appare il confronto con la popolazione locale restia, e come dargli torto, ad accettare tale rilettura di edifici con cui convive da anni (e talvolta decenni) e quindi entrati nella visione e nella memoria collettiva fino a sparire e divenire un tutt&#8217;uno con l&#8217;intorno, secondo una sorta di autodifesa pubblica e privata per cancellare il passato. Anche perché nel caso di Giarre era la stessa comunità locale che chiedeva opere importanti che caratterizzassero la città e i progettisti e le amministratori si appoggiavano a questo volere per ottenere finanziamenti, attivare opere e posti di lavoro. E rendere pertanto impossibile definire una catena di responsabilità, il classico sistema di scatole cinesi, scaricabarili, connivenze e complicità che rende il tutto una massa informe che nessuno può ormai sciogliere.<br />
Opere che sono state, e continuano ad essere, un pozzo senza fondo di risorse economiche e umane. Impossibile quantificare il costo complessivo di queste architetture così come risulta impossibile oggi demolirle dati gli improponibili costi per la demolizione e lo smaltimento degli inerti. Ma quali sono queste opere di cui il Comune di Giarre tenta un faticoso recupero e riutilizzo?<br />
Una Piscina Olimpionica lunga 49 metri invece dei 50 regolamentari, un Centro culturale, il Mercato dei fiori, la Pista per automodellismo, la Casa per anziani, Palazzine popolari, un Parcheggio multipiano (peraltro senza uscita), il Parco Pubblico Chico Mendez, il Teatro Comunale in costruzione da 52 anni e pure fuori asse, lo Stadio, la nuova Pretura e il Campo da polo, uno dei pochi costruiti in Italia, con tribune che possono ospitare 22000 persone (a fronte di una popolazione di circa 20000&#8230;) costruite però con una pendenza talmente accentuata da risultare quasi impossibili da scalare.<br />
Oggi il Parco è già aperto ai visitatori che non troveranno però mappe, cartelli o indicazioni ma solo la libertà di girare per il paese e scoprire come queste opere tanto bistrattate &#8211; in molti casi francamente inutili e prive di senso &#8211; possano aiutarci a modificare la percezione dell&#8217;incompiuto nelle opere pubbliche e a considerarle autentiche opere d&#8217;arte da valorizzare. La speranza, al di là delle pur importanti finalità culturali, è anche quella di poter definire una nuova risorsa basata su un turismo più consapevole che produca una importante ricaduta economica e porti a creare posti di lavoro e strutture ricettive.</p>
<p>www.alterazionivideo.com<br />
www.youtube.com/incompiutosiciliano<br />
www.incompiutosiciliano.org</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-5530" title="mappa parco" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2009/09/mappa-parco-530x294.jpg" alt="mappa parco" width="530" height="294" /></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-5527" title="blufi" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2009/09/blufi-530x297.jpg" alt="blufi" width="530" height="297" /></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-5528" title="piscina" src="http://ecosistemaurbano.org/wp-content/uploads/2009/09/piscina-530x383.jpg" alt="piscina" width="530" height="383" /></p>
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		<title>[eu]-comics</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 12:49:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jaime</dc:creator>
				<category><![CDATA[blogs]]></category>
		<category><![CDATA[castellano]]></category>
		<category><![CDATA[eu:comic]]></category>

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		<description><![CDATA[Pronto eu-viñetas se convertirá en eu-comics (Dios mediante) y será una sección fija, semanal. Espero que os guste. Por supuesto se admiten ideas, propuestas, críticas, sugerencias para el nombre, etc. Espero vuestros comentarios. De momento os dejo con esta viñeta de hoy:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4860" title="090626-eucomics-intro" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/06/090626-eucomics-intro1.jpg" alt="090626-eucomics-intro" width="365" height="68" /></p>
<p>Pronto <a href="http://ecosistemaurbano.org/?s=VI%C3%91ETAS" target="_blank">eu-viñetas</a> se convertirá en eu-comics (Dios mediante) y será una sección fija, semanal.</p>
<p>Espero que os guste.</p>
<p>Por supuesto se admiten ideas, propuestas, críticas, sugerencias para el nombre, etc. Espero vuestros comentarios.</p>
<p>De momento os dejo con esta viñeta de hoy:<span id="more-4859"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4861" title="090626-eucomics" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/06/090626-eucomics1.gif" alt="090626-eucomics" width="530" height="599" /></p>
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		<title>primer desayuno público#esta es una plaza#15 de febrero</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 08:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[arquitectura]]></category>
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		<description><![CDATA[deste el blog http://estaesunaplaza.blogspot.com/: &#8220;Desayuno público &#8220;En torno a Estaesunaplaza&#8221; Actualización: el desayuno queda definitivamente convocado, esta vez sí que sí, para el próximo domingo día 15 de febrero, a las 12 de la mañana en la calle Doctor Fourquet 24, se prevé un tiempo estupendo. Como llevamos un tiempo inmersos en temas burocráticos, para [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3108" title="titulo-prinicpal" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/02/titulo-prinicpal.jpg" alt="titulo-prinicpal" width="365" height="66" /></p>
<p>deste el blog <a href="http://estaesunaplaza.blogspot.com/">http://estaesunaplaza.blogspot.com/:</a></p>
<p><a href="http://estaesunaplaza.blogspot.com/"></a><a href="http://estaesunaplaza.blogspot.com/">&#8220;Desayuno público &#8220;En torno a Estaesunaplaza&#8221;</a><br />
Actualización: el desayuno queda definitivamente convocado, esta vez sí que sí, para el próximo <strong>domingo</strong> día 1<strong>5 de febrero</strong>, a las <strong>12 de la mañana</strong> en la <strong>calle Doctor Fourquet 24</strong>, se prevé un tiempo estupendo.</p>
<p><span id="more-3107"></span></p>
<p>Como llevamos un tiempo inmersos en temas burocráticos, para poder abrir legítimamente el solar y echamos de menos el contacto con los amigos que hicimos, en los pocos días que estuvo abierta &#8220;Esta es una plaza&#8221;, se nos ha ocurrido celebrar un desayuno público en la calle Doctor Fourquet, frente a la puerta del solar, el próximo domingo 15 de febrero a las 12 de la mañana.</p>
<p>La idea es <strong>compartir café</strong>, charla y algo de <strong>comer </strong>y con esa excusa, poder explicaros cara a cara el estado de las negociaciones y los futuros pasos a seguir para poder abrir lo antes posible, sin peligro de que nos desalojen.</p>
<p>También será buen momento de escuchar todas la sugerencias que tengáis que hacer, seguro que vuestras aportaciones servirán de mucho para avanzar en este proceloso mundo de las instituciones y sus burocracias.</p>
<p>Pasa asistir, sólo hace falta,<strong> tu taza favorita</strong>, <strong>una cuchara</strong>, <strong>algo de comer o beber</strong> para compartir, una estupenda sonrisa de domingo y tiempo <strong>para charlar y compartir ideas</strong><strong>.</strong></p>
<p>Nosotros llevaremos las mesas, la decoración, y algunas de nuestras especialidades gastronómicas, pero si alguien quiere sentarse, sería bueno que bajara sillas.</p>
<p>Nos gustaría que acudiera todo el barrio, sin distinción de ningún tipo, por eso hacemos un llamamiento a los que están solos, a los acompañados, a los con niños, a los con mascotas y con más o menos edad, a los que hablan mejor y peor el idioma, y por supuesto a los de otros barrios que también quieran plantarse en la calle a desayunar.</p>
<p>Confiamos en que la calle Doctror Fourquet, ese día siga cerrada por obras, si no fuera así dejaremos en la puerta de &#8220;La Plaza&#8221; la ubicación exacta del sitio más cercano en el que hayamos podido acampar con nuestros cafés, churros, bollerías, tazas y mesas&#8230;</p>
<p>Estaremos el domingo 15 de febrero, a las 12 de la mañana, en la Calle Doctor Fourquet, frente al número 24, para contaros y que nos contéis.</p>
<p>Os esperamos ansiosos&#8230;&#8221;</p>
<p><a href="http://estaesunaplaza.blogspot.com/"> http://estaesunaplaza.blogspot.com/</a></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3109" title="cartel-invitacion" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/02/cartel-invitacion.jpg" alt="cartel-invitacion" width="530" height="324" /></p>
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		<title>¿Papel digital? Lista de webs de arquitectura (1)</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/blogs/%c2%bfpapel-digital-lista-de-webs-de-arquitectura-1/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 14:10:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jaime</dc:creator>
				<category><![CDATA[arquitectura]]></category>
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		<description><![CDATA[Ayer, aquí en el estudio,  charlábamos (discutíamos) sobre el papel del papel en la era digital: E-books como el kindle empiezan a hacer más viable la sustitución de los libros por dispositivos digitales, cada vez más leemos los periódicos en internet&#8230; Y aquí empezó la parte de la discusión: ¿desaparecerá el papel, desaparecerán los cds, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2787" title="090123-webs-arquitectura" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/01/090123-webs-arquitectura.jpg" alt="090123-webs-arquitectura" width="365" height="94" /></p>
<p>Ayer, aquí en el estudio,  charlábamos (discutíamos) sobre <em>el papel del papel</em> en la era digital:</p>
<p>E-books como el <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Kindle" target="_blank">kindle </a>empiezan a hacer más viable la sustitución de los libros por dispositivos digitales, cada vez más leemos los periódicos en internet&#8230;</p>
<p>Y aquí empezó la parte de la discusión: ¿desaparecerá el papel, desaparecerán los cds, los libros, los periódicos? ¿Seguirán conviviendo ambas cosas? ¿Vamos a renunciar a leer el periódico en papel, al menos los domingos? ¿Se convertirá el papel en algo sólo para <em>románticos</em>?</p>
<p>El tema es para hablar largo y tendido, pero de momento lo podemos centrar en lo que nos toca más de cerca en este blog: ¿Qué pasa con las revistas digitales de arquitectura,  y qué futuro pueden tener las tradicionales publicaciones en papel?<span id="more-2781"></span></p>
<p>Cuando uno visita la web chilena <a href="http://www.plataformaarquitectura.cl" target="_blank">Plataforma Arquitectura</a>, se da cuenta del potencial que tienen las webs de arquitectura, lo que pueden llegar a ser: información seria y pormenorizada, fotos y planos a muy buena calidad, al alcance de todos, a golpe de clic, actualizada día a día.</p>
<p>Por poner un ejemplo muy claro: la información más completa que actualmente se puede encontrar en internet sobre nuestro proyecto del Ecobulevar, no está en nuestra propia página web, sino en <a href="http://www.plataformaarquitectura.cl/2007/12/19/eco-boulevard-de-vallecas-ecosistema-urbano/" target="_blank">un artículo de plataforma arquitectura</a>!</p>
<p>A raíz de todo esto, y del descubrimiento del blog Spaceinvading del que hablé el otro día, me he propuesto hacer una primera lista con algunas webs y blogs de arquitectura y diseño a las que soy asiduo y otras que he conocido recientemente.</p>
<p>De momento, aquí están unas cuantas:</p>
<p><a href="http://www.plataformaarquitectura.cl/" target="_blank">PLATAFORMA ARQUITECTURA </a>web chilena con montones de edificios, referencias de publicaciones, fichas técnicas de materiales&#8230;</p>
<p><a href="http://www.designboom.com/weblog/index.php" target="_blank">DESIGNBOOM</a> web de diseño, y en ocasiones también de arquitectura, con entrevistas, concursos&#8230;</p>
<p><a href="http://www.floresenelatico.es/" target="_blank">FLORES EN EL ATICO </a> blog que siempre descubre cosas interesantes en torno al arte y la ciudad, lo natural y lo artificial&#8230;</p>
<p><a href="http://www.spaceinvading.com/" target="_blank">SPACEINVADING</a> &#8220;blog de blogs&#8221; de arquitectura</p>
<p><a href="http://www.archdaily.com/9943/dwelling-at-maytree-odos-architects/" target="_blank">ARCHDAILY</a> similar a plataforma arquitectura, en versión anglosajona</p>
<p><a href="http://architecturephoto.net/en/" target="_blank">ARCHITECTUREPHOTO</a> en ésta hay fundamentalmente proyectos en Japón (este es un aspecto importante de las revistas digitales de arquitectura, el acceso a proyectos internacionales de forma mucho más sencilla)</p>
<p>Espero haberos descubierto algun nuevo link interesante que no conocierais ya. Intentaré completar está lista en posteriores posts.</p>
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		<title>spaceinvaders y spaceinvading</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/blogs/spaceinvaders-y-spaceinvading/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 08:48:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jaime</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hasta ahora sólo conocía los &#8220;spaceinvaders&#8221;, que a parte de un clásico videojuego (al que se puede jugar en este link), son unos curiosos graffittis hechos en gresite (se les puede llamar así?), realizados por un artista anónimo de pseudónimo &#8220;invader&#8221;. Y ésta es la web que los recopila todos, localizados en distintos puntos por [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2713" title="090120-spaceinvaders" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/01/090120-spaceinvaders.jpg" alt="090120-spaceinvaders" width="365" height="105" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2712" title="090120-spaceinvading" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/01/090120-spaceinvading.jpg" alt="090120-spaceinvading" width="365" height="65" /></p>
<p>Hasta ahora sólo conocía los &#8220;spaceinvaders&#8221;, que a parte de un clásico videojuego (<a href="http://www.spaceinvaders.de/" target="_blank">al que se puede jugar en este link</a>), son unos curiosos graffittis hechos en gresite (se les puede llamar así?), realizados por un artista anónimo de pseudónimo &#8220;invader&#8221;. Y <a href="http://www.space-invaders.com/" target="_blank">ésta es la web</a> que los recopila todos, <a href="http://www.space-invaders.com/sominv.html" target="_blank">localizados en distintos puntos por todo el mundo</a>.</p>
<p>Hoy he conocido <a href="http://www.spaceinvading.com/" target="_blank">spaceinvading.com</a>, una web de arquitectura que <span id="more-2709"></span>recopila un montón de información en torno a la arquitectura y el diseño obtenida en blogs y páginas web. Me ha parecido interesante el diseño de la página, muy directo, se carga rápidamente, y permite navegar por muchos proyectos curiosos en un tiempo breve.</p>
<p>Se echa en falta algún punto de información sobre la propia web: quién la hace, un índice, un buscador interno&#8230;(aunque quizá está pendiente de hacerse, puesto que es una versión beta).</p>
<p>Me quedo con uno de los posts, en el que he caído navegando al azar por la página. Se trata de <a href="http://www.spaceinvading.com/entry.php?project_id=Montreal_Expo67_Architecture200901161232159066" target="_blank">un post sobre la Expo67 de Montreal</a>, con unas cuantas imágenes de esas que hacen dudar cuánto hemos avanzado realamente en 40 años de arquitectura&#8230;</p>
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		<title>Do It Yourself City</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/english/2667/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 08:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[architecture]]></category>
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		<category><![CDATA[city]]></category>
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		<category><![CDATA[open culture]]></category>

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		<description><![CDATA[DIYcity was created in October 2008 by John Geraci. The site explores the idea that open, participatory web technologies, applied to city living patterns, infrastructure and services, can radically transform cities as we know them, making them more efficient, more livable and more sustainable. People all over the world are invited to exchange ideas on [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2670" title="diycity1" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/01/diycity1.jpg" alt="diycity1" width="365" height="120" /></p>
<p><a href="http://diycity.org/">DIYcity</a> was created in October 2008 by John Geraci. The site explores the idea that open, participatory web technologies, applied to city living patterns, infrastructure and services, can radically transform cities as we know them, making them more efficient, more livable and more sustainable.</p>
<p><span id="more-2667"></span></p>
<p>People all over the world are invited to exchange ideas on how they can reinvent their local areas, offering examples of applications, open source code, and anything else that will help develop a collective approach to building these new DIY cities.</p>
<p>Participants in the ongoing discussion include programmers, urban planners, city agency leaders, academics, architects, designers, open source advocates, and more. </p>
<p><a href="http://diycity.org/">http://diycity.org/</a></p>
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		<title>Obsoletos?</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/uncategorized/obsoletos/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 11:57:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ben</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Obsoletos? es un blog y a la vez un proyecto de investigación de largo recorrido sobre desechos tecnológicos y su potencial como recurso para generar nuevas tecnologías o cubrir necesidades existentes. En el blog se cruza información sobre tecnología, basura, guías para crear objetos, software libre y reflexiones en torno a estas cuestiones (y otras [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2607" title="obsoletos_2" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/01/obsoletos_2.jpg" alt="obsoletos_2" width="365" height="164" /></p>
<p><a href="http://www.obsoletos.org">Obsoletos? </a>es un blog y a la vez un proyecto de investigación de largo recorrido sobre desechos tecnológicos y su potencial como recurso para generar nuevas tecnologías o cubrir necesidades existentes. En el blog se cruza información sobre tecnología, basura, guías para crear objetos, software libre y reflexiones en torno a estas cuestiones (y otras más personales&#8230;). En una socieda en la que somos víctimas de conceptos como &#8220;obsolescencia planificada&#8221; sin ser en absoluto conscientes de ello y en la que se generan toneladas de residuos tecnológicos por minuto parece interesante informarse y reflexionar para desarrollar nuestras propias estrategias. Si quieres saber más sobre estos temas y participar en alguna de las actividades accede a www.obsoletos.org<span id="more-2605"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2608" title="obsoletos_1" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/01/obsoletos_1.jpg" alt="obsoletos_1" width="530" height="462" /></p>
<p>Obsoletos es un proyecto de <a href="www.basurama.org">Basurama</a>, El club del ocio y Skot Pérez.</p>
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		<title>re-biennale</title>
		<link>http://ecosistemaurbano.org/english/re-biennale/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 12:41:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[architecture]]></category>
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		<category><![CDATA[creativity]]></category>
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		<category><![CDATA[proyectos]]></category>
		<category><![CDATA[sustainability]]></category>

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		<description><![CDATA[Quite often grand cultural events, as the Architecture Biennale is, cross the city of Venice in a such imposing manner, rarely interacting with what stays out of the exhibition path. This applies to the citizens (inhabitants, students, workers) and also to the professionals and the artists officially invited.  One other fundamental problem is the volume [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2580" title="rebiennale_365" src="http://95.142.174.126/wp-content/uploads/2009/01/rebiennale_365.jpg" alt="rebiennale_365" width="365" height="453" /></p>
<p>Quite often grand cultural events, as the Architecture Biennale is, cross the city of Venice in a such imposing manner, rarely interacting with what stays out of the exhibition path. This applies to the citizens (inhabitants, students, workers) and also to the professionals and the artists officially invited.</p>
<p><span id="more-2579"></span> One other fundamental problem is the volume of the “rubbish” that is constantly left behind every time the exhibition closes: as a matter of fact all the materials used for the installations and even the works conclude their onerous vital cycle fully representing the enviromental and economic intolerablility and definetely denote the scarce attention towards the active resources of the city.<br />
It is from this reality that the idea of re-using those materials for a share project of regeneration was born: an extraordinary occasion to take care of the city as complex net of social, functional and spatial relations that can truly be conceived from those who live it, to explore it and study it, to work for it in order to transform the city itself in a building site of ideas and facts, to give that sense that state institutions cannot give, incapable of reading the real dynamics and invest politically in housing development.<br />
The creativity of research and the hybridation of languages can though garantee the richness of the urban design and can certanly rediscover the importance of the common goods behind the built, exactly Commons Beyond Building.</p>
<p>Commons Beyond Building is a cooperative platform created by a net of associations to share methods, processes and competences linked to self-construction, “to describe what cannot be told by the architectural project and what the power doesn’t understand: the rise, from the bottom, of inhabit as practice of common living”.</p>
<p>info at <a href="http://www.rebiennale.org">www.rebiennale.org</a></p>
<p>Commons BB Net:<br />
ASC Agenzia Sociale per la Casa <a href="http://www.globalproject.info">www.globalproject.info</a><br />
Casilino 900 /Stalker-ON <a href="http://www.osservatorionomade.net/">www.osservatorionomade.net/</a><br />
Geologika collettiva <a href="http://www.geologika.org">www.geologika.org</a><br />
Sale-Docks <a href="http://www.sale-docks.org">www.sale-docks.org</a><br />
Exyzt (France) <a href="http://www.exyzt.org">www.exyzt.org</a><br />
2012ARCHITECTEN (Netherlands) <a href="http://www.2012architecten.nl">www.2012architecten.nl</a> <a href="http://www.superuse.org">www.superuse.org</a><br />
MILLEGOMME / REFUNC (Netherlands) <a href="http://www.refunc.nl">www.refunc.nl</a><br />
Collettivo SottoTetto<a href="http://sottotetto.noblogs.org"> http://sottotetto.noblogs.org</a><br />
Famiglia Bresci <a href="http://www.inventati.org/famigliabresci">www.inventati.org/famigliabresci</a></p>
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